Cerca

Vatican News

I Papi e Loreto

E’ un legame forte e antico quello fra i Pontefici e Loreto dove Papa Francesco si recherà lunedì prossimo, proprio nella Solennità dell’Annunciazione. Fra i momenti centrali la Messa nella Santa Casa e la firma dell’Esortazione apostolica post-sinodale relativa al Sinodo sui giovani dell’ottobre scorso

Debora Donnini – Città del Vaticano

Uno scrigno di marmo bianco custodisce quelle mura scure che oltre 2mila anni fa hanno udito il “sì” che ha cambiato per sempre la storia del mondo. L’Annuncio dell’Angelo a Maria avvenne fra quelle mura, arrivate in Italia nel XIII secolo, che secondo un'antica tradizione, oggi comprovata dalle ricerche, a Nazareth chiudevano l’ingresso della grotta dove abitava Maria. Da allora la Santa Casa di Loreto, che si leva sui colli marchigiani verso il mare Adriatico, è meta di pellegrinaggi di tanti fedeli e anche di Pontefici e santi. Un legame, quello che fra i Papi e il Santuario di Loreto, che si snoda nel tempo con diverse sfaccettature. Due sembrano, soprattutto in tempi moderni, tornare: recarsi a Loreto per affidare a Maria momenti molto significativi per la vita della Chiesa e affidare messaggi importanti ai giovani. Nel corso della sua visita a Loreto, Papa Francesco celebrerà la Messa nella Santa Casa ed è interessante sapere che “da 162 anni non veniva celebrata la Messa da parte di un Pontefice in Santa Casa”, ha ricordato mons. Fabio Dal Cin, arcivescovo prelato di Loreto. L’ultimo era stato Pio IX.

Il Concilio Vaticano II e la Madonna di Loreto

A sottolineare questo legame particolare fra Loreto e i Papi, ma anche tanti santi, fu lo stesso San Giovanni XXIII che ricorda, tra gli altri, Pio II, Paolo III l’iniziatore del Concilio di Tento, Pio VI e Pio VII, Gregorio XVI e Pio IX come i Papi che vennero in pellegrinaggio a Loreto, “talora in tempi difficili e di grande ansietà per la Chiesa” per “averne un tratto di edificante incoraggiamento”.  Lo ricordò proprio in un discorso pronunciato al Santuario di Loreto, il 4 ottobre del 1962. Era la vigilia del Concilio Vaticano II, che si aprì l’11 ottobre, e Papa Roncalli si recò in treno dalla stazione vaticana ad Assisi e a Loreto per invocare la protezione della Vergine su un momento decisivo per la Chiesa come è il Concilio:

Possa questo Santuario di Loreto, in cui, sull'esempio dei Nostri Predecessori, vogliamo nuovamente incoronare la pia immagine Mariana, essere sempre come una finestra aperta sul mondo, a richiamo di voci arcane, annunzianti la santificazione delle anime, delle famiglie, dei popoli; trasmetta anch'esso la perfetta consonanza con la voce della Chiesa, il lieto annunzio dell'Evangelo, per una fraterna convivenza delle genti, nel segno di più generosa giustizia, di più eloquente equità, affinché su tutto e su tutti splendano i doni della misericordia del Signore.

I giovani e Loreto

Nel corso della sua visita, Papa Francesco firmerà poi l’Esortazione apostolica post-sinodale in forma di Lettera ai Giovani. “Il Papa - ha ricordato il direttore ad interim della Sala Stampa Alessandro Gisotti - intende con questo gesto affidare alla Vergine Maria il documento che suggella i lavori del Sinodo dei Vescovi” sui giovani, svoltosi in Vaticano nell’ottobre dello scorso anno. Una scelta che sembra collocarsi in quel legame privilegiato fra gli ultimi Papi, Loreto e i giovani, testimoniato dagli incontri con i ragazzi, che sia Giovanni Paolo II sia Benedetto XVI vollero tenere proprio nella cittadina marchigiana.

San Giovanni Paolo II vi si recò ben 5 volte. La prima nel 1979. Era l’8 settembre, il giorno in cui la Chiesa ricorda la nascita di Maria. Durante il pellegrinaggio, visitò tra l’altro il cimitero militare polacco di Loreto, ricordando i suoi connazionali, caduti combattendo in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale. Poi ancora vi andò nel 1985 e nel 1994. Scrisse anche una Lettera a mons. Pasquale Macchi per il VII Centenario del Santuario lauretano nella quale evidenziò che l’anniversario cadeva in un momento in cui la cristianità si preparava a celebrare il secondo millennio della nascita di Gesù e ricordò anche il legame della Santa Casa con i temi della famiglia e del lavoro, che lo stesso Giovanni XXIII mise in luce nel suo discorso. Ancora vi andrà nel 1995 e nel 2004. Ed è proprio nel 1995 che Papa Wojtyła nella Spianata di Montorso parla ai giovani dell’Europa. Erano gli anni della guerra nella ex-Jugoslavia e San Giovanni Paolo II esorta i ragazzi di essere costruttori di pace e, a quanti sono in cerca di una “casa comune”, indica proprio la “casa di Cristo e di Maria”:

A tutti dico: ecco la vostra Casa, la Casa di Cristo e di Maria, la Casa di Dio e dell’uomo! Giovani dell’Europa in marcia verso il 2000, entrate in questa casa per costruire insieme un mondo diverso, un mondo in cui regni la civiltà dell’amore!

In seguito nacque l’idea del Centro giovanile “Giovanni Paolo II”, polo di accoglienza per i giovani, che sorge proprio nella Piana di Montorso, voluto per il Giubileo del 2000. A testimoniare ancora l’importanza del messaggio di Loreto per i ragazzi.

Ad incontrare i giovani a Loreto sarà, infatti, anche Benedetto XVI nel 2007, in occasione dell’agorà dei giovani italiani, sempre nella Piana di Montorso. Forte nell’omelia il suo messaggio ad andare “controcorrente”:

Andate controcorrente: non ascoltate le voci interessate e suadenti che oggi da molte parti propagandano modelli di vita improntati all’arroganza e alla violenza, alla prepotenza e al successo ad ogni costo, all’apparire e all’avere, a scapito dell’essere. Di quanti messaggi, che vi giungono soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici! Non andate dietro all’onda prodotta da questa potente azione di persuasione. Non abbiate paura, cari amici, di preferire le vie "alternative" indicate dall’amore vero: uno stile di vita sobrio e solidale; relazioni affettive sincere e pure; un impegno onesto nello studio e nel lavoro; l’interesse profondo per il bene comune.

Benedetto XVI vi torna nel 2012, nel 50.mo anniversario del viaggio in cui Giovanni XXIII aveva invocato la protezione di Maria sul Concilio. Alla Madre di Dio Benedetto XVI affida, a sua volta, due “importanti iniziative ecclesiali”: l’Anno della fede, che avrà inizio proprio l’11 ottobre, nel cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II, e l’Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, convocata nel mese di ottobre sul tema «La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana», come lui stesso ricorda. Fede ed evangelizzazione, dunque, nel cuore di questa nuova visita. Non a caso, nel corso dell’omelia Benedetto XVI sottolineava come Giovanni XXIII qui a Loreto invitasse a «riflettere su quel congiungimento del cielo con la terra, che è lo scopo dell’Incarnazione e della Redenzione», e continuava affermando che lo stesso Concilio aveva come scopo di estendere sempre più il raggio benefico dell’Incarnazione e Redenzione di Cristo in tutte le forme della vita sociale. “E’ un invito che risuona oggi con particolare forza”, metteva in evidenza Benedetto XVI: “nella crisi attuale che interessa non solo l’economia, ma vari settori della società, l’Incarnazione del Figlio di Dio ci dice quanto l’uomo sia importante per Dio e Dio per l’uomo”. 

Photogallery

Giovanni Paolo II e Benedetto XVI a Loreto
23 marzo 2019, 08:00