Cerca

Proteste in strada ad Haiti Proteste in strada ad Haiti  (AFP or licensors)

“Tutti con Haiti”, una giornata di preghiera indetta dalla Chiesa latinoamericana

Questo lo slogan ideato da Celam, Clar e Caritas dell’America Latina per la giornata continentale di preghiera per lo Stato caraibico e le sue vittime di venerdì 22 marzo. Appello dei vescovi: impegnarsi a non ridurre il Paese "in macerie e cenere"

Jessica Jeyamaridas – Città del Vaticano

A fronte della situazione drammatica che Haiti sta vivendo, il Consiglio episcopale dell’America Latina e dei Caraibi (Celam), la Confederazione dei religiosi dell’America Latina e dei Caraibi (Clar) e la Caritas dell’America Latina si uniscono per indire una giornata di preghiera per lo Stato caraibico. L’appuntamento è fissato per venerdì prossimo, 22 marzo. Il Paese sta vivendo una situazione senza precedenti, gli episodi di violenza e criminalità da parte delle bande, sono aumentati dopo le dimissioni del primo ministro Ariel Henry. Gli organismi ecclesiali incitano quindi le parrocchie, le congregazioni, gli istituti e le organizzazioni ecclesiali a non essere indifferenti alla sofferenza e “unirsi al grido del popolo haitiano affinché questa voce sia ascoltata in terra e cielo, confidando nella misericordia e nella compassione di Dio per i suoi figli” e di “compiere qualche gesto, momento o azione comunitaria concreta”.

Insieme nella preghiera

Già mercoledì 24 gennaio si era tenuta una prima giornata di preghiera per la liberazione delle otto persone rapite, tra cui sei suore della Congregazione delle Suore di Saint-Anne. In occasione di questo incontro tutti i fedeli haitiani avevano organizzato una catena di preghiera in tutte le parrocchie e comunità del Paese. La decisione di indire questo secondo incontro di preghiera di venerdì, ha un significato simbolico. In molte comunità infatti si celebra ancora il ‘Venerdì dell’Addolorata’.

L'appello del Papa all'Angelus

Proprio ieri, al termine della preghiera mariana dell’Angelus, il Papa ha ricordato ancora una volta la situazione nel Paese e ha lanciato un appello dicendo: “Haiti diventi un Paese dotato di solide istituzioni, capace di riportare l’ordine e la tranquillità ai suoi cittadini”. All'indomani delle parole del Pontefice, giunge una nota della Conferenza Episcopale di Haiti che invoca un impegno per la fine della violenza che rischia di ridurre il Paese "in macerie e cenere" e incoraggia tutti quegli sforzi in corso per trovare una soluzione all’attuale crisi e ripristinare la pace e la sicurezza nella nazione. I vescovi, si legge nel comunicato, pur chiarendo di non aver incaricato alcuno di rappresentare la Chiesa cattolica all’interno del Consiglio presidenziale o di qualsiasi altra struttura governativa per mantenere la dovuta "distanza morale", si augurano che i colloqui in corso "portino a un accordo patriottico autentico, inclusivo e duraturo". Nell’attesa, richiamano le costanti preghiere del Papa per la nazione e chiedono a tutti gli haitiani di "astenersi dall’alimentare la violenza".

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

18 marzo 2024, 13:31