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Essere cristiani è pura gratuità

Non è cristiano cercare influenze per crescere nella carriera ecclesiastica. Lo sottolinea Francesco alla Messa a Casa Santa Marta, ricordando la gratuità dell’elezione di Dio e la chiamata a custodirla con la nostra fedeltà

L’essere cristiani, sacerdoti o vescovi è un dono gratuito del Signore. Non si compra. Lo ricorda stamani il Papa nell’omelia della Messa a Casa Santa Marta. La sua riflessione parte dall’unzione di Davide come re d’Israele. Una vicenda che spinge a chiedersi come mai il Signore scelga un ragazzo normale, il più piccolo.

Il Signore ci ha eletti gratuitamente. Noi non abbiamo pagato nulla per diventare cristiani. Noi sacerdoti, vescovi non abbiamo pagato nulla per diventare sacerdoti e vescovi – almeno così penso, no? Perché ci sono, sì, coloro che vogliono andare avanti nella cosiddetta carriera ecclesiastica, che si comportano in modo simoniaco, cercano influenze per diventare qui, là, là… gli arrampicatori.  No, ma questo non è cristiano. L’essere cristiano, l’essere battezzati, l’essere ordinati sacerdoti e vescovi è pura gratuità. I doni del Signore non si comprano.

 

Papa Francesco ricorda quindi che la santità è custodire il dono che si è ricevuto non per i nostri meriti. “Nella vita ordinaria, nelle imprese, nel lavoro, tante volte per avere un posto più alto si parla a questo funzionario”, ma, avverte il Papa, “non è dono; questo è arrampicamento”, esortando infine a non dimenticarsi del popolo di Dio e a custodire il dono con la nostra fedeltà.

21 gennaio 2020, 13:50