Cerca

Vatican News

Francesco alla rivista "Aggiornamenti sociali": ascoltare e dialogare

Il Papa sceglie di parlare a braccio all’udienza di questa mattina alla redazione della rivista dei gesuiti Aggiornamenti sociali , per dire "alcune cose che sento". Due gli atteggiamenti sottolineati: l'ascolto e il dialogo. Bisogna ascoltare la realtà così com'è, mai coprirla, afferma, poi bisogna tracciare piccoli sentieri per andare avanti, avendo come riferimento il Vangelo

Adriana Masotti - Città del Vaticano

Le prime parole a braccio di Papa Francesco, dopo aver consegnato ai presenti il testo del discorso preparato, sono di ringraziamento per la visita, in occasione del 70.esimo anniversario della fondazione di "Aggiornamenti sociali", e un grazie particolare il Papa lo rivolge a padre Bartolomeo Sorge, con cui ha condiviso, ricorda, la 32.ma congregazione generale dei Gesuiti nel ’74.

Ascoltare la realtà senza pregiudizi

Poco prima, ad indirizzargli un saluto a nome di tutti, era stato il direttore della rivista, padre Giacomo Costa, e il Papa riprende una sua parola: ascoltare. E dice che l’ascolto “è proprio l’atteggiamento fondamentale di ogni persona che vuole fare qualcosa per gli altri”. E’ necessario però un ascolto attento, libero dai pregiudizi. Bisogna, dice, “lasciarsi colpire dalla realtà”. Così a volte le proprie categorie cadono o si modificano. Le posizioni prese, “le scuole di pensiero” fanno male:

Oggi, per esempio, in Europa stiamo vivendo il pregiudizio dei populismi, i Paesi si chiudono e tornano le ideologie. Ma non soltanto nuove ideologie – qualcuna c’è – ma tornano le vecchie, le vecchie ideologie che hanno fatto la seconda guerra mondiale. Perché? Perché non si ascolta la realtà com’è. C’è una proiezione di quello che io voglio che si faccia, che io voglio che si pensi, che ci sia... E’ un complesso che ci fa sostituire a Dio creatore

E invece “la realtà è sovrana”, sottolinea il Papa, “e io devo dialogare con la realtà”.

Dopo l'ascolto il dialogo

Il secondo passo indicato da Papa Francesco è, dunque, il dialogo. Dopo l’ascolto non si possono “imporre strade di sviluppo, o di soluzione ai problemi”. Ma di fronte alla realtà qual è la risposta del cristiano?

Fare un dialogo con quella realtà partendo dai valori del Vangelo, dalle cose che Gesù ci ha insegnato, senza imporle dogmaticamente, ma con il dialogo e il discernimento. Un gesuita in Tailandia, che lavora con i rifugiati, mi ha fatto questa domanda quando sono stato lì: “Qual è oggi la strada per il nostro lavoro con i rifugiati?”. E la risposta è: non c’è una strada, ci sono piccoli sentieri che ognuno di noi deve cercare di fare guardando la realtà, ricorrendo alla preghiera e facendo discernimento.

Disegnare sentieri umili per andare avanti

Nella vita si va avanti così: “realtà, preghiera e discernimento”, perché anche nelle questioni sociali la risposta deve venire dal Signore, attraverso di noi. Riguardo alla rivista, Francesco raccomanda di non coprire mai la realtà, poi di “cercare di capirla”, quindi di dialogare con il Vangelo, tracciando dei “piccoli sentieri”. E sottolinea: “Oggi non ci sono ‘autostrade’ per l’evangelizzazione”, ma “sentieri umili, che ci porteranno avanti”. E davanti al timore di scivolare e di sbagliare afferma:

Ma, grazie a Dio! Se tu cadi, ringrazia Dio perché avrai la possibilità di alzarti e andare avanti e di tornare a camminare... Ma uno che non si muove per paura di cadere o scivolare o sbagliare, mai, mai sarà fecondo nella vita. Andate avanti, coraggiosamente.

Mantenete sempre la libertà interiore, è l’ultimo suggerimento, quella libertà che ha solo chi “si mette davanti a Dio”, e prende come riferimento il Vangelo.

Ascolta il servizio con la voce del Papa
06 dicembre 2019, 14:56