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Papa: con cultura di misericordia, riscoprire incontro con gli altri

Ricevendo l’associazione francofona “Fontana della misericordia”, Francesco ha auspicato che la misericordia rimanga ben radicata nei cuori per guardare con serenità alla vita quotidiana

Giada Aquilino – Città del Vaticano

Diventare “testimoni della misericordia di Dio” che è una chiamata a “riconoscere la bellezza e la gioia di essere amati” dal Signore. Questa l’esortazione del Papa ricevendo nella Sala del Concistoro, in Vaticano, i membri dell’associazione “Fontana della misericordia”, realtà cattolica svizzera, laica e monastica, di area francofona, che promuove una vita spirituale e di preghiera nella misericordia.

Nessuno guardi all’altro con indifferenza

L’incoraggiamento di Francesco è a far crescere - come sottolineato nella Lettera apostolica ‘Misericordia et misera’ - una cultura “basata sulla riscoperta dell’incontro con gli altri”, in cui “nessuno guarda all’altro con indifferenza né gira lo sguardo quando vede la sofferenza dei fratelli”.

Guardare con serenità alla vita quotidiana

Salutando i partecipanti della comunità in pellegrinaggio a Roma, il Pontefice ricorda l’impegno dell’associazione nell’accoglienza e nell’accompagnamento attraverso le proprie “Scuole di preghiera” e la formazione fraterna. Quindi ringrazia il Signore che - sottolinea - ha permesso ai membri della comunità di “fare esperienza della sua misericordia”, cercando e proponendo “mezzi affinché essa possa rimanere ben radicata” nei vostri cuori per “guardare sempre con serenità alla vita quotidiana”.

Cuore a cuore con il Signore

L’invito del Papa è quindi a “perseverare con costanza e regolarità” nella preghiera, perché “è lì, nell’incontro cuore a cuore con il Signore, in ascolto della sua Parola, che ci è dato di rinascere ogni giorno nell’acqua viva della sua misericordia, che scaturisce dal suo cuore aperto”.

10 marzo 2018, 12:40