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Papa negli Emirati arabi: viaggio che rafforza il dialogo con l'islam

Riccardo Burigana: potrà contribuire alla pace nella regione e contrastare il fondamentalismo

Federico Piana - Città del Vaticano

Il viaggio di Papa Francesco ad Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi Uniti, è già unanimemente considerato storico. Non solo perché è la prima volta di un pontefice nella penisola araba ma soprattutto perché, dal 3 al 5 febbraio 2019, il Santo Padre potrà intensificare i buoni rapporti con il mondo musulmano. E forse cambiare in meglio gli assetti geopolitici della regione.

Un viaggio che rafforzerà il dialogo con l’Islam

Il ragionamento di Riccardo Burigana, docente, esperto di dialogo interreligioso e di ecumenismo, va in questa direzione. E mette in evidenza il fatto che la partecipazione di Papa Francesco al summit mondiale sulla ‘Fratellanza Umana’ è un “ulteriore passo nella direzione del dialogo con l’Islam. Sarà un viaggio con questa idea centrale: le fedi, una volta che si sono reciprocamente conosciute, possono dare un contributo concreto al miglioramento della situazione politica e sociale del mondo ferito”.

Cristiani e musulmani collaboratori di pace

Ad Abu Dhabi Papa Francesco , in sostanza, ribadirà l’importanza della collaborazione delle fedi per la pace. Riccardo Burigana spiega perché ne è convinto: “Il fatto che il pontefice abbia messo in agenda questo viaggio è un invito a non tenere in considerazione come opzionale la collaborazione con i fratelli musulmani ma di considerarla come una vera urgenza.  Cristiani e musulmani hanno preso degli impegni a livello mondiale e questo non può essere dimenticato”.

Viaggio che migliorerà la geopolitica della regione?

Tra i commentatori più esperti c’è chi sostiene che la visita del papa nella capitale degli Emirati Arabi Uniti possa in qualche modo modificare gli assetti geopolitici, in meglio. Riccardo Burigana non si sbilancia. “È ancora presto- dice- per poter fare delle previsioni. Vedremo”. Poi apre a questa possibilità: “La preparazione del viaggio aiuterà tutti a riflettere su un dato di fatto: cristiani e musulmani ormai si confrontano in modo proficuo da molto tempo, fanno dei gesti concreti insieme da anni, ma forse ora, proprio per il contesto geopolitico in cui si svolgerà la visita, è giunto il momento che venga proposto  un segno più eloquente e significativo che potrebbe meravigliare davvero”.   E forse non è detto che il Papa non lo faccia.

Ascolta e scarica l'intervista a Riccardo Burigana
08 dicembre 2018, 08:30