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Messa per i 50 anni della Comunità di Sant'Egidio Messa per i 50 anni della Comunità di Sant'Egidio  (Vatican Media @Vatican Media)

Attesa per la visita del Papa alla Comunità di Sant'Egidio

II parroco della Basilica di Santa Maria in Trastevere, mons. Marco Gnavi: grande debito verso il Signore che ci ha aiutati a raggiungere le periferie.

Antonella Palermo - Città del Vaticano

Cresce l’attesa per la visita, domani, di Papa Francesco alla Comunità di Sant’Egidio in occasione del cinquantesimo anniversario dalla fondazione. Il parroco della Basilica di Santa Maria in Trastevere, mons. Marco Gnavi, sottolinea che le parole del Papa orienteranno la Comunità. L’incontro con il Pontefice - aggiunge - non è una celebrazione del passato, ma un momento di comunione e di sinergia di questa famiglia che ha avuto un’origine umile a Roma. Una famiglia – osserva - che poi si è allargata all’Europa, all’America, all’Asia, all’Africa.

Guidati dalla Parola di Dio

Per noi - sottolinea mons. Marco Gnavi - ricevere Papa Francesco a Santa Maria in Trastevere vuol dire far brillare la Parola di Dio che ci ha guidati. Siamo accompagnati dalla sua sollecitudine pastorale e di chi l’ha preceduto come vescovo di Roma. E’ anche un’occasione per riflettere su ciò che abbiamo ricevuto sapendo cosa ci aspetta in futuro: le sfide del mondo possono essere vissute come un’occasione di comunicazione del Vangelo, di amore per i piccoli, per i poveri, di riconciliazione in tante aree del mondo.

50 anni tra le periferie

Mons. Marco Gnavi traccia, infine, un bilancio di questi 50 anni. C’è un grande debito verso il Signore che ci ha aiutati a raggiungere le periferie. I primi 50 anni - spiega - ci danno “la misura anche della generosità che dovremmo vivere nel futuro e della docilità all’insegnamento della Parola di Dio per vivere dentro la comunione della Chiesa”. Quindi – conclude – c’è molta gioia e molta gratitudine.

Ascolta l'intervista con mons. Gnavi
10 marzo 2018, 14:49