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Francesco: la sfida migratoria interpella l'Europa. Occorrono nuove risposte condivise

Papa Francesco ha incontrato oggi in Vaticano i partecipanti al progetto europeo “Snapshots from the Borders” (Voci ed esperienze dai confini) che si propone di contribuire alla creazione di una cultura nuova nei confronti dei migranti, basata sull'incontro e la solidarietà, e a politiche di accoglienza e integrazione più efficaci in Europa. Le frontiere, ha detto il Papa, diventino "spazi di arricchimento reciproco"

Adriana Masotti - Città del Vaticano

“Il vostro è un progetto lungimirante”: Papa Francesco si rivolge così ai presenti all’incontro, guidati dal sindaco di Lampedusa e Linosa, Salvatore Martello che gli ha rivolto un saluto a nome di tutti. “Esso si propone di promuovere una comprensione più profonda della migrazione – sottolinea il Papa - che permetta alle società europee di dare una risposta più umana e coordinata alle sfide delle migrazioni contemporanee”. Una risposta quanto mai necessaria e urgente. E Francesco prosegue: (Ascolta il servizio con la voce del Papa)

Lo scenario migratorio attuale è complesso e spesso presenta risvolti drammatici. Le interdipendenze globali che determinano i flussi migratori sono da studiare e capire meglio. Le sfide sono molteplici e interpellano tutti. Nessuno può rimanere indifferente alle tragedie umane che continuano a consumarsi in diverse regioni del mondo. Tra queste ci interpellano spesso quelle che hanno come teatro il Mediterraneo, un mare di confine, ma anche di incontro di culture.

Indifferenza e rifiuto nei confronti dei migranti

Papa Francesco ricorda come, tra coloro che attraversano il Mediterraneo, c’è chi fugge dalla guerra o lascia la propria terra in cerca di una vita più degna, ma che spesso essi incontrano indifferenza e perfino il rifiuto. E citando il discorso fatto a Bari lo scorso 23 febbraio, afferma:

La comunità internazionale si è fermata agli interventi militari, mentre dovrebbe costruire istituzioni che garantiscano uguali opportunità e luoghi nei quali i cittadini abbiano la possibilità di farsi carico del bene comune.

Necessaria una responsabilità condivisa

In quell’occasione aveva ribadito l’inaccettabilità del fatto che “chi cerca speranza per mare muoia senza ricevere soccorso”. Ai presenti ripete quelle parole sottolineando che accoglienza e integrazione “sono tappe di un processo non facile” e che per realizzare questi obiettivi sono indispensabili “la solidarietà concreta e la responsabilità condivisa, a livello sia nazionale che internazionale”. Papa Francesco tocca poi un nodo centrale e cioè la comunicazione che si fa del fenomeno migratorio. È fondamentale, afferma, “ mettere al centro le persone, i volti, le storie”. Da qui l’importanza “di progetti, come quello da voi promosso, che cercano di proporre approcci diversi, ispirati dalla cultura dell’incontro, che costituisce il cammino verso un nuovo umanesimo”.

Il compito che la storia affida alle comunità di frontiera

I primi ad essere coinvolti in questo cambio di visione sono, sottolinea il Papa, gli abitanti delle città e dei territori di frontiera, le comunità civili e le Chiese. E conclude:

Le frontiere, da sempre considerate come barriere di divisione, possono invece diventare “finestre”, spazi di mutua conoscenza, di arricchimento reciproco, di comunione nella diversità; possono diventare luoghi in cui si sperimentano modelli per superare le difficoltà che i nuovi arrivi comportano per le comunità autoctone.

Il progetto Snapshots from the borders

"Snapshots from the borders - Small towns facing the global challenges of Agenda 2030" è un progetto europeo, di durata triennale, finanziato con oltre 4,5 milioni di euro dalla Commissione Europea. Diciannove i territori coinvolti in Italia, Spagna, Francia, Germania, Svezia, Austria, Slovenia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Grecia, Cypro, Malta e Bosnia ed Erzegovina. Altri quindici Paesi sono coinvolti in varia misura nelle attività: Belgio, Lettonia, Lituania, Croazia, Lussemburgo, Repubblica Ceca, Paesi Bassi, Danimarca, Polonia, Estonia, Portogallo, Finlandia, Slovacchia, Irlanda, Regno Unito.

Gli obiettivi

Obiettivo generale del progetto è aumentare consapevolezza, conoscenza e comprensione critica su interdipendenza globale e cause dei flussi migratori, per favorire il raggiungimento degli SDGs (Obiettivi di Sviluppo Sostenibile). Obiettivo specifico è favorire il coordinamento tra città europee di confine interessate dai flussi migratori, per promuovere coerenza delle politiche a livello europeo, nazionale e locale. E' previsto che la maggior parte delle attività culturali, informative e di promozione si svolgeranno nei territori locali nei primi due anni in modo coordinato, puntando da un lato a sensibilizzare i cittadini sulle cause dei flussi migratori e sulla globalizzazione, ma anche a raccogliere punti di vista e riflessioni, da diffondere poi in iniziative pubbliche ai diversi livelli.

Le attività

Il progetto coinvolgerà nella gestione sia Enti Locali, che organizzazioni della società civile. Tra le principali attività ci saranno: campagne, seminari informativi, eventi locali, visite e scambio di buone prassi, creazione di un “Rete delle città di confine”, una ricerca partecipata nei territori degli enti locali partner, azioni di advocacy a livello nazionale ed europeo.

10 settembre 2020, 12:43