Cerca

Un soldato è chiamato prima di tutto a obbedire alla propria coscienza (Nella foto, un miliziano filorusso nella regione del Donetsk) Un soldato è chiamato prima di tutto a obbedire alla propria coscienza (Nella foto, un miliziano filorusso nella regione del Donetsk)  

Se la Russia vuole vincere la guerra deve fare la pace

La guerra sta devastando l’Ucraina: ci sono tante vittime, di cui molti bambini, c’è tanta distruzione. Ma anche la Russia pagherà a caro prezzo le conseguenze di questo crudele conflitto. Se i russi si arrendessero alla pace sarebbe una grande vittoria per loro e per tutta l’umanità

Sergio Centofanti

Se la guerra della Russia contro l’Ucraina continua, forse perderemo tutti, ma la sconfitta russa sarà devastante. Se il Cremlino andrà avanti nell'invasione, andrà indietro nella storia. La Russia vincerà solo se si arrenderà alla pace. Quasi tutto il mondo oggi è contro il regime russo.

Nel Paese l'informazione libera è stata eliminata. Molti russi credono che sia in corso "un'operazione speciale" per liberare l'Ucraina dai nazisti - chi parla di invasione rischia fino a 15 anni di carcere - molti russi aderiscono alle iniziative di solidarietà per i profughi ucraini, ritenendo che siano in fuga per colpa del cattivo regime di Kiev. Non sanno che l'esercito russo è un esercito invasore che spara su quei profughi, non sanno che tanti civili ucraini disarmati, spesso anziani e anziane, scendono nelle strade occupate dai carri armati russi gridando di andarsene, perché non sono liberatori ma aggressori.

 

C'è chi giustifica l'attacco affermando che è colpa dell'espansionismo occidentale o dell'Ucraina che non avrebbe rispettato gli accordi. Forse tutti hanno qualche responsabilità nell'aumento delle tensioni, ma non si invade e rade al suolo un Paese sovrano solo perché si hanno delle ragioni. Non si bombardano i civili e non si uccidono i bambini, solo perché un Paese sovrano sceglie liberamente di aderire ad una comunità diversa dalla propria. Ricorda la logica biblica di Lamech, che uccideva il suo prossimo per una scalfittura, vendicandosi 77 volte. Chi giustifica in qualche modo l'aggressione non ha i propri cari, magari figli piccoli, in fuga al gelo o sotto le bombe.

Strazia il cuore l'immagine simbolo della giovane coppia di genitori che corre in un ospedale senza più neanche l'elettricità per salvare il proprio bimbo di 18 mesi colpito dai bombardamenti. I medici non hanno potuto fare nulla. Chi è colpevole di questa morte? Chi è colpevole di questo dolore che durerà tutta la vita? E sono tanti i bambini, tante le persone che stanno morendo.

 

Chi semina vento raccoglie tempesta. Lo insegna la storia. Il frutto della violenza si ritorce contro. Gli imperi, le dittature, i regimi, prima o poi finiscono. L'essere umano è fatto per essere libero. Ma abbiamo una coscienza, una voce dentro di noi, che ci sa dire cosa è bene e cosa è male, al di là delle appartenenze nazionali, etniche, ideologiche, religiose. Ammazzare i bambini, causare la morte di tanti piccoli, cosa che sta facendo questa invasione, è una grande, crudele, atroce cattiveria.

"Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini" (At 5,29) dice san Pietro alle autorità che gli ordinavano di tacere su Gesù. Certo, c'è il rischio di pagare di persona. È il rischio del martirio che accomuna i testimoni coraggiosi di tutti i tempi. L'appello di tutto il mondo ai russi è questo: deponete le armi, arrendetevi alla pace, solo questa sarà la vittoria del vostro Paese. E sarà una vittoria per l'umanità.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

07 marzo 2022, 14:00