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Papa: basta "spiritualità delle lamentele", pace primo grado consolazione

Papa Francesco riceve in udienza, nella sala Regia, i missionari della misericordia. E, insieme con loro, celebra la Messa nella Basilica Vaticana, prolungandone il mandato di riconciliazione

Barbara Castelli – Città del Vaticano

 

“La misericordia prende per mano, e infonde la certezza che l’amore con cui Dio ama sconfigge ogni forma di solitudine e di abbandono”. Nel lungo discorso che rivolge ai missionari della misericordia, Papa Francesco chiarisce che il vero peccato “è abbandonare Dio”, voltargli le spalle per “guardare solo a sé stessi”. Tanti uomini e donne oggi sperimentano la sofferenza dell’abbandono, l’apparente silenzio del Signore, nella propria vita e nelle vicende del mondo, ma in realtà nulla può arginare il “cuore inquieto” del Padre Celeste, che non sta “ozioso ad aspettare il peccatore”, ma gli corre incontro per offrirgli il suo perdono, una porta di speranza sul futuro. Dio “ha ‘tatuato’ sulla sua mano” il nome di tutti i suoi figli e chiede ai sacerdoti di essere “collaboratori di misericordia”, senza inquisire o insistere nel far provare vergogna.

“Noi, con ‘la spiritualità delle lamentele’, abbiamo il rischio di perdere il senso della consolazione. (…) Delle volte è forte, ma sempre c’è una consolazione minima che è data a tutti: la pace. La pace è il primo grado di consolazione. Non perderlo. Perché proprio è l’ossigeno puro, senza smog, del nostro rapporto con Dio”.

 

Dopo l’udienza in sala Regia, il Pontefice celebra la Messa con i missionari della misericordia, rimarcando quanto il mondo oggi abbia bisogno di sperimentare l’amore di Dio.

“Non si tratta di diventare preti ‘invasati’, quasi che si fosse depositari di un qualche carisma straordinario. No. Preti normali, semplici, miti, equilibrati, ma capaci di lasciarsi costantemente rigenerare dallo Spirito”.
 

10 aprile 2018, 14:10