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La Conferenza ministeriale di Bogotà La Conferenza ministeriale di Bogotà  (AFP or licensors)

I leader mondiali in Colombia per difendere l'infanzia

A Bogotà, in Colombia, la prima Conferenza globale per la fine dele violenze sui bambini. Nella dichiarazione finale l'impegno dei leader mondiali a proteggere l’infanzia e prevenire le violenze ovunque. Grande preoccupazione anche per i pericoli on line e le conseguenze dei disastri naturali.

Stefano Leszczynski - Città del Vaticano

Si è conclusa a Bogotà, capitale della Colombia, la prima conferenza ministeriale sulla violenza sui minori. Nella dichiarazione congiunta vengono ribaditi gli impegni degli Stati nel contrastare la violenza contro i bambini e le bambine in tutto il mondo e in ogni contesto. Per l’Organizzazione mondiale della sanità si è trattato di un evento storico in cui prendere impegni concreti per preservare il futuro dell’umanità.

L’impegno dei governi

E’ una chiamata all’azione a livello globale quella lanciata con la prima Conferenza ministeriale sulla fine della violenza contro i bambini e le bambine in tutto il mondo. A rispondere all’iniziativa lanciata dal governo della Colombia e della Svezia, insieme a Unicef e al Rappresentante speciale Onu per la violenza contro i bambini, sono 1.200 delegazioni da tutto il mondo, con la presenza di 130 governi e 90 ministri e alti funzionari. "E' importante notare che la violenza colpisce milioni di bambini nel mondo e minerà la salute, la prosperità e la stabilità delle nostre società future, oltre a comportare costi sociali ed economici elevati", si legge in una nota dell'Oms, che parla di "evento storico" in cui prendere "impegni concreti". Il cancelliere colombiano, Luis Gilberto Murillo, aprendo i lavori della Conferenza di Bogotà ha assunto l’impegno a fare del proprio paese un luogo sicuro dove l’infanzia possa svilupparsi in un ambiente sano e libero dalla paura.

Un miliardo di vittime

Secondo le stime dell’American Academy of Pediatrics nel 2014 almeno un miliardo di bambini nel mondo – e cioè uno su due – sono stati vittime di violenza sessuale, fisica o emotiva. Un dato che per la Colombia cresce a due ragazzi e ragazze su cinque. Gran parte delle violenze resta sommersa perché avviene a porte chiuse e non viene denunciata. La stessa ministra per i servizi sociali svedesi, Camilla Waltersson, ha sottolineato l’impatto che le violenze hanno sullo sviluppo di patologie gravi durante l’età adulta.

Ambiente e Internet, serve più sicurezza

Per Save the Chidren la Conferenza rappresenta un’occasione preziosa per la realizzazione di sistemi completi di protezione dell’infanzia, garantendo la sicurezza anche negli ambienti Internet. “E’ fondamentale – ha aggiunto Inger Ashing, direttrice generale dell’organizzazione – riuscire a raggiungere anche i bambini colpiti da conflitti, disastri, sfollamenti e migrazioni.
Quest'anno circa 1 bambino su 8 a livello globale è stato colpito in modo significativo dai 10 maggiori eventi meteorologici estremi. Bambini costretti a fuggire dalle proprie case, a interrompere il percorso scolastico e a dipendere dagli aiuti umanitari. Questo l'allarme lanciato da Save the Children.
 

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