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La statua del Cristo Redentore sul colle Corcovado di Rio illuminata di notte La statua del Cristo Redentore sul colle Corcovado di Rio illuminata di notte 

90 anni del Cristo Redentore a Rio: la festa, i Papi... e Guglielmo Marconi

Fu il premio Nobel per la Fisica e creatore della Radio Vaticana ad accendere per primo le luci della grande statua in Brasile nel 1931. Da allora spesso i Papi hanno "illuminato" la statua, tanto con le loro parole quanto seguendo le orme del grande scienziato italiano. Il messaggio della figlia Elettra Marconi in ricordo dell'evento

Michele Raviart – Città del Vaticano

L’immagine del Signore che “a braccia aperte”, protegge “questa bella città e, con essa tutto il Brasile”. Un “immenso sperone fatto altare, tra meraviglie naturali, create da Lui, il Verbo di Dio, proprio nel cuore di Rio de Janeiro”. È questa, nelle parole di Papa Paolo VI e di Giovanni Paolo II, la statua del Cristo Redentore sul monte Corcovado, che oggi compie 90 anni. Un anniversario celebrato in tutta la città, nel giorno in cui il Brasile ricorda la sua patrona, Maria, Nostra Signora di Aparecida.


Un segno del Brasile cattolico

"È una data importante, il Cristo è un monumento del Brasile, è un segno di un Brasile cattolico. Ogni pietra posta lì rappresenta i brasiliani che hanno dovuto unirsi per costruire cose belle”, ha affermato il cardinale Orani João Tempesta, arcivescovo di Rio de Janeiro durante le Messa commemorativa dell’anniversario, spostata dalla collina del Corcovado alla cattedrale di San Sebastiano a causa della nebbia e del maltempo. Una cerimonia più sobria rispetto agli scorsi anni anche a causa del coronavirus e alla quale hanno partecipato autorità pubbliche e religiose.

Guglielmo Marconi, sua moglie e l'ambasciatore del Brasile in Italia il giorno dell'accensione delle luci del Cristo Redentore di Rio
Guglielmo Marconi, sua moglie e l'ambasciatore del Brasile in Italia il giorno dell'accensione delle luci del Cristo Redentore di Rio

Marconi accende le luci della statua

La storia del Cristo Redentore, inaugurato il 12 ottobre 1931 è poi anche legata a quella dei Papi del novecento e alla Radio Vaticana. A pochi mesi dall’inaugurazione di quest’ultima infatti, nel febbraio precedente, fu proprio il fondatore dell’emittente del Papa, Guglielmo Marconi, ad accendere a distanza per la prima volta le luci del monumento brasiliano. Lo fece dalla sua casa in via Condotti a Roma, per testimoniare al mondo le potenzialità delle onde radio. “Marconi era talmente convinto del funzionamento delle trasmissioni radio a distanza che - senza andare da nessuna parte, dal salotto di casa sua - invitò l’ambasciatore del Brasile e in tre, insieme a sua moglie a lui, spinsero un tasto e accesero le luci a Rio de Janeiro”, ricorda il professor Livio Spinelli, delegato del comune di Santa Marinella per il Parco della Scienza e per il Museo Guglielmo Marconi. “Fu un evento mondiale”, speiga, “perché all’epoca ancora si metteva in dubbio l’efficacia di queste trasmissioni a distanza. Quelli che hanno sempre avuto la massima fiducia in Marconi, in realtà, non furono né la compagnia che aveva fondato, né il mondo della scienza, ma furono i Papi, a partire da Pio XI”.

Ascolta l'intervista integrale a Livio Spinelli

La luce di Dio che illumina Rio e il Brasile

Lo stesso Pio XI definì quell’accensione tramite le onde radio come“una nuova meraviglia della scienza” che permetteva di far apparire il Cristo illuminato di Rio “come una celeste visione di splendissimo chiarore fra le ombre della notte”. Da allora spesso i Pontefici hanno rivolto il loro pensiero di fede al Cristo Redentore del Corcovado e non di rado proprio in occasione dell’inaugurazione di nuovi sistemi di illuminazione della statua. Fu così il primo gennaio del 1965, quando Paolo VI, le cui parole sul monumento abbiamo già ricordato, si rivolse con un radiomessaggio alla nazione brasiliana in occasione dei quattrocento anni dalla fondazione di Rio de Janeiro. “Speriamo ardentemente”, disse commentando le nuove illuminazioni del tempo, che “come simbolo delle grazie che il Signore, attraverso Maria Santissima, vostra Patrona, dispensa ai suoi figli fedeli, questa luce, illuminando la città di Rio de Janeiro, possa diffondersi in tutto il Brasile”.

Un omaggio della scienza alla fede

Nel 1981, in occasione dei cinquant’anni dall’inaugurazione del monumento, Giovanni Paolo II replicò da Castel Gandolfo lo stesso gesto compiuto da Marconi per illuminare la statua. Fu “un omaggio della scienza alla fede”, disse e che allora testimoniava “quanti e quali enormi progressi sono stati compiuti in questi cinquant’anni dalle ricerche scientifiche e tecnologiche, anche soltanto nel campo delle telecomunicazioni, per cui ciò allora appariva quasi miracoloso, può apparire oggi di ordinaria amministrazione”. Anche Papa Francesco, il primo gennaio del 2015, inviò un videomessaggio in occasione, proprio come Paolo VI, dell’anniversario della fondazione di Rio de Janeiro e di una nuova illuminazione della statua. Un’illuminazione che per il Papa simboleggiava “la luce che il Signore vuole accendere nella nostra vita”.

Il messaggio di Elettra Marconi e i festeggiamenti in Brasile

A rievocare, invece, oggi, quanto fatto da Marconi novant’anni fa, sarà la figlia del grande scienziato italiano, Elettra, con un messaggio inviato in tutto il mondo dai radioamatori del Parco della Scienza Marconi di Santa Marinella, in provincia di Roma e trasmesso dal primo satellite geostazionario per comunicazioni amatoriali, messo in orbita dal Qatar. A Rio de Janeiro, invece, i festeggiamenti dureranno fino a sabato nella cattedrale, con una serie di attività ispirate ai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile proposti dalle Nazioni Unite (ONU). Una sorta di “Villaggio Sostenibile”, nel quale saranno serviti servizi sanitari, assistenza ai più vulnerabili, raccolta cibo, ma anche seminari di formazione, di educazione ambientale e attività per bambini.

Ascolta il messaggio di Elettra Marconi
12 ottobre 2021, 17:51