I palestinesi stanno tornando a nord di Gaza
Silvia Giovanrosa - Città del Vaticano
Nelle prime ore di oggi, lunedì 27 gennaio, i negoziatori di Qatar, Egitto e Stati Uniti sono risusciti a trovare un accordo per il passaggio dei palestinesi che si stanno spostando verso il nord della Striscia di Gaza. Insieme agli ostaggi che era previsto fossero liberati nel prossimo fine settimana, se ne aggiungeranno altri tre, tra questi anche Abdel Yehud, la donna che doveva essere rimessa in libertà sabato scorso, insieme alle quattro soldatesse. Il rilascio avverrà giovedì, in cambio, questa mattina Israele ha consentito ai palestinesi di tornare nel nord della Striscia.
Il blocco imposto dall’esercito israeliano
Si erano radunati lungo la strada costiera di Gaza i palestinesi che ieri, 26 gennaio, hanno cercato di raggiungere la zona nord della Striscia. L’esercito israeliano aveva stabilito infatti che non potevano procedere oltre il Corridoio Netzarim, la linea che divide la parte settentrionale di Gaza dal resto del territorio, per tornare nelle loro case dopo essere state sfollate per mesi. La ragione di questo impedimento, ha dichiarato il governo israeliano, era dovuta al mancato rispetto dell’accordo di tregua da parte di Hamas.Il gruppo, secondo un comunicato di Israele, avrebbe dovuto rilasciare, sabato scorso l’ostaggio Arbel Yehud. A ritorsione della mancata liberazione, Israele, aveva stabilito di non aprire il corridoio di Netzarim finché Yehud non fosse stata rilasciata.
In Libano prosegue il cessate il fuoco
Gli Stati Uniti hanno annunciato che l’accordo di cessate il fuoco tra Israele ed il Libano è stato esteso fino al prossimo 18 febbraio. Il termine per la tregua era scaduto nella notte tra il 25 ed il 26 gennaio scorsi. Domenica centinaia di abitanti hanno tentato di ritornare nel sud del Paese, nella zona occupata da Israele: l’esercito israeliano però ha aperto il fuoco, uccidendo 22 persone e ferendone 124, secondo i dati forniti dal Ministero della Salute libanese. Il governo israeliano aveva annunciato venerdì scorso che il suo esercito non avrebbe lasciato il Libano meridionale perché Hezbollah non aveva completamente rispettato i termini dell’accordo di cessate il fuoco: ovvero lo spostamento delle sue truppe oltre il fiume Litani a cui sarebbe conseguita la ritirata delle forze israeliane dalla zona sud del Libano.
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