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Papa ai benedettini: vita contemplativa e servizio agli altri non sono in opposizione

Francesco ha ricevuto in udienza i rappresentati della Confederazione Benedettina che in questi giorni celebra il 125.mo anniversario della sua fondazione. Il Papa ha espresso gratitudine per i carismi dell’Ordine e l’opera di accoglienza e evangelizzazione svolta nei monasteri e nei conventi

Marco Guerra – Città del Vaticano

“Vorrei esprimere tutta la mia considerazione e riconoscenza per il rilevante contributo che i Benedettini hanno apportato alla vita della Chiesa, in ogni parte del mondo, per quasi millecinquecento anni”. In occasione dell’inizio delle celebrazioni per il 125.mo anniversario della Confederazione Benedettina e della fondazione della Badia Primaziale di Sant’Anselmo, Papa Francesco ha ricevuto in udienza nella Sala Clementina i rappresentanti di diversi rami e istituzioni internazionali dell’Ordine fondato da San Bendetto da Norcia.

125.mo anniversario della Confederazione Benedettina

“In questa celebrazione del Giubileo della Confederazione Benedettina vogliamo ricordare, l’impegno del Papa Leone XIII, che nel 1893 volle unire tutti i Benedettini fondando una casa comune di studio e preghiera, qui, a Roma”, ha detto Francesco rivolgendosi, fra gli altri, all’abate primate Gregory Polan, gli abati e le badesse, i residenti e i collaboratori del Collegio e dell’Ateneo Sant’Anselmo. “Ringraziamo Dio per questa ispirazione – ha spiegato il Papa-, perché ciò ha portato i Benedettini di tutto il mondo a vivere un più profondo spirito di comunione con la Sede di Pietro e tra di loro”.

Il Papa sull’insegnamento di San Bendetto: mettere al centro il signore

Il Santo Padre ha quindi attinto al cuore della “spiritualità benedettina” citando il motto “Ora et labora et lege. Preghiera, lavoro, studio” e ricordando che “la preghiera genera nei nostri cuori, disposti a ricevere i doni sorprendenti che Dio è sempre pronto a darci, uno spirito di rinnovato fervore”. Una predisposizione d’animo che viene condivisa “con coloro che vengono al monastero per la loro ricerca di Dio, e con quanti studiano nelle vostre scuole, collegi e università”.

Il Papa è poi tornato sull’insegnamento di San Benedetto che nella sua Regola chiedeva di “non anteporre assolutamente nulla a Cristo”. Questo ha consentito ai benedettini di “stare alla vivente presenza del Signore”, esempio positivo di cui ha beneficiato tutta la Chiesa nel corso dei secoli.

Francesco ha quindi fatto sue le parole di San Gregorio Magno definendo San Benedetto “una stella luminosa”. “Ciò avvenne perché seppe discernere tra l’essenziale e il secondario nella vita spirituale – ha proseguito il Papa -, ponendo saldamente al centro il Signore. Possiate anche voi, suoi figli in questo nostro tempo, praticare il discernimento per riconoscere ciò che viene dallo Spirito Santo e ciò che viene dallo spirito del mondo o dallo spirito del diavolo”.

Monasteri oasi di accoglienza per le persone in cerca di Dio

Nel discorso ai monaci, Francesco ha inoltre sottolineato la capacità attrattiva esercitata dai monasteri e dai conventi benedettini che “diventano come delle oasi, dove uomini e donne di ogni età, provenienza, cultura e religione possono scoprire la bellezza del silenzio e ritrovare sé stessi, in armonia con il creato, consentendo a Dio di ristabilire un giusto ordine nella loro vita”.

Si tratta, secondo il Pontefice, di una carisma dell’accoglienza “assai prezioso per la nuova evangelizzazione, perché vi dà modo di accogliere Cristo in ogni persona che arriva, aiutando coloro che cercano Dio a ricevere i doni spirituali che Egli ha in serbo per ognuno di noi”.

Incoraggiato lo sforzo per il dialogo interreligioso

Il richiamo esercitato dalle strutture benedettine ha contribuito ad un impegno per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso che Papa Francesco ha incoraggiato a portare avanti “per la Chiesa e per il mondo, ponendo al servizio di essa anche la vostra tradizionale ospitalità”. Poiché “non c’è opposizione tra la vita contemplativa e il servizio agli altri”.

Su questo concetto il Papa si è soffermato ancora ribadendo che “i monasteri benedettini – sia nelle città sia lontani da esse – sono luoghi di preghiera e di accoglienza. La vostra stabilità è importante anche per le persone che vengono a cercarvi. Cristo è presente in questo incontro: è presente nel monaco, nel pellegrino, nel bisognoso”.

Il Papa grato per l’impegno in campo educativo

Infine il Papa ha manifestato la sua gratitudine per “il servizio in campo educativo e formativo, qui a Roma e in tante parti del mondo”. “Vi esorto a dare agli studenti – ha aggiunto il Santo Padre - insieme con le necessarie nozioni e conoscenze, gli strumenti perché possano crescere in quella saggezza che li spinga a ricercare continuamente Dio nella loro vita”. Il Pontefice guarda a “quella stessa saggezza” come mezzo per la “comprensione vicendevole”, “in questo mondo che ha tanta sete di pace”.

In conclusione, Francesco ha auspicato che proprio la celebrazione del Giubileo per l’anniversario della fondazione della Confederazione Benedettina sia “un’occasione proficua per riflettere sulla ricerca di Dio e della sua sapienza, e su come trasmettere più efficacemente la sua perenne ricchezza alle generazioni future”.

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19 aprile 2018, 13:26