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Euromoot 2019 degli Scout d’Europa: dal Papa con la gioia del nostro cammino

Dopo l’udienza del Papa, con la messa presieduta dal card. Bagnasco, si é chiusa la seconda edizione del pellegrinaggio degli scout dell’Uigse, organizzazione internazionale delle associazioni di Guide e scout d’Europa. Il 5 mila hanno camminato sulle strade dei Santi del Centro Italia fino a Roma

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

“Di Papa Francesco si nota subito l’amore per la natura e per la strada. A lui portiamo tutte le esperienze che abbiamo vissuto, tutti i volti che abbiamo incontrato, la fraternità che abbiamo rivisto negli altri fratelli e sorelle scout e tanta gioia”. Sara Verdile è la capo fuoco del gruppo Roma 11 degli Scout d’Europa, e con le otto scolte del fuoco “Edelweiss” sta aspettando di entrare in Vaticano e poi in aula Paolo VI per incontrare Papa Francesco, con i quasi 5 mila scout da 21 Paesi d’Europa ma non solo, protagonisti di Euromoot 2019, pellegrinaggio sulle strade dei Santi dell’Italia centrale che li ha portati fino a Roma.

"Camminiamo perchè abbiamo obiettivi da raggiungere"

“Quello che ci fa camminare sotto il sole per tanti chilometri con un pesante zaino sulle spalle – le fa eco Leonardo Chinet, 17 anni, rover del clan “Arco Teso” del Treviso IX - è la voglia di andare avanti come comunità, di raggiungere obiettivi non soltanto personali ma anche di gruppo e di divertirci insieme, facendo strada ma anche scherzando, cantando, ballando e condividere anche un sorso d’acqua ormai calda sotto il sole”. Accanto a lui don Giovanni Giuffrida, assistente spirituale del clan trevigiano, che ripete: “Al Papa portiamo la gioia di aver fatto questo cammino e anche la fatica, perché il cammino è stato anche faticoso. Però lo abbiamo vissuto ispirati dalla via di Francesco. Questo ci aiutato a prepararci bene a questo incontro con il Papa, che noi vediamo come un incontro con il Successore di Pietro, che per noi vuol dire incontrare il Signore e la Chiesa tutta”.

Il rover Leonardo e la capo Sara, prima di incontrare il Papa

Platanìa (Fse Italia): vogliono costruire insieme il futuro 

Leonardo, don Giovanni e tutto il clan “Arco teso” erano gemellati con un clan di Reggio Calabria e uno dalla Polonia, che con 453 partecipanti è la terza nazione più presente all’Euromoot dopo l’Italia, con 2500 giovani dai 16 ai 21 anni e la Francia, con 837. Marco Platanìa, 49enne catanese, presidente dell’Associazione italiana guide e scout d’Europa cattolici, della Federazione dello scautismo europeo Fse, traccia così un primo bilancio dell’evento.

Ascolta l'intervista a Marco Platanìa

R.- L’Euromoot è stata una splendida esperienza per questi ragazzi e queste ragazze che vengono da tutto il mondo, soprattutto dall’Europa. Hanno camminato insieme, hanno scoperto diversità, hanno scoperto culture nuove. Per loro questo camminare insieme, questo faticare insieme, è stato uno dei motivi importanti per costruire questo senso di identità che in qualche modo è legata all’Europa, perché la nostra fraternità innanzi tutto poggia su quella europea. La costruzione dell’identità europea è passata anche attraverso questa strada, questi cammini. Noi scout pensiamo che più che parlare occorre fare. Loro camminando, dialogando e vivendo la strada hanno avuto la percezione di quanto sia importante costruire assieme il proprio futuro.

Questi ragazzi hanno portato al Papa anche l’esperienza della riflessione sulla Parola…

R. - In abbazie e chiese hanno meditato la Parola del Vangelo e dopo averlo fatto – attraverso le lectio divine – l’hanno ricopiata usando il sistema dei “mobilia scriptoria”. Sostanzialmente ogni ragazzo si è occupato di ricopiare una parte dei quattro Vangeli nella sua lingua. È un’opera che racconta fatica, percorsi lontani, il desiderio di riscoprire le Parole del Signore e di farle proprie. Questo passaggio è qualcosa di molto strano per loro, perché richiede pazienza e i nostri ragazzi in questa società fanno fatica a stare fermi, ad avere pazienza, a stare in silenzio, ad avere precisione, a scoprire il gusto della lentezza nel fare un’opera e nell’usare le mani, soprattutto. Tutto questo è diventato uno splendido libro rilegato in formato artigianale che è stato dato al Santo Padre. Noi pensiamo che le sue mani siano il posto migliore dove possa stare.

Scout e guide come nuovi amanuensi: i "mobilia scriptoria"

Tornare dal Papa 25 anni dopo san Giovanni Paolo II, quale significato ha per la vostra associazione?

R. - È stato importante. In realtà il dialogo con il Santo Padre non si è mai interrotto – siamo presenti a tanti incontri – però così, tutti assieme, significa innanzi tutto ricordare a tutti noi questo legame così forte con Lui e poi, in qualche modo, far vivere ai ragazzi questa vicinanza con chi testimonia con le proprie parole e con il proprio comportamento, uno stile di vita improntato alla condivisione, alla comunione, a valori a cui i ragazzi sono molto legati.

Un’immagine, un gesto, una parola che porterà a casa da questo Euromoot?

R. - Sicuramente le canzoni cantate dai rover e dalle scolte polacche, oppure l’attività di espressione di alcuni rover francesi, ma soprattutto lo sforzo organizzativo che ha fatto tutta l’unione internazionale ma soprattutto l’Italia. Ci sono stati tantissimi capi che in forma gratuita, e in modo quasi professionale per il loro impegno hanno permesso la costruzione di questo evento, un’organizzazione che pensate ha previsto tantissimi punti di incontro, di supporto logistico. Oggi abbiamo trasportato da quattro zone attorno a Roma circa cinquemila ragazzi che si sono svegliati alle quattro nel mattino. alcuni dei nostri capi non hanno potuto essere qui all’incontro con il Papa perché stanno smontando il campo. È stata una testimonianza di servizio che personalmente mi ha commosso e che ha colpito un po’ tutti.

L' assistente spirituale: sono segni di un'Europa di pace

Ancora don Giovanni Giuffrida ci racconta l’esperienza dei “mobilia scriptoria” del suo clan.

Ascolta l'intervista a don Giovanni Giuffrida

R. - Noi dovevamo meditare e poi ricopiare il brano del Benedictus. In particolare ci ha colpito quel “dirigere i nostri passi sulla via della pace”. Questo mi pare un incontro che segna proprio un’Europa di pace: è un segno, un simbolo di un’Europa di pace che portiamo qui. Il Papa naturalmente per noi è colui che ci dirige alla pace di Cristo.

Di questo avete parlato anche con i gruppi gemellati di altre nazioni? Sta nascendo una nuova Europa dei giovani anche attraverso iniziative come questa?

R. - Sì, la lingua non sempre aiuta, perché eravamo gemellati con alcuni polacchi, però poi i giovani sanno andare oltre la lingua parlata, attraverso i gesti e un linguaggio comune che è quello dello scoutismo. Quindi è stato un bel segno di fraternità. Credo che le nazioni europee potrebbero trovare nei giovani una leva per una maggiore unità.

Che Europa vogliono? Un’Europa più solidale, più accogliente, non attenta solo ai conti?

R. - Più accogliente, unita, gioiosa. Mi pare che il tema della gioia torni sempre ne documenti del Papa. i giovani mostrano questo, un’Europa che sa farsi veramente solidale, per dimostrare che state insieme e accogliere tutti è motivo di gioia. Venire dal Papa è ricevere sempre una conferma del fatto che il cammino che stiamo facendo è un buon cammino cristiano. Speriamo che il Papa ci dia qualche ampliamento di questo modo sintetico di intendere la formazione. Credo si possa riempire anche di suggerimenti spirituali. Abbiamo bisogno di questo: come essere buoni cristiani, buoni cittadini oggi in questo mondo, in questa Chiesa.

Scout d'Europa verso san Pietro
Scout d'Europa verso san Pietro

Il card. Bagnasco: la strada della gioia è vivere con Gesù

Dopo l'incontro con Papa Francesco, gli Scout d'Europa partecipanti a Euromoot 2019 si spostano nella Basilica di San Pietro, dove l'arcivescovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco, presiede la celebrazione eucaristica conclusiva, accantgo ai numerosi vescovi che hanno accompagnato il pellegrinaggio. Riferendosi al tema dell'evento “Preparate la via al Signore”, sottolinea che il monito di San Giovanni Battista "fa bene al nostro giovane cuore. Giovane perchè la giovinezza del cuore non ha età, gli anni scorrono veloci, ma il tempo dona una patina di saggezza e chi lo affronta serenamente". La risposta al monito del Battista, prosegue il card. Bagnasco, "sono i martiri e i santi che hanno dato la vita per il Signore, hanno preparato le vie di Dio e aiutato il mondo ad incontrarlo, ad aprire la terra al cielo".
Essi hanno compreso "che l’uomo esiste perché Dio c’è, che la fede non è un’ insieme di emozioni e di buoni sentimenti e che la vita cristiana è vivere riferiti a Cristo". “Andate in tutto il mondo”, ci dice Gesù, "e noi non possiamo tirarci indietro- conclude il porporato - facciamo vedere a tutti che esiste un mondo diverso che sostiene quello presente, ed è Cristo, il salvatore, egli è il nostro principio e la nostra fine, la nostra gioia". Nel saluto finale, l'arcivescovo di Genova si rivolge ancora ai giovani scout, sottolineando che "Noi adulti abbiamo bisogno di voi, della vostra giovinezza, ma anche voi avete bisogno di noi adulti, che dobbiamo avere un po’ di esperienza in più, da offrire a voi. Stiamo vicini! Ringraziate i vostri capi che vi accompagnano nella strada dei vostri anni, e i nostri e vostri amatissimi sacerdoti. Vi stanno accanto solo perché vi vogliono bene e desiderano che voi viviate con Gesù, perché questa è la strada della gioia, per non sbagliare la vita".

 

L'arcivescovo Hollerich incontra i giovani rover e scolte di Euromoot 2019
L'arcivescovo Hollerich incontra i giovani rover e scolte di Euromoot 2019

L' arciv. Hollerich (Comece): giovani aperti alla speranza

Il 2 agosto, alla vigilia dell’incontro con Papa Francesco, 1200 partecipanti all’Euromoot si sono incontrati nella base scout di Soriano del Cimino, in provincia di Viterbo, uno dei quattro punti gialli raggiunti dopo cinque giorni di “campo mobile” (cammino nel quale ogni giorno piantavano le tende in un luogo diverso), e in molti di loro hanno incontrato e posto domande a monsignor Jean-Claude Hollerich, arcivescovo di Lussemburgo e presidente della Comece, la commissione delle conferenze episcopali europee, che è stato tra i fondatori degli Scout d’Europa cattolici nel sul Paese. che partecipa all'Euromoot 2019 degli scout. Ecco il suo commento al microfono di Svitlana Dukhovych, della redazione ucraina.

Ascolta l'intervista all' arciv. Jean-Claude Hollerich

R. – Per me è sempre bellissimo! Ho passato tutta la mia vita con i giovani. Sono stato professore in Giappone per tanti anni. Dunque sono sempre stato con i giovani. Anche ora la mia residenza episcopale è troppo grande per me. Prima c’era una comunità di suore. Ora non ci sono più suore giovani in Lussemburgo. Quindi ho molto posto ed ho offerto quattro camere per gli studenti, così coloro che non hanno i soldi possono vivere gratuitamente dal vescovo. Questo è necessario per me. Come posso parlare ai giovani se non li conosco? Qui mi hanno posto delle domande, ma ho potuto rispondere perché ho sentito prima le domande di altri giovani. La settimana prossima andrà in Tailandia con 67 giovani. Devo incontrarli per comprendere ciò che vivono nei loro cuore. Io sono un pastore non colui che esaudisce i desideri, ma per essere pastori bisogna conoscere il gregge. Per me quest’occasione, le domande dei giovani, era importantissima, perché così posso fare la mia missione come pastore della Chiesa.

Come ha trovato le loro domande? Cosa pensano questi giovani di quello che sta vivendo l’Europa?

R. - Non abbiamo parlato tanto dell’Europa, ma un po’, perché mi hanno chiesto la differenza tra Giappone ed Europa, anche nella cultura …. Ma erano domande sulla vita spirituale, dei tempi di deserto spirituale, di tentazioni. Abbiamo parlato dei sacramenti, dell’importanza della Messa domenicale, della confessione per vivere il perdono di Dio e per lasciare Dio trasformare la nostra vita. I giovani sono onesti - questo è bellissimo – perché noi adulti qualche volta ci siamo già accomodati sulle nostre debolezza. C’è questo entusiasmo dei giovani aperti alla speranza. Questo è bellissimo.

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Dai cammini dei Santi all'incontro con Papa Francesco
03 agosto 2019, 15:08