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Il rettore di Fatima: “La preghiera con il Papa, forza senza pari"

Oggi i santuari del mondo si uniscono al Pontefice per chiedere alla Vergine di debellare la pandemia. Nella stessa giornata, Fatima riprende le celebrazioni con i pellegrini. Padre Pedrosa Cabecinhas: “Abbiamo vissuto mesi dolorosi ma adesso è il momento di riaprire le porte con fiducia e speranza”

Federico Piana- Città del Vaticano

Per il santuario portoghese di Fatima, oggi è un giorno doppiamente speciale. La prima fonte di gioia sarà essere in collegamento, insieme a tutti i santuari del mondo, con la Grotta di Lourdes, nei giardini vaticani, dalla quale Papa Francesco, alle 17.30, reciterà il Santo Rosario trasmesso in mondovisione per chiedere alla Vergine di aiutare l’umanità a superare la pandemia. La seconda, riguarda la fine di un incubo: la chiusura ai fedeli della struttura che proprio questo sabato inizia ad accogliere i primi pellegrini della fase 2.

Preghiera è forza insostituibile

“C’è una grande emozione nel recitare, insieme al Papa, il Santo Rosario” commenta il rettore, padre Carlos Manuel Pedrosa Cabecinhas, che spiega come il santuario di Fatima sia intimamente, profondamente, collegato al Santo Padre: “E’ il segno della cattolicità della Chiesa, dell’unità. Ma rappresenta anche un aspetto fondamentale della nostra fede: la preghiera ha una forza incredibile, una forza che non si può sostituire con nessun altro mezzo”.

Ascolta l'intervista a padre Cabecinhas

Maria è nostra madre

Con la recita del Santo Rosario tutta la Chiesa invoca l’intercessione di Maria affinché ogni sofferenza possa cessare e lasciare il posto alla serenità e alla gioia. Padre Cabecihnas, avendo davanti agli occhi l’insegnamento delle apparizioni di Fatima, ricorda che “la Vergine, per tutti i credenti, è colei che ci sta accanto nei momenti gioiosi ma anche nelle difficoltà. E’ interessante notare che i cristiani, quando affrontano delle criticità, subito si rivolgono a Maria, chiedendo il suo aiuto materno. Quando Papa Francesco, nel 2017, venne a Fatima ribadì un conceto bellissimo: in Maria abbiamo una madre!”.

Dopo mesi dolorosi, si riaprono le porte ai pellegrini

Nella giornata in cui si prega Maria, il santuario di Fatima segna anche il suo lento ritorno alla normalità. Il rettore lo annuncia con estrema soddisfazione: “Finalmente possiamo riprendere la celebrazione delle Messe con i pellegrini e con i fedeli. Abbiamo vissuto più di due mesi dolorosi ma adesso è il momento di aprire le porte con fiducia e speranza”. Le misure di sicurezza sono elevate: distanziamento sociale e indicazioni pressanti di indossare gli strumenti di prevenzione personale. I gruppi accolti all’inizio non sono numerosi, per evitare pericolosi assembramenti.

30 maggio 2020, 08:00