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Il Papa: una nuova educazione globale, atto di speranza per il nostro tempo

L’indifferenza e lo scarto sono due grandi mali della nostra cultura: lo afferma Papa Francesco nel videomessaggio inviato al Simposio in corso per il lancio di un nuovo impegno educativo globale attraverso l'azione delle Nazioni Unite in sinergia con il progetto Global Compact on Education voluto dal Papa

Adriana Masotti - Città del Vaticano

Al Simposio “L’educazione è un atto di speranza”, che si tiene oggi e domani, partecipano leader di movimenti giovanili di tutto il mondo ed esperti del settore. In parte online e in parte in presenza nella Casina Pio IV, in Vaticano, l'incontro è promosso dalla Pontificia Accademia delle Scienze Sociali e dall’Onu. La prima giornata è dedicata al lancio della Missione 4.7, cioè all’implementazione del 4° obiettivo dell’Agenda Onu 2030 per uno sviluppo sostenibile che prevede di “garantire un’istruzione di qualità inclusiva ed equa e promuovere opportunità di apprendimento continuo per tutti”, e del suo punto 7 che si propone il raggiungimento di “un’educazione volta ad uno sviluppo e uno stile di vita sostenibile, ai diritti umani, alla parità di genere, alla promozione di una cultura pacifica e non violenta, alla cittadinanza globale e alla valorizzazione delle diversità culturali”. Tutto questo in sinergia con il Global Compact on Education, il progetto per un nuovo Patto globale per l'educazione lanciato da Papa Francesco lo scorso ottobre.

L'indifferenza e la cultura dello scarto, i mali di oggi

Il Papa si fa presente al Simposio attraverso un videomessaggio in cui si congratula per l’impegno di tanti governi e istituzioni nel campo dell’educazione che, afferma, è davvero un atto di speranza nel futuro e di solidarietà nei confronti delle nuove generazioni. Un impegno tanto più necessario oggi in cui “il patto educativo mondiale si è infranto” anche a causa della pandemia e in cui si fa più evidente la necessità, continua Francesco, di “un nuovo tipo di educazione, che permetta di superare l’attuale globalizzazione dell’indifferenza e la cultura dello scarto”.

Una crisi educativa senza precedenti

Papa Francesco descrive con queste parole il 2020, un anno di particolare sofferenza per il Covid-19 e le sue conseguenze:

Un anno d’isolamento obbligato ed esclusione, di angoscia e crisi spirituali e di non poche morti, e di una crisi educativa senza precedenti. Più di un miliardo di bambini hanno affrontato interruzioni nella loro educazione. Centinaia di milioni di bambini sono rimasti indietro nelle opportunità di sviluppo sociale e cognitivo. E, in molti luoghi, le crisi biologica, psichica ed economica sono state aggravate dalle crisi politiche e sociali correlate.

Davanti a questo scenario è dunque necessario, sottolinea Francesco, “un atto di speranza affinché gli impulsi di odio, divisioni e ignoranza possano e siano superati” attraverso nuove opportunità educative “basate sulla giustizia sociale e sull’amore reciproco, un nuovo Patto Globale per l’Educazione". E prosegue:

Vi ringrazio per esservi riuniti oggi per far crescere le nostre speranze e piani condivisi in una nuova educazione che promuova la trascendenza della persona umana, lo sviluppo umano integrale e sostenibile, il dialogo interculturale e religioso, la salvaguardia del pianeta, gli incontri per la pace e l’apertura a Dio.

La pace, come la guerra, nasce nella mente degli uomini

Fondamentale, osserva Papa Francesco, è l’azione dell'Onu per coinvolgere governi e società di tutto il mondo nello sforzo per una nuova educazione. E cita le parole che san Paolo VI aveva rivolto alle Nazioni Unite durante la sua storica visita il 4 ottobre 1965: “Signori, voi avete compiuto e state compiendo un'opera grande: l'educazione dell'umanità alla pace.” Ricorda poi che la Costituzione dell’Unesco, adottata nel 1945, al termine della seconda guerra mondiale, riconobbe che ‘poiché le guerre nascono nella mente degli uomini, è nello spirito degli uomini che devono essere poste le difese della pace’. Questo 75 anni fa, e oggi? Il Papa afferma:

Nel nostro tempo, in cui il patto educativo mondiale si è infranto, vedo con soddisfazione che i governi si sono impegnati nuovamente a mettere in pratica queste idee mediante l’adozione dell’Agenda 2030 e degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, in sinergia con il patto globale sull’educazione. Al centro degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile c’è il riconoscimento del fatto che l’educazione di qualità per tutti è una base necessaria per proteggere la nostra casa comune e promuovere la fraternità umana.

Un comune impegno per la civiltà dell'amore

“Il Patto Globale per l’Educazione e la Missione 4.7 lavoreranno insieme per la civiltà dell’amore, la bellezza e l’unità”, afferma ancora il Papa, e, rivolgendosi ai partecipanti al Simposio, conclude con una visione e un auspicio: “Spero che voi siate i poeti di una nuova bellezza umana, una nuova bellezza fraterna e amichevole, come pure della salvaguardia della terra che calpestiamo”.

16 dicembre 2020, 15:15