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Musulmani d'Egitto Musulmani d'Egitto   (AFP or licensors)

La preghiera del Papa per l'Egitto dopo la strage in moschea

Il dolore del Papa per le tragedie attuali e passate contro gli innocenti e la speranza che la Sua presenza in Myanmar e Bangladesh, sia segno di speranza per le popolazioni locali

Dopo la preghiera dell’Angelus, il Papa ha ricordato la strage di venerdì scorso in una moschea nel nord del Sinai, assicurando la propria costante preghiera “per le numerose vittime, per i feriti e per tutta quella comunità, così duramente colpita”. “Dio ci liberi  - ha aggiunto - da queste tragedie e sostenga gli sforzi di tutti coloro che operano per la pace”.

Ma nel cuore di Francesco, anche “la tragedia dell’Holodomor, la morte per fame provocata dal regime staliniano con milioni di vittime”, e l’Ucraina, perché possa “guarire le ferite del passato e promuovere cammini di pace” con l’aiuto della fede.

Il Suo pensiero, si è poi rivolto a madre Catalina de María Rodríguez, beatificata ieri in Argentina, e fondatrice della Congregazione delle Hermanas Esclavas del Corazón de Jesús, primo istituto religioso femminile di vita apostolica nel Paese latinoamericano.

Prima dei saluti, ha chiesto preghiere per il Viaggio apostolico in Myanmar e Bangladesh, auspicando che la Sua presenza “sia per quelle popolazioni un segno di vicinanza e di speranza”.

Ascolta le parole del Papa
26 novembre 2017, 18:30