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Migrantes: Papa chiede accoglienza e apertura a partire dai cuori

Il Vangelo ci inchioda alle nostre responsabilità, ci parla della nostra vita, ci richiede conversione a partire dai nostri cuori. Così il direttore della Fondazione Migrantes commenta alcune delle parole del Papa durante le celebrazioni natalizie

Gabriella Ceraso- Città del Vaticano

”Il nostro cuore non sia chiuso come lo furono le case di Betlemme”. La mancata accoglienza, l’assenza di spazi e di posti adeguati per chi ha bisogno, sono alcuni dei concetti forti che Papa Francesco ha scelto di ribadire durante la Messa del Natale e il Messaggio rivolto al mondo intero il 25 dicembre. Il Vangelo lo ha guidato e in esso il faticoso cammino di Maria e Giuseppe “obbligati”, ha detto Francesco, a partire dalla loro terra e ad arrivare a Betlemme sperimentando “l’oscurità di una città che non ha spazio”. Eppure proprio lì “in quella realtà che era una sfida, Maria ci regalato l’Emmanuele”.

Il Vangelo non è un testo decorativo e innocuo, parla della nostra vita
“Il Papa non ha fatto nulla di particolare”, al contrario di quanto affermato da alcune voci polemiche, “se non gettare la luce del Vangelo sull’oggi”: così il direttore della Fondazione Migrantes don Gianni De Robertis. D’altra parte, prosegue, “il Vangelo parla della nostra vita, non è un testo decorativo, innocuo, che ci permette di continuare a vivere i nostri egoismi e a inseguire i nostri interessi”. Il Vangelo ci inchioda alle nostre responsabilità, prima ci inquieta e poi ci consola spingendoci all’amore e alla carità”. Attenzione , sottolinea De Robertis, a chi vuole fare della fede unao strumento di divisione: la fede " non è un'ideologia, ma ci chiama alla conversione"

Il Papa non parla solo di migranti ma la loro vicenda non si può ignorare
"Gesù conosce bene il dolore di non essere accolto e la fatica di non avere un luogo dove poter poggiare il capo", ha detto Francesco nel Messaggio natalizio. "Nelle sue parole c’è molto di più che il riferimento ai migranti e ai rifugiati”: per De Robertis, il Papa parla di “chiunque non trova posto, nelle città, nella società e soprattutto nei nostri cuori, anche se oggi è impossibile non pensare alla sorte di queste persone”.

3.500 morti nel Mediterraneo nel 2017: occorre cambiare i nostri cuori
Solo nel 2017, fa notare il direttore della Fondazione Migrantes, si stima che nel Mediterraneo siano morte circa 3.500 persone di cui almeno 400 bambini: “mi ha commosso” afferma De Robertis “che il Papa il giorno di Natale parlando al mondo dalla Loggia centrale di San Pietro, abbia passato in rassegna tutti i bambini sofferenti nei diversi Paesi della terra. Per cambiare le cose con il nuovo anno occorre innanzitutto cambiare il nostro cuore e alimentarlo di amore. Senza questo la sorte di chi scappa e cerca pace e una nuova vita non cambierà nè si troveranno mai soluzioni giuste e adeguate”.

Ascolta l'intervista a don Gianni De Robertis
27 dicembre 2017, 13:34