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Pizzaballa: dal Papa spinta all’unità nelle regioni arabe

Udienza in Vaticano per i presuli della Conferenza dei Vescovi Latini nelle Regioni Arabe. Mons. Pizzaballa: il Papa è presente e ci incoraggia a seminare unità e comunione.

Cecilia Seppia - Città del Vaticano

Papa Francesco ha ricevuto in udienza i presuli della Conferenza dei Vescovi Latini nelle Regioni  Arabe. Un incontro durato oltre un’ora ha spiegato mons. Pierbattista Pizzaballa, arcivescovo titolare di Verbe e amministratore apostolico “sede vacante” del Patriarcato di Gerusalemme dei Latini.

“Il Papa – ha affermato mons. Pizzaballa - ci ha incoraggiato molto ad andare avanti. Era al corrente di tutte le situazioni che a vario titolo interessano quest’area vastissima coperta dalla C.E.L.R.A, di cui fanno parte il Nord e Sud Arabia, Qatar, Kuwait, Yemen, Libano, Iraq, Somalia, Siria, Terra Santa con Israele e Palestina, Giordania. Tutti Paesi tristemente noti alla cronaca per conflitti sociali e politici, dunque in primo luogo il Papa ha fatto un’analisi complessiva e poi ha preso atto delle belle testimonianze di fede che nonostante tutto arrivano da questi territori e ci ha incoraggiato ad essere quel fermento culturale, religioso, di unità, di comunione di cui le popolazioni hanno bisogno. Il Papa è presente! Questo per noi è importante”.

La presenza cattolica in Medio Oriente – ha proseguito mons. Pizzaballa - è fortemente a rischio. “In Terra Santa ad esempio siamo lo 0,6%, i cristiani poco più dell’1%. E più o meno le proporzioni sono le stesse negli altri Paesi ad eccezione del Libano. Stiamo soffrendo una forte emigrazione, questi conflitti hanno portato ad una fuga quasi di massa, vanno via anche i musulmani, ma i cristiani in modo particolare, sono quelli che hanno sofferto di più questi conflitti, con chiese distrutte, comunità lacerate, divise, famiglie divise. Tutto questo è stato ovviamente oggetto di discussione e dialogo con il Papa e anche tra di noi. I cattolici non sono a rischio di sparizione ma sono a rischio di 'irrilevanza', perché il fenomeno delle migrazioni non è solo quantitativo ma qualitativo. Sta sparendo ad esempio la classe media della popolazione cristiana che è quella che ha un’influenza molto importante nella vita sociale, nell’economia, nell’imprenditoria, nella vita politica”.

08 marzo 2018, 15:05