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Italia, i 75 anni della Repubblica. Mattarella: “Un cantiere aperto sul futuro"

In un intervento su "Famiglia Cristiana" alla vigilia della festa del 2 giugno, il presidente della Repubblica riflette sulla portata storica del referendum istituzionale e sulle nuove sfide che attendono il Paese. Un passaggio epocale che “ci ha consegnato libertà e democrazia”, connesse al pluralismo. “L’orizzonte rimane il bene comune, più grande di ogni particolarismo”

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

Un “formidabile strumento di civiltà” ma anche “un cantiere” che progetta il futuro, nel quale i protagonisti “sono e devono essere i cittadini”. Questa è la Repubblica italiana per il presidente Sergio Mattarella, che in un ampio intervento sul numero in edicola di Famiglia Cristiana, il settimanale dei Paolini, riflette, alla vigilia della festa del 2 giugno, sul referendum istituzionale che si è svolto 75 anni fa, sul cammino fin qui percorso e sulle nuove sfide che ci attendono.

Il 2 giugno punto di svolta per la democrazia

“Il 2 giugno 1946 fu un punto di svolta - scrive il presidente - dopo gli orrori del fascismo e del nazismo che avevano voluto la guerra, l’Italia pose le basi di un ordinamento democratico, che assumeva come proprio orizzonte gli ideali coltivati nella lotta di Liberazione e le speranze diffuse di pace". Ebbero finalmente successo, per Mattarella principi come il primato della persona, “la piena libertà (‘non solo individuale ma sociale’, come ebbe a dire Aldo Moro), l’uguaglianza formale e sostanziale, la giustizia come dovere delle istituzioni pubbliche, la solidarietà come vincolo reciproco nella cittadinanza”. Principi che nella vicenda nazionale “non erano mai riusciti davvero a comporsi in un quadro convincente, ebbero successo con la Repubblica e con il percorso costituente, che allora cominciò”.

Con la Repubblica inizia la ricostruzione dell’identità italiana

“Il referendum del 2 giugno aprì una nuova fase - osserva ancora il capo dello Stato - dando avvio a un momento storico di ricomposizione” anzitutto “dell’unità nei diritti e nei doveri. Nel 1946 votarono per la prima volta, in tutta Italia, le donne”. E con la Repubblica si avviò anche “la ricostruzione dell’identità della nazione italiana”. È stato insomma un “passaggio epocale” che ci ha consegnato “libertà e democrazia vitalmente connesse con il pluralismo” ed ha permesso al nostro Paese di superare indenne le varie tempeste che si sono abbattute.

La reazione al terrorismo e ai disastri naturali

“Il passaggio alla Repubblica - sottolinea ancora Mattarella - favorì una crescente coesione, rese la società civile e le sue energie sociali, morali, culturali, protagoniste e decisive anche nei tornanti più difficili e insidiosi della nostra storia recente”. L’attacco portato dal terrorismo alle giovani istituzioni repubblicane, ricorda, “fu battuto proprio grazie alla responsabilità maturata nei cittadini, nei corpi intermedi, nei ceti intellettuali, tra i giovani, nelle istituzioni”. I drammatici disastri naturali che hanno colpito in questi decenni la Penisola, “hanno messo in luce la capacità del popolo italiano di riprendersi dalle avversità e ricominciare”.

I progressi dell’Italia in questi 75 anni

Il progresso realizzato dall’Italia in questi settantacinque anni, ribadisce il presidente della Repubblica, “è stato straordinario: promosso lo sviluppo, sconfitto l’analfabetismo, debellate diffuse e insidiose malattie sociali, riconosciuti i diritti sui luoghi di lavoro, creato un sistema di sicurezza sociale che consente ai cittadini di trovare sostegno anche di fronte a dure avversità”. Grazie alla Costituzione, conclude “la nostra Repubblica ha sviluppato un’etica civile in grado di temperare, in nome del bene comune, gli inevitabili conflitti tra interessi che attraversano ogni società, portando alla liberazione delle energie presenti nella comunità”.

Il programma della Festa della Repubblica 2021

Le celebrazioni della festa del Repubblica italiana del 2 giugno 2021, previste dal Quirinale, saranno molto sobrie. Come nel 2020, a causa della pandemia, non è in programma la parata delle Forze Armate lungo i Fori Imperiali, e nemmeno l’esibizione delle Frecce Tricolori. I festeggiamenti al Palazzo del Quirinale inizieranno martedì 1 giugno alle 18.30, con un concerto in onore del Corpo diplomatico eseguito dall'Orchestra Nazionale di Santa Cecilia diretta dal maestro Jakub Hrůša. Mercoledì 2 giugno, alle 10, il presidente della Repubblica deporrà una corona d’alloro sulla Tomba del Milite Ignoto, all’Altare della Patria. La cerimonia per la Festa Nazionale della Repubblica si terrà alle 19, al Palazzo del Quirinale.

28 maggio 2021, 09:48