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I preparativi per l'arrivo del Papa I preparativi per l'arrivo del Papa  (AFP or licensors)

Mons. Santarsiero: vera ricchezza del Perù sono i suoi santi

Il vescovo di Huacho: “i Santi del Perù hanno incarnato quello che sempre ci dice Papa Francesco, ponendo un’attenzione speciale verso i più bisognosi”

Amedeo Lomonaco – Lima

Il viaggio apostolico di Papa Francesco in Perù che inizia questa sera sarà una grande festa della fede per la nazione peruviana. E’ quanto sottolinea mons. Antonio Santarsiero, vescovo di Huacho, aggiungendo che arriveranno fedeli da tutto il Paese per incontrare il Santo Padre

Ascolta l'intervista a mons. Santarsiero

R. – Verranno da tutti i posti del Perù, perché è un pellegrinaggio per incontrare il Santo Padre che viene da lontano.

D. – Dunque un grande pellegrinaggio, una grande festa della fede in un Paese, il Perù, che ha una grande ricchezza: quella dei propri Santi…

R. – Sì, esattamente. Il Perù ha un’identità speciale. I Santi hanno dato un’impronta, soprattutto donando la vita per il prossimo, come hanno fatto Santa Rosa, Santo Toribio, San Martín de Porres. Sono un punto di riferimento i Santi del Perù.

D. – E tra l’altro, i primi Santi d’America vengono proprio dal Perù…

R. – Sì, i primi Santi d’America vengono proprio dal Perù. Sono grandi Santi, che hanno incarnato quello che sempre ci dice Papa Francesco ponendo un’attenzione speciale verso gli ultimi e i più bisognosi.

D. – E tra i grandi Santi del Perù, c’è Santa Rosa da Lima…

R. – Sì, una giovane che si è veramente impegnata nel vivere la fede. E questa fede si è poi tradotta in molta preghiera e in molto amore verso il prossimo. Santa Rosa da Lima prese con sé i più bisognosi e i più poveri. Creò una infermieria per accudire i più bisognosi.

D. – C’è poi la storia di un figlio illegittimo, meticcio che poi intraprese anche la professione di medico. Una straordinaria storia che diventa una storia di santità. Ci riferiamo a San Martín de Porres…

R. – Sì, effettivamente San Martín de Porres voleva farsi dominicano. Ma non lo hanno accolto perché a quei tempi non venivano accolti mulatti o neri. E lui è diventato un fratello laico, terziario. Aveva grandi qualità come infermiere: metteva tanto amore in ciò che faceva e tanta gente si sentiva sollevata grazie al suo prodigarsi per gli altri. Era veramente un dottore di quei tempi. 

18 gennaio 2018, 12:40