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Il Papa abbraccia un fedele all'udienza generale Il Papa abbraccia un fedele all'udienza generale  (Vatican Media)

La Misericordia che salva: ma da cosa?

Dio vuole la salvezza di tutti. Ma ognuno di noi può rifiutare il suo amore. La dannazione eterna è la lontananza per sempre da Dio. Le parole del Papa sull'inferno

Sergio Centofanti – Città del Vaticano

La Pasqua è “la festa più importante della nostra fede” perché “è la festa della nostra salvezza, la festa dell’amore di Dio per noi”. Papa Francesco lo ha ribadito nell’udienza generale di questo Mercoledì Santo dedicata al tema del Triduo Pasquale. Ma salvezza da cosa?

Morte, giudizio, inferno, paradiso

Francesco ha affermato, in una Messa a Santa Marta (22-11-2016), che al mondo “non piace pensare” alle realtà ultime. Cosa c’è dopo questa vita? Ricorda come da bambino, quando andava al catechismo, gli venivano insegnate quattro cose: morte, giudizio, inferno, paradiso. Questo potrebbe spaventare qualcuno - sottolinea - ma “è la verità. Perché se tu non curi il cuore, perché il Signore sia con te e tu vivi allontanato dal Signore sempre, forse c’è il pericolo, il pericolo di continuare così allontanato per l’eternità dal Signore”.

Non una sala di tortura, ma lontananza eterna da Dio

L’inferno - spiega - “non è una sala di tortura”, ma essere lontani per sempre dal “Dio che dà la felicità”, dal “Dio che ci vuole tanto bene” (Messa a Santa Marta, 25-11-2016). La misericordia di Dio ci salva dalla dannazione eterna. Com’è accaduto al buon ladrone sulla croce, che negli ultimi momenti della sua vita si è affidato a Gesù e si è sentito dire: “In verità ti dico, oggi sarai con me in paradiso”.

Scegliere di essere nell’inferno

“All’inferno non ti mandano” - osserva Francesco - ma “ci vai tu, perché scegli di essere lì. L’inferno è volersi allontanare da Dio perché non voglio l’amore di Dio”. “Il diavolo è all’inferno perché lui l’ha voluto” ed “è l’unico che noi siamo sicuri che sia all’inferno” (Visita alla Parrocchia romana di Santa Maria Madre del Redentore-incontro con bambini e ragazzi, 8-3-2015).

Monito ai mafiosi: finite all’inferno se non vi convertite

La misericordia non è buonismo. Fortissimo il monito di Papa Francesco lanciato “agli uomini e alle donne mafiosi” durante la Veglia di preghiera promossa dalla Fondazione "Libera" a Roma il 21 marzo 2014: “Per favore, cambiate vita, convertitevi, fermatevi, smettete di fare il male! E noi preghiamo per voi. Convertitevi, lo chiedo in ginocchio; è per il vostro bene. Questa vita che vivete adesso, non vi darà piacere, non vi darà gioia, non vi darà felicità. Il potere, il denaro che voi avete adesso da tanti affari sporchi, da tanti crimini mafiosi, è denaro insanguinato, è potere insanguinato, e non potrete portarlo nell’altra vita. Convertitevi, ancora c’è tempo, per non finire all’inferno. E’ quello che vi aspetta se continuate su questa strada”.

Il giudizio finale

Alla fine di questa vita “tutti saremo giudicati”. Il giudizio finale sarà sull’amore: “Avevo fame e voi mi avete dato da mangiare…”. “Il Signore ci offre tante occasioni per salvarci ed entrare attraverso la porta della salvezza” (Angelus, 21-8-2016) e fino alla fine, nonostante i nostri peccati, non si stanca di perdonarci e di aspettarci: questa è la sua Misericordia. Ma noi abbiamo la libertà di rifiutarla: questa è la corruzione. Un peccatore che non si pente, che rifiuta l’amore di Dio.

La salvezza eterna

“Ma se Dio è buono e ci ama - si chiede il Papa - perché chiuderà la porta a un certo punto? Perché la nostra vita non è un videogioco o una telenovela; la nostra vita è seria e l’obiettivo da raggiungere è importante: la salvezza eterna” (Angelus, 21-8-2016).

Il Signore è buono

Francesco presenta la soluzione alle nostre paure: “Se ognuno di noi è fedele al Signore, quando verrà la morte, diremo come Francesco: ‘sorella morte, vieni’. Non ci spaventa”. E anche il giorno del giudizio “guarderemo il Signore” e potremo dire: “Signore ho tanti peccati, ma ho cercato di essere fedele”. E poiché “il Signore è buono” non avremo paura (Messa a Santa Marta, 22-11-2016).

29 marzo 2018, 15:37