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Sacerdoti, anelito di santità e ministri della gioia del Vangelo

Nella Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, oggi si celebra anche la Giornata per la Santificazione dei sacerdoti, istituita 25 anni fa da Giovanni Paolo II. Un momento di meditazione e preghiera per ricordare che si è a servizio del popolo di Dio, animati dall’amore di Cristo. L'invito a pregare perché siano sempre "ministri della gioia del Vangelo per tutte le genti": è il tweet di Papa Francesco

Benedetta Capelli – Città del Vaticano

“Tale Giornata aiuti i sacerdoti a vivere nella conformazione sempre più piena al cuore del Buon Pastore”. Giovanni Paolo II, nella Lettera ai sacerdoti per il Giovedì Santo del 25 marzo 1995, istituiva così l’odierna Giornata mondiale di preghiera per la santificazione del clero, facendola coincidere con la Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù. Una correlazione per ricordare agli uomini di Dio di coltivare nel proprio cuore “un grande anelito di santità”, per percorrere le vie di chi si è fatto simile a Cristo, servendo gli uomini e le donne che gli sono affidati, vivendo la propria vocazione in unione con Maria. “Allora – scriveva Papa Wojtyla - il nostro sacerdozio sarà custodito nelle sue mani, anzi nel suo cuore, e potremo aprirlo a tutti. Sarà in tal modo fecondo e salvifico, in ogni sua dimensione”.

La preghiera crea il sacerdote e il sacerdote si crea attraverso la preghiera

Tra i tanti pronunciamenti sul sacerdozio, nel lungo magistero di San Giovanni Paolo II, c’è un passaggio del libro: “Dono e mistero. Diario di un sacerdote”, pubblicato nel 1996, nel quale si richiama costantemente alla santità del prete, “testimone e strumento di misericordia divina”, e al suo bisogno di preghiera. “La preghiera – sottolineava Papa Wojtyla - sorge dalla santità di Dio e nello stesso tempo è la risposta a questa santità”.

“Cristo ha bisogno di sacerdoti santi! Il mondo di oggi reclama sacerdoti santi! Soltanto un sacerdote santo può diventare, in un mondo sempre più secolarizzato, un testimone trasparente di Cristo e del suo Vangelo”

“I santi della porta accanto”

"Vi invito a pregare per i sacerdoti, perché attraverso la vostra preghiera il Signore li fortifichi nella loro vocazione, li conforti nel loro ministero e siano sempre ministri della gioia del Vangelo per tutte le genti": è il tweet di Papa Francesco sul suo account @Pontifex in riferimento all'odierna Giornata mondiale di preghiera per la santificazione dei sacerdoti.  In questo tempo di pandemia, il pensiero del Pontefice è andato più volte ai sacerdoti che hanno perso la vita, spendendosi accanto ai malati di coronavirus, accompagnandoli con una preghiera o una benedizione a distanza ma facendo sentire la loro presenza e quella di Gesù. Nell'omelia della Messa in Coena Domini, il 9 aprile scorso, in piena emergenza coronavirus, il Papa aveva avuto per i sacerdoti pensieri affettuosi di padre, esortandoli ad essere coraggiosi, anche nel perdonare.

“I sacerdoti che offrono la vita per il Signore, i sacerdoti che sono servitori. In questi giorni ne sono morti più di sessanta qui, in Italia, nell’attenzione ai malati negli ospedali, e anche con i medici, gli infermieri, le infermiere… Sono “i santi della porta accanto”, sacerdoti che servendo hanno dato la vita”

La santità di oggi

Il 4 agosto 2019, Papa Francesco aveva inviato una Lettera ai sacerdoti in occasione del 160.mo anniversario del santo Curato d’Ars, patrono dei parroci del mondo. “Mi rivolgo a ciascuno di voi - scriveva il Pontefice - che, in tante occasioni, in maniera inosservata e sacrificata, nella stanchezza o nella fatica, nella malattia o nella desolazione, assumete la missione come un servizio a Dio e al suo popolo e, pur con tutte le difficoltà del cammino, scrivete le pagine più belle della vita sacerdotale”. Dolore, gratitudine, coraggio e lode: le parole che scandivano la sua riflessione nella quale non mancava un riferimento all’Esortazione Apostolica Gaudete et Exsultate, incentrata sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo.

Ringraziamo anche per la santità del Popolo fedele di Dio che siamo invitati a pascere e attraverso il quale il Signore pasce e cura anche noi con il dono di poter contemplare questo popolo “nei genitori che crescono con tanto amore i loro figli, negli uomini e nelle donne che lavorano per portare il pane a casa, nei malati, nelle religiose anziane che continuano a sorridere. In questa costanza per andare avanti giorno dopo giorno vedo la santità della Chiesa militante”. Rendiamo grazie per ognuno di loro e lasciamoci soccorrere e incoraggiare dalla loro testimonianza; perché “eterna è la sua misericordia”.

19 giugno 2020, 10:42