Cerca

Vatican News
Mons. Michel Dubost, amministratore apostolico dell’Arcidiocesi di Lione Mons. Michel Dubost, amministratore apostolico dell’Arcidiocesi di Lione 

Arcidiocesi di Lione: mons. Dubost nominato amministratore apostolico

Il cardinale Barbarin, che ha deciso di ritirarsi per un periodo di tempo in attesa della sentenza definitiva del processo a suo carico, è chiamato ora a collaborare al pieno espletamento del mandato dell’amministratore apostolico

Papa Francesco ha nominato amministratore apostolico sede plena et ad nutum Sanctæ Sedis dell’Arcidiocesi di Lione, in Francia, mons. Michel Dubost, vescovo emerito di Evry-Crobeil-Essonnes. Mons. Dubost è nato il 15 aprile 1942 a Safi, in Marocco. Ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale il 25 maggio 1967 nella Congregazione di Gesù e Maria (Eudisti). Consacrato vescovo nel 1989, ha guidato la Diocesi di Evry dal 2000 al 2017.

Governo Arcidiocesi affidato canonicamente a mons. Dubost

“Con la nomina di oggi - ha detto il Direttore “ad interim” della Sala Stampa della Santa Sede, Alessandro Gisotti, interpellato da Vatican News - il governo dell’Arcidiocesi di Lione è affidato ora canonicamente a mons. Michel Dubost, dopo che era stato assunto temporaneamente da mons. Yves Baumgarten, vicario generale della stessa Arcidiocesi. Come è noto, lo scorso 19 marzo il Santo Padre non ha accettato la rinuncia presentata dal cardinale Philippe Barbarin, che ha deciso di ritirarsi per un periodo di tempo in attesa della sentenza definitiva del processo a suo carico. La nomina di mons. Dubost non comporta la rinuncia del cardinale Barbarin, chiamato ora - secondo quanto previsto dal Direttorio pastorale per il ministero dei Vescovi - a collaborare ‘al pieno, libero e sereno espletamento del mandato dell’Amministratore Apostolico”.

La condanna e il ricorso

Il 7 marzo scorso, il tribunale di Lione aveva riconosciuto il card. Barbarin “colpevole di non aver denunciato i maltrattamenti” di un sacerdote nei confronti di un minorenne tra il 2014 e il 2015, condannandolo a sei mesi di detenzione con la condizionale. I suoi avvocati hanno fatto ricorso contro la sentenza. “Non ho mai cercato di nascondermi e tanto meno di coprire questi fatti orribili”, aveva detto il cardinale Barbarin in una dichiarazione letta in tribunale nel gennaio scorso.

24 giugno 2019, 12:40