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Vatican News
2017.10.01 Incontro Migranti Papa Francesco incontra i migranti dell'Hub regionale di Bologna (archivio) 

Direttore Migrantes: nella Chiesa nessuno può sentirsi straniero

Alla vigilia della Messa che Papa Francesco celebrerà per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, abbiamo raccolto la testimonianza di don Giovanni De Robertis, direttore generale della Fondazione Migrantes

Barbara Castelli – Città del Vaticano

La Santa Messa nella Basilica Vaticana per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2018 rappresenta una “bellissima immagine della cattolicità della Chiesa”, dove “nessuno è straniero”, perché “Gesù ha abbattuto le separazioni” e “tutti facciamo parte dell’unica famiglia di Dio”. Con queste parole don Giovanni De Robertis, direttore generale della Fondazione Migrantes, ha definito la celebrazione eucaristica presieduta da Papa Francesco.

La convivialità delle differenze

Nella Basilica di San Pietro saranno presenti migliaia di persone, in rappresentanza di 50 nazionalità differenti. Una varietà che esprime la ricchezza e la dinamicità di una Chiesa che è capace di “accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e i rifugiati”, secondo l’esortazione espressa dal Pontefice nel suo messaggio per la ricorrenza. “Accogliere – ha precisato don Giovanni De Robertis – vuol dire offrire delle possibilità di ingresso, non affidandosi a quelli che lucrano sulla carne umana, sulle sofferenze degli altri, garantendo delle vie sicure e legali”. Le altre azioni incoraggiate da Papa Bergoglio possono essere coltivate soprattutto alla luce dell’incontro, che vuol dire ricevere lo straniero senza paure o presunzioni.

L’Italia della solidarietà

“L’arrivo di tanti migranti crea difficoltà”, ha riconosciuto il direttore generale della Fondazione Migrantes durante l’intervista, “ma bisogna precisare che è anche una grande opportunità, per aprire il proprio cuore e la propria mente”. E su tutto il territorio italiano sono tante le iniziative promosse nel segno dell’accoglienza e dell’integrazione, che non vuol dire assimilazione. Solo a Roma, ad esempio, sono 130 i “centri pastorali delle comunità etniche”, che servono 37 comunità di stranieri. 

Ascolta e scarica l'intervista con don De Robertis
13 gennaio 2018, 13:22