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Un seggio elettorale in Madagascar Un seggio elettorale in Madagascar   (ANSA)

Seggi aperti per le presidenziali in Madagascar

Sono 11 milioni i cittadini con diritto di voto a questa tornata elettorale. Forti le tensioni, con dieci candidati alla presidenza che hanno boicottato il voto, mentre il governo ha dichiarato una notte di coprifuoco a poche ore dall’apertura dei seggi

Leone Spallino – Città del Vaticano

Aperti oggi, giovedì 16 novembre, i seggi per le elezioni presidenziali in Madagascar. L’isola si avvia ad eleggere il prossimo presidente fra le crescenti tensioni politiche. I candidati sono tredici, ma ben dieci di essi hanno deciso di boicottare le elezioni, citando come motivazione l’assenza di garanzie per la trasparenza delle operazioni di voto. Il presidente Andry Rajoelina sta cercando di essere eletto per la seconda volta, promuovendo una politica di opere pubbliche e autosufficienza agricola: le difficili condizioni economiche e la repressione esercitata nel Paese sono però contestate dall'opposizione. A sfidarlo, sono rimasti in corsa solo altri due candidati: Siteny Randrianasoloniaiko, ex alleato politico di Rajoelina e campione di judo, e Sendrison Daniela Raderanirina.

Il presidente e le opposizioni

Scontri di piazza avevano raggiunto Antananarivo a inizio novembre, dove le manifestazioni erano terminate con il ferimento di 16 persone e con l’arresto temporaneo di un candidato. Le proteste, nonostante un divieto imposto ai comizi pubblici, sono il culmine delle richieste da parte di molti candidati alle elezioni di scendere in piazza contro quello che, secondo loro, rappresenterebbe “un colpo di Stato istituzionalizzato”. Questa accusa nasce dalle ripetute sentenze della Corte Costituzionale a favore del presidente Rajoelina, che gli ha permesso di correre per la presidenza nonostante abbia recentemente acquisito la cittadinanza francese, e di posticipare la data delle elezioni. Le opposizioni sostengono anche che la commissione elettorale non sia realmente indipendente. La storia politica di Rajoelinalo lo ha visto presidente per la prima volta nel 2009, quando era ancora solo sindaco di Antananarivo, a seguito di un colpo di stato che destituì il predecessore, Marc Ravalomanana. Restò in carica fino al 2014, per poi ricandidarsi nel 2018, vincendo proprio contro Ravalomanana.

La situazione economica del Paese

Il Madagascar è uno Stato particolarmente povero, con una economia dipendente dall’agricoltura e dal turismo, nocnchè dagli aiuti itnternazionali. L’isola è anche una delle zone mondiali più impattata dal cambiamento climatico, che crea gravi danni all’ambiente e all’agricoltura. Emblematica la carestia del 2021, generata da una anomala siccità da ricondurre all'impatto del clima, che tuttavia non ha ancora esaurito i suoi effetti negativi: le piogge sono sempre più scarse e irregolari, e più di un milione e mezzo di persone restano in condizione di grave insicurezza alimentare. Questo nonostante il Paese produca meno dello 0,01% delle emissioni globali di Co2. Le sfide economiche che il prossimo presidente dovrà affrontare, si giocheranno molto sulla mitigazione degli effetti del cambiamento climatico, già considerata una priorità da parte dell’attuale governo in carica.

  

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16 novembre 2023, 12:21