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Prigionieri dei gruppi ribelli rilasciati dal governo Prigionieri dei gruppi ribelli rilasciati dal governo  

Ciad: i gruppi militari avanzano una proposta di pace al governo di transizione

Si è chiuso oggi a Roma l’incontro dei movimenti politico-militari del Ciad, riuniti da giovedì su iniziativa della Comunità di Sant'Egidio, per fare un’ampia consultazione sul dialogo di riconciliazione nazionale che si aprirà a febbraio a N’Djamena. Nella nota conclusiva, i gruppi d’opposizione tendono la mano al governo di transizione

Marco Guerra – Città del Vaticano

I movimenti politico-militari del Ciad, si sono riuniti a Roma, su invito della Comunità di Sant'Egidio, dal 20 al 22 gennaio 2022, per un'ampia e approfondita consultazione sul Dialogo Nazionale Inclusivo lanciato dal governo di transizione, al potere da dopo la morte dell’ex presidente Idriss Deby, ucciso lo scorso aprile nei combattimenti scoppiati per il tentativo di colpo di Stato eseguito da alcuni gruppi ribelli.

Offerto un cessate il fuoco

In un comunicato congiunto le numerose realtà riunite a Roma confermano la “volontà politica di contribuire alla soluzione della crisi ciadiana in un processo negoziale sincero e trasparente”. “Offriamo una proposta di pace nei confronti del Consiglio Militare di Transizione (CMT) – si legge ancora nella nota - per un futuro migliore per il nostro Paese, in particolare la sua ricostruzione costituzionale attraverso colloqui franchi e diretti per i quali abbiamo discusso, tra gli altri prerequisiti, la possibilità di un cessate il fuoco”.

Chiesta consultazione con i partiti

I rappresentanti dei movimenti incoraggiano quindi gli sforzi del Comitato Tecnico Speciale (CTS), presieduto dal presidente Goukouni Weddai, che chiedono vivamente di incontrare; così come chiedono di consultare il CTS sulle date e luoghi degli incontri, nonché sui possibili Paesi ospitanti, come previsto dall'articolo 2 del decreto di sua creazione. Infine gli esponenti dei gruppi riuniti da Sant’Egidio ritengono essenziale che vi siano consultazioni con i partiti politici e la società civile per discutere del processo in corso e chiedono “che la comunità internazionale, in particolare le Nazioni Unite, l'Unione Africana e le organizzazioni regionali, sostengano questo processo”.

L’amnistia per 300 ribelli

L’iniziativa di Roma si è svolta mentre sono in corso a Doha i colloqui propedeutici al dialogo nazionale, che si aprirà in Ciad a partire dal prossimo 13 febbraio. Il presidente ad interim del Ciad Mahamat Idriss Deby (figlio del defunto Idriss Deby) ha ringraziato l’emiro del Qatar Tamim bin Hamad al Thani per aver ospitato i colloqui di pace tra il suo governo e i gruppi ribelli. Questi incontri sono il preludio all’avvio del dialogo nazionale in agenda a febbraio a N’Djamena. Il leader ciadiano ha aggiunto di sperare che i colloqui porteranno a un accordo sul disarmo dei gruppi ribelli, alcuni dei quali – come il Fronte per l’alternanza e la concordia del Ciad (Fact) – hanno base nella vicina Libia. E come segno di pacificazione, nei giorni scorsi il Consiglio militare di transizione del Ciad (Cmt) ha annunciato l’amnistia di circa 300 membri di gruppi ribelli. L’amnistia non riguarda tuttavia i prigionieri di guerra del Fronte per l’alternanza e il cambiamento (Fact), arrestati dopo i combattimenti dell’aprile 2021.

Garofalo (Sant’Egidio): offriamo un contributo per la pace

“Volevamo dare un contributo positivo in un momento difficile della storia di questo Paese, che vive un periodo di transizione. Per questo motivo abbiamo riunito tutti i rappresentati dei movimenti politico-militari per ragionare sugli obiettivi del dialogo che verrà”, così Mauro Garofalo, responsabile dei rapporti internazionali della Comunità di Sant’Egidio, spiega a VaticanNews lo scopo dell’incontro di Roma.

Ascolta l'intervista a Mauro Garofalo

Passo importante per tutto il Sahel

“Il Sahel è una regione affetta da instabilità e colpita dal terrorismo – prosegue Garofalo - e il Ciad ha vissuto molti momenti difficili e violenti e la morte del presidente Deby resta uno shock, per questo noi crediamo che la transizione sia un’occasione da non perdere per tutta la regione del Sahel e abbiamo fatto lo sforzo di riunire tutti i gruppi dell’opposizione armata”. Il mediatore della Comunità di Sant’Egidio ricorda che questi gruppi hanno storie molto diverse ed è la prima volta che si vedono tutti insieme “per discutere in un clima sereno e costruttivo”. Nel comunicato, sottolinea Garofalo, si chiedono termini precisi per il dialogo che si aprirà a breve e sostanzialmente si rivolge un'offerta di pace al governo. “Ci sono molti soggetti che sono rimasti fuori dalla vita del Paese – afferma in conclusione – ora tutti vogliono partecipare alla costruzione di un nuovo Ciad”.

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22 gennaio 2022, 15:01