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Il primo ministro Sanna Marin e il presidente Sauli Niinistö annunciano l'intenzione di far entrare la Finlandia nella Nato (Markku Ulander / Afp) Il primo ministro Sanna Marin e il presidente Sauli Niinistö annunciano l'intenzione di far entrare la Finlandia nella Nato (Markku Ulander / Afp)

La Finlandia vuole la Nato, Mosca smentisce stop al gas verso Helsinki

L'annunciato ingresso della Finlandia nell'Alleanza Atlantica precede quello possibile della Svezia. Mentre prosegue l'offensiva russa nel sud-est ucraino, da Kiev il presidente Zelensky apre al negoziato, ma smentisce le voci su una possibile rinuncia alla Crimea. L'Onu denuncia: possibili crimini di guerra nei pressi della capitale

Andrea De Angelis e Giancarlo La Vella - Città del Vaticano

L'annuncio finlandese dell’adesione alla Nato riscrive la storia dell'Alleanza Atlantica. Non allineata dal 1948, ora Helsinki porterà la Nato proprio al confine russo, con Mosca che, stando alla stampa finlandese, avrebbe immediatamente minacciato lo stop al gas e una risposta militare. Mosca però smentisce ed etichetta come "bufale" le notizie sulle ritorsioni verso Helsinki. La prima ministra della Finlandia, Sanna Marin, e il presidente Sauli Niinistö hanno dunque diffuso ieri un comunicato congiunto in cui annunciano la loro posizione favorevole all’ingresso del Paese nella Nato "il prima possibile" e "senza indugi". La decisione non è ancora definitiva, ma la presa di posizione dei vertici istituzionali lascia intendere che i prossimi passi saranno molto rapidi e che ormai gran parte dei negoziati sono già stati conclusi: è previsto un voto parlamentare per la fine settimana, che dovrebbe rendere definitiva la decisione.

Violazioni scioccanti 

Ieri il consiglio per i diritti umani dell'Onu ha votato a larga maggioranza a favore dell'apertura di un'inchiesta sulle presunte gravi violazioni commesse dalle forze russe in Ucraina, contribuendo così a rafforzare la pressione diplomatica su Mosca. "Nel loro desiderio di strangolarci, le potenze occidentali sono pronte a tutto, incluso far resuscitare il nazismo", replica la Russia. Forte la denuncia dall’Alto Commissario dell'Onu per i Diritti umani, Michelle Bachelet: “La portata delle uccisioni illegali in Ucraina da parte dei russi è scioccante”.  L’Onu ricorda come nelle ultime settimane siano stati recuperati mille corpi nell'area della capitale Kiev, aggiungendo che molte delle violazioni che sta verificando dall'invasione russa potrebbero equivalere a crimini di guerra.

Zelensky chiede il ritiro dei russi

Esclude di essere disposto a rinunciare alla Crimea, rinnovo il fermo impegno per i negoziati, ma senza ultimatum e solo se i russi si ritireranno dal Paese. Il presidente ucraino Zelensky a 80 giorni dall’inizio della guerra è sicuro: possiamo vincere. Nel dirlo cita le parole del presidente del consiglio italiano Draghi e ringrazia gli Stati Uniti e i tanti Paesi che sostengono Kiev. "Noi non dobbiamo cercare una via d'uscita per la Russia - ha detto -, so che Putin voleva portare a casa qualche risultato, ma non lo ha trovato. I russi se ne devono andare e rispondere di quello che hanno fatto. Non possiamo accettare compromessi per la nostra indipendenza" ha aggiunto. "L'Ucraina vuole la pace, cose normalissime come il rispetto della sovranità, dell'integrità territoriale, delle tradizioni del popolo, della lingua. Possono essere cose banali, ma sono tutte cose violate dalla Russia e che devono essere ripristinate", ha concluso Zelensky. 

La situazione sul terreno

Mosca sta ritirando i propri soldati dai dintorni di Kharkiv, la seconda città dell'Ucraina, dove sta perdendo terreno. Lo scrive il New York Times, citando funzionari ucraini e occidentali, evidenziando come si tratti della seconda maggior battuta d'arresto russa dal ritiro da Kiev del mese scorso. Secondo i funzionari, il Cremlino dovrebbe probabilmente reindirizzare le truppe verso sud-est, dove starebbe rafforzando la propria presenza a Izium, città a due ore da Kiev, conquistata un mese fa, proprio alle porte del Donbass. Da oltre 24 ore si registrano bombardamenti su Mykolaiv, nel sud dell’Ucraina. Il sindaco ha chiesto a tutti i cittadini di restare nei rifugi.

Una decisione difficile

Nell 'intervista a Radio Vaticana - Vatican News Antonio Villafranca, responsabile del desk Europa dell'Ispi, Istituto di Politica Internazionale, sottolinea che l'eventualità della Finlandia nella Nato rafforza la retorica di Putin di una Russia accerchiata dalle forze occidentali e quindi non facilita l'allentamento dell'attuale, nè apre alla possibilità di avviare un negoziato. Tutto questo, afferma lo studioso, che la Finlandia, in quanto Paese sovrano, può decidere in tutta autonomia i passi da fare in politica estera.

Ascolta l'intervista ad Antonio Villafranca

Inoltre, non possiamo fare un parallelo - afferma Villafranca - con le adesioni alla Nato che ci furono in passato da parte dei Paesi Baltici e dei Paesi est europei. All'epoca la Russia era un Paese debole ancora alle prese con il processo di trasformazione dell'ex Unione Sovietica. Ora invece il presidente russo, Putin, ha disegnato un percorso preciso di grande rafforzamento. La stessa invasione dell'Ucraina rappresenta qualcosa che va ben oltre i limiti di un corretto rapporto con i Paesi vicini. Proprio per questo, conclude Antonio Villafranca, è molto difficile che Putin possa abdicare a qualcuna delle sue istanze sull'Ucraina, come chiesto dall'omologo ucraino, Zelenski, in vista di possibili negoziati, in quanto ne andrebbe di mezzo la credibilità all'interno del suo Paese.

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13 maggio 2022, 10:13