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Sette giorni con Francesco

La settimana liturgica inizia la domenica, quella lavorativa convenzionalmente il lunedì. Per il Papa è diverso. Per Francesco la settimana in qualche modo comincia il venerdì, il giorno della compassione per gli “invisibili”, della misericordia che esce dalle mura vaticane, destinazione periferia. La nostra narrazione segue questo percorso dal venerdì, il ritmo diverso di un’agenda dove gli impegni sono organizzati dal criterio della carità

Adriana Masotti - Città del Vaticano

Un incontro che ha dato gioia a Papa Francesco quello di venerdì 21 febbraio, con un gruppo di giovani sacerdoti e monaci di diverse Chiese ortodosse orientali. Francesco li accoglie non come ospiti, ma come fratelli e dice: 

Il Signore è contento di questo, della fraternità tra di noi. Che questa vostra visita, e quelle che con l’aiuto di Dio potranno seguire, diano piacere e gloria al Signore! Che la vostra presenza diventi un piccolo seme fecondo per far germogliare la comunione visibile tra di noi, quell’unità piena che Gesù ardentemente desidera.

Papa Francesco a Bari

Anche la visita del Papa a Bari, domenica 23 febbraio, è un’occasione di festa e di comunione. All’incontro sul tema: “Mediterraneo, frontiera di pace”, sono presenti 58 vescovi e patriarchi di 20 Paesi che si affacciano sulle acque del Mare Nostrum, confermando Bari ‘capitale dell’unità’. Nella messa celebrata a Corso Vittorio Emanuele II, il Papa va all’essenza del cristianesimo: l’amore senza confini, fino ad includere i nemici. Guardando all’instabilità e ai conflitti in Medio Oriente e in vari Stati del Nord Africa, il Papa ricorda che la guerra è “contraria alla ragione” e che non esiste alternativa alla pace. In precedenza, nella cattedrale di Bari, parlando dei cristiani come “instancabili operatori di pace”, Francesco aveva detto ai vescovi:

Troppo spesso la storia ha conosciuto contrapposizioni e lotte, fondate sulla distorta persuasione che, contrastando chi non condivide il nostro credo, stiamo difendendo Dio. In realtà, estremismi e fondamentalismi negano la dignità dell’uomo e la sua libertà religiosa, causando un declino morale e incentivando una concezione antagonistica dei rapporti umani. È anche per questo che si rende urgente un incontro più vivo tra le diverse fedi religiose, mosso da un sincero rispetto e da un intento di pace.

Francesco: lo spirito del mondo e la via di Gesù

All’omelia della messa mattutina a Casa santa Marta, il 25 febbraio, Francesco ricorda che “non si può vivere il Vangelo facendo compromessi con lo spirito del mondo ma bisogna scegliere la strada del servizio agli altri e dell’umiltà.

L'inizio della Quaresima: accogliere l'amore di Dio

All’udienza del 26 febbraio, Mercoledì delle Ceneri, il Papa tiene l’udienza generale in Piazza San Pietro invitando a “fare spazio alla Parola di Dio” e dunque a rinunciare a televisione, cellulari e “chiacchiere” per servire i più deboli. Poi, nel pomeriggio, la Quaresima di Francesco vive i primi istanti con la processione sull’Aventino tra le Basiliche di Sant’Anselmo e Santa Sabina e poi la Messa con liturgia penitenziale. Forte il richiamo a vivere questo tempo liturgico per lasciarsi riconciliare con Dio e, come "figli amati", amare a nostra volta: 

La Quaresima non è il tempo per riversare sulla gente inutili moralismi, ma per riconoscere che le nostre misere ceneri sono amate da Dio. È tempo di grazia, per accogliere lo sguardo d’amore di Dio su di noi e, così guardati, cambiare vita. Siamo al mondo per camminare dalla cenere alla vita. (Allora, non polverizziamo la speranza, non inceneriamo il sogno che Dio ha su di noi. Non cediamo alla rassegnazione.

Il Papa al clero: superare le amarezze per portare speranza

Giovedì 27 febbraio, la Sala Stampa vaticana comunica che, per una lieve indisposizione, il Papa non sarà a San Giovanni in Laterano per la Liturgia penitenziale con il clero di Roma. A leggere il suo discorso è il cardinale vicario Angelo De Donatis. Il tema è l’amarezza nella vita sacerdotale in rapporto alla fede, al vescovo, ai confratelli. Il testo si chiude con un invito: “Chiediamo al Signore che ci doni la capacità di riconoscere ciò che ci sta amareggiando" per lasciarci trasformare ed essere "persone riconciliate che riconciliano", e che infondono speranza. “Il popolo di Dio – sono ancora le parole del Papa - attende da noi dei maestri di spirito capaci di indicare i pozzi di acqua dolce in mezzo al deserto”.

27 febbraio 2020, 19:00