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Katholikentag a Münster Katholikentag a Münster   (ANSA)

Papa a Katholikentag: cristiani uniti nel costruire la pace

Ruota attorno al tema della pace il Messaggio di Francesco per la Giornata dei fedeli cattolici tedeschi, che si apre oggi a Münster, in Germania

Debora Donnini-Città del Vaticano

Strumento-chiave per raggiungere la pace è “il nostro impegno cristiano in famiglia, nelle nostre scuole e istituzioni di formazione, ma anche e soprattutto in politica”. Lo ricorda Papa Francesco nel Messaggio per la 101.ma Giornata dei fedeli cattolici tedeschi, il Katholikentag, che si svolge a Münster da oggi a domenica prossima. “Cerca la pace” è il motto di questa manifestazione e, proprio sulla pace, si intesse il Messaggio del Papa.

Il problema del fanatismo e della violenza

Il tema più importante nel dibattito pubblico sulla religione, è “il problema del fanatismo e della propensione alla violenza” – nota Francesco - perché ovunque l’uomo non venga considerato come un dono di Dio, c’è “disaccordo, risentimento e odio”. In particolare il Papa si dice profondamente preoccupato per i bambini e giovani che, costretti a fuggire a causa dei conflitti, bussano alle “nostre porte” per chiedere accoglienza: “nei loro occhi vediamo la nostalgia della pace”.

Imparare dalla nostra storia

Il Katholikentag che si svolge a Münster esorta, quindi, prima di tutto a “imparare la via della pace per il nostro futuro dalla nostra storia”. Proprio in questa città tedesca 370 anni fa, cioè nel 1648, venne firmato uno dei trattati della pace cosiddetta di Vestfalia, che pose fine alla devastante Guerra dei 30 anni. “Fu concordato – ricorda – che l’omicidio di guerra, commesso dall’uomo anche abusando del nome di una religione, avesse fine”.

Impegno dei cristiani e di tutte le religioni per la pace

Cuore del Messaggio del Papa è soprattutto l’importanza dell’impegno dei cristiani. La pace infatti cresce anche quando i cristiani di diverse confessioni “si manifestano pubblicamente uniti nella testimonianza a Cristo” e si impegnano insieme nella società. Cristo, infatti, “è la nostra pace”. La pace richiede, però, anche l’impegno di tutte “le persone di buona volontà”  delle diverse religioni: tutti possono essere “pietre preziose” e “messaggeri di pace”.  “In ogni bambino, in qualsiasi Paese sia nato, è Cristo che ci guarda, Cristo che è venuto nel nostro mondo come un bambino indifeso. I bambini – sottolinea - sono il futuro!”.

Partecipazione di tutti a benessere società

Fondamento di una pace durevole è, poi, la partecipazione equa di tutti al benessere della società e in questo senso le opere di aiuto della Chiesa, di associazioni e di molte parrocchie sono un prezioso contributo.

La pace inizia anche dalle parole

La pace però inizia anche dalla scelta delle parole che devono essere buone, affidabili e che amano la verità. E a servire la pace sono anche le “parole delle nostre preghiere”, ricorda Francesco auspicando che questi giorni siano “una grande festa della fede e un segno di pace visibile da lontano”.

09 maggio 2018, 17:30