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Una donna palestinese tra le macerie di Gaza (Mohammed Abed / Afp) Una donna palestinese tra le macerie di Gaza (Mohammed Abed / Afp)

Bombe sulla Striscia di Gaza, suonano le sirene in Israele. L’Onu: “Una catastrofe”

Sono proseguiti fino a tarda sera i lanci di razzi verso Israele e i bombardamenti sulla Striscia di Gaza, dove a nemmeno 24 ore dalla fine della tregua sarebbero stati uccisi 178 palestinesi, secondo i dati forniti dal ministero della Sanità palestinese

Andrea De Angelis - Città del Vaticano 

Raid, lanci di razzi dalla Striscia e dal Libano, oltre 170 vittime palestinesi nel primo giorno di combattimenti dopo la tregua: la guerra è ripresa da ormai 24 ore con le operazioni militari israeliane che si sono estese nel sud di Gaza, tanto che ai civili è stato chiesto di spostarsi verso Rafah. Proseguono comunque le trattative per i 137 ostaggi ancora in mano ai miliziani, con Israele che ha annunciato nelle ultime ore la morte di 6 persone tra quelle trattenute da Hamas dopo l'attentato del 7 ottobre. Secondo i media palestinesi nuovi raid aerei di Israele sulla parte meridionale della Striscia di Gaza avrebbero distrutto numerosi edifici, tra cui tre moschee. Le sirene d'allarme antiaereo sono risuonate ieri sera, venerdì 1 dicembre, nel nord di Israele, vicino al confine con il Libano, e nel sud, nelle comunità a ridosso della Striscia di Gaza. Lo riportano i media israeliani. Per tutto il giorno, il primo dopo l'interruzione della tregua, decine di località israeliane sono state prese di mira dai razzi di Hamas lanciati da Gaza.

Oltre il punto di crisi 

L'Alto Commissario delle Nazioni unite per i diritti umani Volker Türk ha definito "catastrofica" la ripresa dei combattimenti a Gaza e ha esortato tutti i partecipanti e i Paesi influenti a raddoppiare gli sforzi per garantire il cessate il fuoco. In una dichiarazione rilasciata a Ginevra, Türk ha affermato che la situazione a Gaza "è oltre il punto di crisi", poiché altri palestinesi rischiano di essere uccisi o "sfollati con la forza in zone di Gaza già gravemente sovraffollate e insalubri". Ha aggiunto che "i recenti commenti dei leader politici e militari israeliani che indicano che stanno pianificando di espandere e intensificare l'offensiva militare sono molto preoccupanti". Türk ha poi ricordato a tutte le parti in conflitto "l'obbligo di consentire e facilitare il passaggio rapido e senza ostacoli dei soccorsi umanitari per i civili in difficoltà, in tutta Gaza".

Il Consiglio di Sicurezza 

Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu terrà nuove consultazioni a porte chiuse sulla situazione a Gaza lunedì mattina. Lo ha detto l'ambasciatore dell'Ecuador Jose de la Gasca, presidente di turno dell'organo delle Nazioni Unite. "Vogliamo che la nostra presidenza sia basata su azioni e non parole, speriamo e faremo di tutto perché possa essere così", ha aggiunto, rispondendo alla domanda su un eventuale voto a breve della bozza di risoluzione che chiede la tregua a Gaza.

Ipotesi zona cuscinetto

Israele avrebbe informato diversi Stati di voler ritagliare una zona cuscinetto dal lato palestinese del confine di Gaza per prevenire futuri attacchi, come una delle proposte per l'enclave dopo la fine della guerra. Lo scrive l'agenzia Reuters basandosi su fonti egiziane. Secondo Reuters, Israele ha rivelato i suoi piani a Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti ed Arabia Saudita.

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02 dicembre 2023, 07:42