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Papa a Bangkok, una missionaria: "per noi è come accogliere san Pietro"

Suor Ngongo, saveriana, racconta l’accoglienza straordinaria del Pontefice nella capitale thailandese: per le strade anche tantissimi buddisti. Il coro della Messa di domani celebrata dal Santo Padre sarà interreligioso, segno che la piccola comunità cattolica è sempre più motore di dialogo

Federico Piana – Città del Vaticano

Suor Eudoxie Ngongo, missionaria saveriana in una parrocchia della periferia di Bangkok, usa un’immagine toccante e nitida per raccontare l’accoglienza di Papa Francesco, giunto oggi nella capitale thailandese: “E’ come se da noi fosse arrivato San Pietro, viviamo proprio l’emozione delle prime comunità cristiane quando hanno ricevuto la visita degli apostoli. Nonostante il caldo, lungo le strade che portano all’aeroporto stamane c’erano moltissime persone, anche bambini ed anziani. Gridavano a squarciagola ‘viva il Papa, viva il Papa!’. Un’emozione indescrivibile…”.

Un benvenuto caloroso in un Paese dove i cattolici sono meno dell’1%. Non lo trova straordinario?

R. - Sì, molto. A Bangkok si tocca con mano che la Chiesa cattolica è viva. Le congregazioni locali gestiscono imponenti scuole che sono frequentate in maggioranza da ragazzi di religione buddista, quelli cattolici si contano sulla punta delle dita. Però il messaggio cristiano passa lo stesso: ad esempio prima di iniziare le lezioni si prega. I genitori vogliono mandare i propri figli nelle scuole cattoliche perché sanno che l’educazione è presa sul serio.

Alla base di questo successo c’è il dialogo interreligioso che vede la Chiesa cattolica in prima fila…

R. - In Thailandia il dialogo interreligioso comincia dalle famiglie dove convivono buddisti e cattolici convertiti. E’ un esercizio benefico che inizia dalle fondamenta della società. Nel coro che canterà alla Messa del Papa di domani, saranno presenti anche buddisti, protestanti, atei. La convivenza non crea problemi ed il dialogo interreligioso si concretizza anche nell’accoglienza di Papa Francesco.

La visita del Papa sarà di stimolo alla piccola Chiesa thailandese impegnata nel risanare le ferite del Paese: droga, prostituzione, disparità economiche?

R. - Senza alcun dubbio. A Bangkok, ad esempio, la Chiesa è molto presente nelle baraccopoli per dare un futuro alle persone che ci vivono, soprattutto ai bambini. Costruiamo scuole, centri per la tutela della salute mentre gruppi della Caritas locale vanno a visitare gli indigenti, gli ammalati. Noi suore lavoriamo anche con le mamme buddiste delle baraccopoli per aiutarle ad accudire i propri figli.

Cosa rimarrà di questa visita, secondo lei?

R. - Se tutti quelli che ascolteranno il messaggio del Papa – cristiani, buddisti, musulmani - lo metteranno in pratica, allora la Thailandia non sarà più la stessa.

Ascolta l'intervista a suor Ngongo
20 novembre 2019, 14:43