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In Afghanistan è allarme fame, Fao:"Inaccettabile"

Secondo il Rapporto dell'Onu si registra nel Paese da agosto governato dai talebani, un aumento del 37% del numero di persone che soffrono la fame. E le previsioni per l’inverno fanno temere il peggio. Commentiamo dati e contesto con Luca Russo, analista principale per le Crisi alimentari della Fao

Emanuela Campanile e Andrea De Angelis - Città del Vaticano

La cifra è record e tragica: a partire da metà novembre, in Afghanistan 22,8 milioni di persone, dovranno affrontare un'insicurezza alimentare acuta. Lo denuncia il rapporto IPC co-guidato dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura e dal Programma alimentare mondiale sempre dell’ONU. A scatenare questo vero e proprio flagello, una serie di concause: dalla pandemia da Covid alla crisi economica fino ai recenti conflitti. A pagarne le conseguenze, prima di tutto, i bambini.

L'appello della FAO

“È urgente agire in modo efficiente ed efficace per accelerare e aumentare le nostre consegne in Afghanistan prima che l'inverno irrompa in gran parte del paese - ha dichiarato il direttore generale della Fao , Qu Dongyu, - È una questione di vita o di morte. Non possiamo aspettare e vedere i disastri umanitari che si verificano davanti a noi: è inaccettabile!”

La corsa all'assistenza umanitaria

Attualmente, la Fao sta cercando 11,4 milioni di dollari in finanziamenti urgenti e altri 200 milioni per la stagione agricola fino al 2022, mentre il Wfp sta pianificando di aumentare la sua assistenza umanitaria all'inizio del 2022 per soddisfare le esigenze alimentari di quasi 23 milioni di afghani. Sia in termini assoluti che relativi, l'Afghanistan è tra i Paesi con il numero più alto di persone che soffrono la fame. Per la prima volta, i residenti urbani soffrono di insicurezza alimentare a tassi simili a quelli delle comunità rurali, dove il grave impatto della seconda siccità in quattro anni continua a incidere sui mezzi di sussistenza di 7,3 milioni di persone. Ad aggravare la situazione, la disoccupazione dilagante e la crisi di liquidità nelle maggiori città.

Gli scenari futuri

Sono almeno tre i punti chiave dell'aumento della fame in Afghanistan. Li elenca, nell'intervista a Radio Vaticana - Vatican News, Luca Russo, Analista principale per le Crisi alimentari alla Fao. Russo sottolinea come i dati siano molto recenti, comprendendo anche il primo mese dopo la presa di potere da parte dei talebani. 

Ascolta l'intervista a Luca Russo

Nel Paese è molto elevato l'aumento di persone che soffrono la fame, con timori notevoli per l'inverno ormai alle porte. Lo scenario apre a possibili miglioramenti o no?

Il rapporto si basa su ipotesi probabili. La siccità è un fattore molto importante, visto che continuerà nei mesi invernali. Ci sono poi grosse incertezze nella capacità di distribuzione degli aiuti alimentari e umanitari, anche perché molti attori che lavorano in Afghanistan hanno lasciato il Paese. Il rapporto tra le Nazioni Unite ed i talebani resta incerto e non sappiamo ancora come si posizioneranno i grandi donatori rispetto a questa crisi. 

La crisi di liquidità è uno dei fattori più importanti. Le persone non hanno i soldi per acquistare il cibo quotidiano?

I servizi non funzionano, non ci sono accessi alle banche e gli stipendi non vengono distribuiti. Se non funzionano i servizi è difficile far funzionare anche il sistema di aiuti. Poi molte persone vivono in aree rurali che non dipendono dai servizi bancari, sono tanti i fattori che portano a questa situazione. 

C'è il rischio della cosiddetta guerra tra poveri? Penso anche al collasso del sistema sanitario. 

Sì, in moltissimi Paesi spesso c'è una correlazione tra l'insicurezza alimentare acuta ed i conflitti nella popolazione. A livello locale i conflitti sono ad esempio sull'accesso alle risorse idriche. Siamo dinanzi ad una spirale negativa che si genera in ogni crisi di questo tipo. 

Il peggioramento futuro è prevedibile fino a che punto?

I dati sono molto recenti, fino al settembre 2021. Si tratta di un mese dopo la presa del potere da parte dei talebani, dunque è ancora difficile vedere gli effetti nel lungo periodo di questa situazione.

26 ottobre 2021, 08:00