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La milizia Wagner fa il suo ingresso a Rostov La milizia Wagner fa il suo ingresso a Rostov

La Wagner si ritira da Mosca: "non spargeremo sangue russo"

La conferma arriva da un audio del leader dei miliziani Evgenij Prighozin, che questa mattina erano entrati a Rostov e Voronezh e marciavano verso la capitale. Decisiva la mediazione del presidente bielorusso Lukashenko. In giornata Putin aveva ricorda gli eventi del 1917 per annunciare “che non si ripeteranno”. Il mistero dell’aereo presidenziale atterrato a San Pietroburgo, ma secondo il Cremlino il presidente era al suo posto di lavoro

Michele Raviart e Francesca Sabatinelli – Città del Vaticano

Giunti a duecento chilometri da Mosca i miliziani della Wagner hanno deciso di fare marcia indietro per evitare “spargimento di sangue russo”. Lo ha confermato il comandante del gruppo Yevgheny Prigozhin in audio su Telegram, dove ha ribadito il ritiro negli accampamenti a sud “come previsto dai piani”. La conferma è arrivata qualche minuto dopo un comunicato del presidente bielorusso Lukashenko, dove affermava il suo ruolo di negoziato con Prighozin lo stop ai movimenti dei mercenari.“Stavano per smantellare il gruppo Wagner”, ha detto Prighozin, “così abbiamo compiuto una marcia della giustizia”. “Per tutto il percorso non abbiamo versato una singola goccia di sangue, ma eravamo arrivati al momento in cui avremmo dovuto”, ha ribadito.

In 25 mila "pronti a morire" per Prigozhin

Sembrerebbe così scongiurata la minaccia dei 25 mila uomini che si erano detti “pronti a morire” al suo fianco dopo l'occupazione questa mattina del comando russo a Rostov, centro nevralgico per le operazioni in Ucraina. Poche ore dopo Vladimir Putin, in un discorso alla nazione, aveva avvisato che i responsabili di quello che aveva definito “pugnalamento”, sarebbero stati puniti. Il presidente russo, nell’evocare la rivoluzione del 1917, aveva quindi avvisato che quegli eventi non si ripeteranno. E di pugnalata alle spalle aveva già parlato il generale dell'esercito Alekseev, primo vice capo del l'intelligence militare russa, che nella notte aveva definito “un colpo di Stato” gli attacchi di Prigozhin.

Il giallo di Putin a San Pietroburgo

Nella capitale russa si stavano rafforzando le misure di sicurezza, con la chiusura dei siti più importanti e la firma di un provvedimento che prevede l’arresto fino a 30 giorni per chi viola la legge marziale. Dal Cremlino ci si è affrettati a smentire le voci di fuga dei vertici e ad assicurare che il presidente, così come alti funzionari, erano sul posto di lavoro portando avanti i loro compiti. Ma è da San Pietroburgo che fonti giornalistiche parlano dell’atterraggio proveniente da Mosca dell’aereo presidenziale, senza chiarire se con Putin a bordo.

Kyiv annuncia un'offensiva a est

“La debolezza della Russia ora è evidente”, e il presidente ucraino Zelensky, nel dichiararlo, prospetta ancora più “caos, dolore e problemi”, se Mosca proseguirà a tenere truppe e mercenari in Ucraina. La vittoria sembra sempre più vicina ai funzionari di Kyiv, che hanno annunciato il lancio di un'offensiva in più direzioni sul fronte orientale.

Le reazioni internazionali

A livello internazionale, Putin si era già interfacciato con il presidente turco Erdogan, con lo stesso presidente bielorusso Lukashenko e con gli omologhi di Kazakistan e Uzbekistan. L’alto rappresentante Ue per la politica estera, Borrell ha discusso con i ministri degli Esteri del G7. Londra ha riunito il comitato di emergenza invitando le parti ad esercitare la responsabilità e proteggere le vite dei civili. La Nato sta monitorando la situazione, così come fa l’Unione europea, mentre la Casa Bianca ha avviato le consultazioni con gli alleati.

La riconquista di posizioni nel Donbass

È salito intanto il bilancio dell’attacco missilistico russo condotto la notte scorsa su Kyiv su di un palazzo di 24 piani, arrivato a tre morti e 11 feriti. Esplosioni nella mattinata sono state sentite anche a Kharkhiv e a Dnipro, mentre le truppe ucraine dichiarano di aver liberato posizioni nel Donbass conquistate dai russi nel 2014.
 

Ultimo aggiornamento: ore 20.30

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24 giugno 2023, 16:36