Cerca

1667910795115.jpg

Dal segreto dell’acqua emergono eccezionali scoperte a San Casciano dei Bagni

Le campagne di scavo condotte in provincia di Siena continuano a sorprendere con nuove e importanti scoperte. È di questi giorni il ritrovamento del deposito votivo di ben 24 bronzi, perfettamente conservati, in un contesto intatto che permetterà anche di riscrivere alcuni tratti di storia. Ne parliamo con Ada Salvi, responsabile archeologo della Soprintendenza di Siena, ed Emanuele Mariotti, direttore scientifico degli scavi

Maria Milvia Morciano - Città del Vaticano

Immaginate di scavare un terreno fangoso, quasi monotono. All’improvviso quel grigio acquoso prende sostanza e avvolge materia diversa: emerge un volto in bronzo che ti guarda con gli occhi spalancati.  

.
.

Il lavoro degli archeologi non è veloce. È fatto di pazienza e di tempo e non sempre le fatiche sono ripagate. Alle volte, però, dopo interi anni fatti di tracce, di minuscoli tasselli da ricomporre pazientemente; ecco, sorpresa dopo sorpresa, affiorano resti eccezionali, capaci anche di "riscrivere le storia", come afferma Jacopo Tabolli, direttore scientifico degli scavi, docente all'Università per stranieri di Siena.

.
.

Una delle più sensazionali scoperte degli ultimi tempi

Sono ventiquattro le sculture fino a ora scoperte: divinità, uomini, donne, bambini, teste maschili e di imperatori romani, parti anatomiche. Le scoperte di San Casciano dei Bagni, in provincia di Siena, continuano a stupire. Nelle scorse campagne di scavo era già chiara l’importanza del sito, ma con quest’ultima si può affermare a ragione che si tratti di una delle scoperte più sensazionali degli ultimi tempi, afferma Emanuele Mariotti, direttore scientifico sul campo, “così importanti che ne sentiremo parlare ancora nei prossimi anni”.

Ascolta l'intervista a Emanuele Mariotti

All’interno della Toscana, protetta da colline morbide e segrete, San Casciano dei Bagni è circondata da fondamentali siti etruschi, alcuni di origine molto antica come Chiusi, Orvieto o Perugia.
Oggi è un borgo cinquecentesco di grande bellezza che attira soprattutto per le sue terme. Gli scavi archeologici, ben otto fino a oggi le campagne, a cominciare dal 2018, hanno rivelato un luogo di culto intimamente legato alle proprietà salutari delle sue acque, ricreando antichi itinerari di un percorso storico mutevole ma ininterrotto. "Questo è il comune più geotermico d'Italia", sottolinea Mariotti, e il flusso della sua storia è l’acqua che ha anche contribuito a preservare i reperti bronzei che, rimasti sommersi per secoli, non hanno perso il loro splendore. 

.
.

Il santuario

Si tratta di un santuario - quello che oggi vediamo è la fase di età augustea o tiberiana ma risalente a epoche più antiche, fino al IV-III sec. a.C.- distribuito sul declivio in comunione con la natura, volto a governare la sorgente e convogliare le sue acque in vasche e in particolare nel Bagno Grande, dove sono avvenuti i ritrovamenti: una vasca  a forma di ferro di cavallo o di osso in travertino entro la quale, sigillato perfettamente da colonne e tegole, riposava un grande deposito votivo.

.
.


Un luogo di culto arricchito da fontane, colonne, altari e una selva di ex voto, dalle statue in bronzo, cinque delle quali alte quasi un metro, a offerte vegetali che le analisi permetteranno di riconoscere e classificare. Doni di famiglie potenti, tutte accomunate dalla preghiera di essere guarite, dal desiderio di ringraziare gli dei e di assicurarsi la loro benevolenza.

Ascolta l'intervista ad Ada Salvi

Oggetti preziosi

Particolare, mette in evidenza Ada Salvi, funzionaria della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo,  è che non sono stati trovati, se non in minima parte, ceramica o altri reperti fittili, cosa di per sé anch’essa eccezionale, dal momento che questo materiale era di uso comune e per questo onnipresente. Invece qui ogni oggetto è in metallo e riveste eccezionale importanza. Si tratta di oggetti preziosi donati in modo intenzionale, consapevole.

.
.

In Etruria sono conosciuti diversi santuari legati al culto delle acque sorgive o termali. Sono conosciuti depositi votivi con offerte di bronzetti. Anche l’arte di fondere il bronzo è ben nota nel mondo etrusco, basti ricordare la Chimera di Arezzo, databile alla fine del V secolo a.C. e potremmo citarne altri raffinatissimi e più vicini allo scorcio temporale dei bronzi di San Casciano che impressionano soprattutto per il loro stato di conservazione e la grande quantità racchiusa in un contesto intatto, inviolato. 

.
.

Offerte di bronzo 

I 24  bronzi rinvenuti a San Casciano  sono capaci di parlarci delle divinità adorate, che erano legate alle virtù mediche, come Apollo e Igea, quest’ultima riconoscibile dal serpente avvolto al braccio, e ancora ex voto configurati a parti anatomiche, come braccia e gambe. Accanto alla statuaria sono state ritrovate numerose iscrizioni, una di queste su un’ara, un altare, all’ingresso dell’arco monumentale di ingresso che dice “Sacro ad Apollo”.
Ma le sculture e le iscrizioni ci dicono anche altro, della loro compagine sociale: conosciamo i nomi degli offerenti, appartenenti alle più importanti famiglie d'élite di origine etrusche, donne e uomini e, particolare di grande importanza,  provenienti da Roma, e tra questi imperatori. Un luogo di fama per le sue virtù terapeutiche e la sua sacralità che attraeva,  dove si veniva appositamente e si cercava guarigione e riposo, quasi un luogo di villeggiatura ante litteram.

.
.

Alcune teste, a tutta evidenza ritratti, recano i nomi degli offerenti incisi in etrusco e sono commoventi, tracciati sul collo perché siano letti e riconosciuti dagli uomini ma soprattutto dagli dei.
Nelle iscrizioni leggiamo il latino e l’etrusco, che dimostrano una coesistenza delle due lingue, così che possiamo letteralmente seguire il processo di passaggio che portò alla romanizzazione dell'area. I luoghi periferici offrono la possibilità di essere stati investiti con minor impeto dai grandi rivolgimenti storici. Essi mutano con una certa lentezza che permette di osservarli più chiaramente, quasi come fosse uno "slow motion", un video al rallentatore che nello scavo del Bagno Grande di San Casciano si è disvelato e materializzato strato dopo strato sotto gli occhi degli archeologi.  

Offerte vegetali e l'albero


E ancora sono state ritrovate offerte vegetali, sicuramente un tipo di dono diffusissimo nell’antichità ma che oggi possiamo recuperare grazie alle nuove tecnologie di indagine, capaci di intercettare materiali di per sé deperibili: Ada Salvi ci parla di noccioli di pesca, pigne e infine di un grande incredibile albero che sembra essere stato piantato nel fondo della vasca e sui cui rami erano affissi alcune iscrizioni e i bronzi, e tra queste una testa posizionata – forse intenzionalmente – a testa ingiù.
Ancora è presto per sapere di che specie si tratti e il fondo della vasca non è ancora stato raggiunto. Probabilmente anche l'albero faceva parte delle offerte, ma di certo il pensiero corre subito al suo significato simbolico e al ruolo che doveva avere nell'ambito del rito. 

.
.

Le monete

Nella campagna di scavo precedente, grande risonanza aveva avuto il ritrovamento di depositi di monete, in tutto ben cinquemila, in bronzo, argento e oro con la particolarità di essere state battute proprio per il santuario e offerte anch’esse. Sono infatti fior di conio, di epoca romana e soprattutto di età imperiale. 
 

.
.


L’importanza della scoperta


Il ritrovamento è un deposito in situ, ovvero nel luogo originario, che non ha subito trasformazioni, manomissioni, trafugamenti o distruzioni. Qui a San Casciano il luogo cultuale è stato rispettato e le vasche sigillate dopo il V secolo. Con l’avvento del cristianesimo, c’è chi, forse il gestore del luogo sacro, ha pensato di custodire e occultare modalità e caratteristiche di una sacralità ormai finita.  Emanuele Mariotti spiega come questa operazione sia stata effettuata "ordinatamente e con uno sforzo enorme". I ritrovamenti non offrono soltanto nuovi dati su un’epoca antica, quella degli etruschi e del passaggio alla romanizzazione, ma guarda anche al delicatissimo processo successivo che portò al tramonto del paganesimo in favore del cristianesimo.

Resta fondamentale che queste indagini siano state condotte con la rarissima possibilità di poter indagare il contesto, che è rimasto intoccato fino alla sua recente scoperta, proprio come ad esempio è stato possibile a Pompei. Inoltre le nuove metodologie di indagine mettono in campo più discipline e permettono di aprirsi all’epigrafia, alla geologia, all’archeobotanica. La quantità di sculture in bronzo permette di indagare la vita e le modalità delle officine e delle fonderie locali. Insomma, abbiamo numerosi rami di indagine da percorrere, che offrono l’eccezionale possibilità di ricomporre in un intero, organico paesaggio storico.

.
.

Studiosi da tutto il mondo

 Lo scavo è dato in concessione dal MiC attraverso il comune di San Casciano che, come evidenzia Ada Salvi, "ci ha creduto e investito", specie nella persona della sindaca Agnese Carletti. La direzione scientifica è stata affidata a Jacopo Tabolli, docente all'Università per stranieri di Siena e ad Emanuele Mariotti che ne ha la direzione scientifica sul campo.   E inoltre  lavora un team di studiosi e studenti provenienti da tutt'Italia e dal mondo. Hanno risposto ben 60 ricercatori di  specializzazioni diverse  e stanno già lavorando tutti insieme, creando una collaborazione virtuosa. Ada Salvi sottolinea a ragione anche l'eccezionalità con cui queste indagini si stanno svolgendo, in un clima di condivisione di compiti e di competenze, di passione e crescita personale.

.
.

Una nuova prova del bisogno del sacro nell'uomo
 

Possiamo aggiungere, infine, che la densità e il tipo di questi ritrovamenti ci parla molto chiaramente, ancora una volta, di quanto il desiderio del sacro, del trascendente, abbia sempre fatto parte dell’uomo. Un bisogno immanente che si ritrova con costanza in ogni momento della storia, sempre, nonostante tutto sembri cambiare, tutto sembri diverso secolo dopo secolo, giorno dopo giorno, momento dopo momento. Un bisogno che si materializza nei segni lasciati dalla storia e così intenso da non risultare semplicemente emozionante, ma che ci porta a fermarci e riflettere sul presente.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

10 novembre 2022, 08:24