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Papa Francesco saluta alcune religiose Papa Francesco saluta alcune religiose 

Il Papa: giustizia e premura, le donne protagoniste della Chiesa in uscita

Francesco scrive alla Consulta femminile del Pontificio Consiglio della Cultura riunita in seminario per riflettere su tre testi del magistero: è una “bella novità”, dice, per la prima volta un dicastero della Curia Romana "coinvolge un gruppo di donne rendendole protagoniste dei progetti e delle linee culturali che va sviluppando, e non solo per occuparsi di questioni femminili"

Michele Raviart – Città del Vaticano

“Creare dialogo tra intelletto e spiritualità, tra unità e diversità, tra musica e liturgia, con una meta fondamentale, cioè l’amicizia e la fiducia universali” e con una “voce femminile che vuole aiutare a risanare, in un mondo malato”. Questo, per il Pontefice, è l’obiettivo del seminario “Le donne leggono Papa Francesco: lettura, riflessione e musica”, durante il quale la Consulta femminile del Pontificio Consiglio della Cultura ragionerà su tre scritti del Papa: l’esortazione apostolica Evangelii Gaudium, tema del primo incontro, l’enciclica Laudato si’, e il Documento sulla fratellanza umana per la pace, firmato ad Abu Dhabi nel 2019.

Una ricca diversità

In un messaggio alle partecipanti, Francesco mette in luce la “bella novità” che la Consulta femminile rappresenta per la Curia Romana. “Per la prima volta”, sottolinea, “un Dicastero coinvolge un gruppo di donne rendendole protagoniste dei progetti e delle linee culturali che va sviluppando, e non solo per occuparsi di questioni femminili”. Lo spirito della Consulta - composta da “donne impegnate in diversi settori della vita sociale e portatrici di visioni culturali e religiose del mondo che, seppur diverse, convergono verso l’obiettivo di lavorare insieme con reciproco rispetto” - è perciò quello di una “ricca diversità che sa lavorare cercando nel dialogo i punti di accordo e di affiatamento”.

La guida di Santa Ildegarda

A far da guida in questa serie di incontri è Santa Ildegarda di Bingen, proclamata dottore della Chiesa nel 2012 che, ricorda il Papa, “unifica la conoscenza scientifica e la spiritualità” e “da vera maestra, legge, commenta, crea e insegna alle donne e agli uomini”. Come San Francesco compose “un inno armonioso in cui canta e loda il Signore del e nel creato”, in una concezione della musica che “non era solo arte o scienza”, ma anche liturgia. Santa Ildegarda ruppe gli schemi del suo tempo, “che impedivano alle donne di studiare e di entrare in biblioteca” e, in questo senso, la riflessione delle donne della Consulta, “potrà offrire una visione peculiare sul tema del confronto sociale e culturale come contributo alla pace, perché le donne hanno il dono di apportare una sapienza che sa ricucire le ferite, perdonare, reinventare e rinnovare”.

La realizzazione gioiosa della donna

Nella storia della salvezza, sottolinea Francesco, “è una donna ad accogliere il Verbo” e sono ancora le donne “a custodire nella notte oscura la fiammella della fede, ad attendere e ad annunciare la Risurrezione”. “La realizzazione gioiosa e profonda della donna”, infatti “si incentra in questi due atti: accoglienza e annuncio”. “Nella cura del creato, nella gestazione di un mondo più giusto, nella creazione di un dialogo che rispetti e valorizzi le differenze” le donne, conclude il Papa, sono “protagoniste di una Chiesa in uscita, attraverso l’ascolto e la premura che manifestano verso i bisogni degli altri, e con la spiccata capacità di sostenere dinamiche di giustizia in un clima di ‘calore domestico’, nei diversi ambienti sociali in cui esse si trovano ad operare”. Per loro, l’augurio del Papa, è di essere portatrici di pace e di rinnovamento".

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08 ottobre 2020, 11:18