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Udienza delegazione Commissione internazionale contro la pena di morte Udienza delegazione Commissione internazionale contro la pena di morte 

Papa Francesco: disumano il ricorso alla pena di morte

Il Pontefice riceve in Vaticano la delegazione della Commissione internazionale contro la pena di morte e ringrazia tutti per il lavoro svolto per l’abolizione universale di questa crudele forma di punizione. Una sintesi del discorso consegnato

Barbara Castelli – Città del Vaticano

Ogni vita è sacra e la dignità umana deve essere custodita senza eccezioni. Lo ha ribadito, con forza, ancora una volta, Papa Francesco, ricevendo in udienza una delegazione della Commissione internazionale contro la pena di morte. Il Pontefice consegna il discorso in spagnolo, in cui si ribadisce che nel Catechismo della Chiesa Cattolica si respinge una pena che ferisce gravemente la dignità umana, una pena contraria al Vangelo stesso, perché implica la soppressione di una vita sempre sacra agli occhi del Creatore e di cui solo Dio è il vero giudice e garante.

Una forma disumana di punizione

Nei secoli passati, si legge nel testo, il ricorso alla pena di morte è stato talvolta presentato come una conseguenza logica e giusta; addirittura nello Stato Pontificio si è fatto ricorso a questa forma disumana di punizione, ignorando il primato della misericordia sulla giustizia. Ecco perché la nuova formulazione del Catechismo, scrive Papa Bergoglio, implica anche assumere la nostra responsabilità per il passato e riconoscere che l’accettazione di questa forma di punizione era la conseguenza di una mentalità contemporanea, più legalistica che cristiana, che sacralizzava il valore di leggi prive di umanità e misericordia.

Verso una moratoria mondiale

Papa Francesco auspica che tutti gli Stati possano adottare una moratoria al fine di abolire questa crudele forma di punizione, nonostante i complessi processi politici. Allo stesso tempo, richiama, ancora una volta, l’attenzione sulle esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, che sono purtroppo un fenomeno ricorrente. Spazio anche al tema della legittima difesa, che deve comunque essere proporzionata.

Una giustizia che sia padre e madre

Nel discorso consegnato, il Pontefice auspica, infine, una giustizia che, oltre ad essere padre, sia anche madre. I gesti di reciproca cura, infatti, propri dell’amore che è anche civile e politico, si manifestano in tutte le azioni che cercano di costruire un mondo migliore. L’amore per la società e l’impegno per il bene comune, si legge, sono un’eccellente forma di carità, che riguarda non solo le relazioni tra individui, ma anche macro-relazioni, come le relazioni sociali, economiche e politiche.

17 dicembre 2018, 12:50