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Il Papa: la vera autorità è servire, non sfruttare gli altri

All’Angelus di oggi, domenica 4 ottobre, festa di san Francesco d’Assisi in cui viene presentata la nuova enciclica “Fratelli tutti”, il Papa esorta a lavorare per l’annuncio del Vangelo. “E’ brutto vedere - dice - quando nella Chiesa le persone che hanno autorità cercano i propri interessi”

Debora Donnini – Città del Vaticano

“Anche oggi Dio aspetta i frutti della sua vigna da coloro che ha inviato a lavorare in essa”, cioè da "tutti noi”. In una domenica di attesa per la nuova enciclica dedicata alla fraternità e all’amicizia sociale, firmata ieri ad Assisi, il Papa all’Angelus riflette proprio su come vada gestita l’autorità. Lo fa a partire dal Vangelo di oggi, in cui Gesù narra la parabola dei vignaioli omicidi, ai quali il padrone aveva affidato la sua vigna. (Ascolta il servizio con la voce del Papa)

 

La vigna è del Signore, non nostra

Al tempo del raccolto arrivano i servi per ritirare i frutti ma i vignaioli li respingono a bastonate e addirittura ne uccidono alcuni e, alla fine, persino il figlio del padrone. E quando Gesù chiede cosa farà il padrone della vigna, al ritorno, a quei contadini, i capi del popolo che cercavano di eliminare Gesù, rispondono pronunciando “da sé stessi la propria condanna”: li punirà e affiderà la sua vigna ad altri. Una “parabola molto dura”, con cui “Gesù mette i suoi interlocutori di fronte alla loro responsabilità”, nota il Papa. Si tratta di un ammonimento di Gesù che “vale per ogni tempo, anche per il nostro”:

In ogni epoca, coloro che hanno un’autorità, qualsiasi autorità, anche nella Chiesa, nel popolo di Dio, possono essere tentati di fare i propri interessi, invece di quelli di Dio stesso. E Gesù dice che la vera autorità è quando si fa il servizio, è nel servire, non sfruttare gli altri. La vigna è del Signore, non nostra. L’autorità è un servizio, e come tale va esercitata, per il bene di tutti e per la diffusione del Vangelo. È brutto vedere quando nella Chiesa le persone che hanno autorità cercano i propri interessi.

Entrando profondamente in questa parabola, Papa Francesco ricorda che l’immagine della vigna rappresenta “il popolo che il Signore si è scelto” mentre i servi sono i profeti, e il figlio è figura di Gesù. Anche lui viene respinto e ucciso.

 

Essere una Chiesa sempre più ricca di frutti di santità

Nella Seconda Lettura, poi, ricorda il Papa, san Paolo dice che per essere buoni operai, deve essere oggetto di impegno quotidiano “ciò che è virtù e merita lode”, quello che è “vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato”. "È l’atteggiamento dell’autorità e anche di ognuno di noi - dice - perché ognuno di noi, nel suo piccolo, ha una certa autorità". 

“Diventeremo così una Chiesa sempre più ricca di frutti di santità”, conclude Francesco esortando a rivolgersi a Maria, “spiritualmente uniti ai fedeli radunati nel Santuario di Pompei per la Supplica” e rinnovando, nel mese di ottobre, l’impegno a pregare il Rosario.

 

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04 ottobre 2020, 12:15