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Papa Francesco e l'Imam Al-Tayeb di Al-Azhar a Abu Dhabi hanno firmato il documento sulla fratellanza umana, il 4 febbraio del 2019 Papa Francesco e l'Imam Al-Tayeb di Al-Azhar a Abu Dhabi hanno firmato il documento sulla fratellanza umana, il 4 febbraio del 2019 

Aperte le candidature al Premio Zayed per la Fratellanza umana

Il riconoscimento, che celebra l'incontro del 2019 tra Papa Francesco e il grande imam di Al-Azhar Ahmed at-Tayyeb, celebra "i contributi miranti al progresso dell'umanità e alla promozione della convivenza pacifica", in un momento il cui il mondo si sta riprendendo dalla sofferenza e le disuguaglianze dovute alla pandemia

Isabella Piro - Città del Vaticano

Riconoscere e premiare gli sforzi di individui e istituzioni che si impegnano a favore del progresso dell’umanità e della promozione della convivenza pacifica: è questo l’obiettivo del “Premio Zayed per la fratellanza umana”. Da oggi, 1° luglio – annuncia l’Alto Comitato per la fratellanza umana - sono aperte le candidature per l’edizione 2022. Riconoscimento globale indipendente, il premio, che ammonta ad 1 milione di dollari Usa, è stato istituito nel 2019, in ricordo dello storico incontro tra Papa Francesco e il Grande Imam di Al-Azhar, Ahmed at-Tayyeb, avvenuto ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, il 4 febbraio di quell’anno. In quell’occasione, è stato firmato il documento sulla “Fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune”, pietra miliare nei rapporti tra cristianesimo e Islam, ed il Pontefice e il Grande Imam di Al-Azhar sono divenuti i vincitori onorari della prima edizione del Premio.

Speranza in tempo di pandemia

 “Quest’anno – informa una nota – il lancio del Premio avviene in un momento determinante per il nostro mondo, che si sta riprendendo dalle conseguenze di una sofferenza crescente e di disuguaglianze venutesi a creare a causa della pandemia del Covid-19”. A maggior ragione, i candidati dovranno rappresentare “la fiaccola della speranza per l’umanità”. I loro nomi potranno essere suggeriti da “membri del governo, ex e attuali Capi di Stato, membri del Parlamento, presidenti di Corti Supreme, alti funzionari esecutivi delle Nazioni Unite, capi di Ong internazionali, rettori di Università, personaggi influenti, leader spirituali, intellettuali, membri dell’Alto Comitato per la fratellanza umana ed ex vincitori del Premio Zayed”.

La premiazione il 4 febbraio 2022

Le candidature potranno essere presentate, entro il prossimo 1.mo dicembre, tramite il sito web ufficiale https://zayedaward.org/. La cerimonia di consegna del riconoscimento si terrà, poi, il 4 febbraio 2022 ad Abu Dhabi, nella data istituita dall’Onu come “Giornata internazionale della fratellanza umana” e celebrata per la prima volta quest’anno.  

La composizione della giuria

La giuria per l’edizione 2022 del Premio sarà rappresentata da una Commissione internazionale indipendente, tra i membri ci sono anche il Cardinale Michael Czerny, sottosegretario della sezione Migranti del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale; José Ramos-Horta, ex presidente di Timor Est e premio Nobel per la pace nel 1996, e la signora Phumzile Mlambo-Ngcuka, sottosegretario e direttore generale di “UN Women”, l’ente delle Nazioni Unite che lavora in favore della crescita e dello sviluppo delle donne e della loro partecipazione pubblica. A giudicare anche Mohamedou Issoufou, ex Presidente del Niger e vincitore del Premio Mo Ibrahim 2020 , il premio più prestigioso in Africa, Lea Bissar, presidente del progetto Aladdin per combattere l'estremismo e promuovere la pace, e il giudice Muhammad Abdel Salam, Segretario Generale del Comitato Superiore per la Fratellanza Umana.

Nel 2021 premiati Antonio Guterres e Latifa Ibn Ziaten

Da ricordare che il Premio Zayed deve il suo nome allo sceicco Zayed bin Sultan al Nahyan, fondatore degli Emirati Arabi Uniti nel 1971, vissuto secondo “i valori dell’umiltà, della tolleranza, del rispetto e dell’amore per tutti gli uomini”, gli stessi incarnati dal Premio. A vincerlo nel 2021 sono stati Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, e Latifa Ibn Ziaten, fondatrice di “Associazione Imad per i giovani e la pace”. Entrambi hanno visto nel riconoscimento una fonte di ispirazione per continuare ad impegnarsi costantemente “in favore dell'unità umana e la pace mondiale" e "per stabilire i valori di amore, tolleranza e fraternità umana”.

01 luglio 2021, 10:00