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Vatican News
Esponenti della Comunità dell'Africa occidentale nella riunione di domenica in cui si è discussa la sospensione del Mali Esponenti della Comunità dell'Africa occidentale nella riunione di domenica in cui si è discussa la sospensione del Mali  (AFP or licensors)

La Comunità degli Stati dell'Africa occidentale sospende il Mali

I leader dei Paesi che compongono la Comunità dell’Africa occidentale, riuniti in uno straordinario vertice regionale, hanno deciso di sospendere il Mali dalle istituzioni comunitarie, in risposta al recente doppio colpo di Stato dei militari

Marco Guerra – Città del Vaticano

I presidenti dei 15 Paesi membri della Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale condannano il colpo di Stato militare, chiedendo la nomina "immediata" di un "nuovo" primo ministro della società civile”, il rilascio immediato dell'ex presidente e del primo ministro di transizione, arrestati una settimana fa, e ribadiscono la necessità che la transizione aperta dopo il primo colpo di Stato nell'agosto 2020 sia limitata a 18 mesi e che si arrivi ad elezioni libere nel febbraio del 2022.

Il colonnello Goïta nuovo capo di Stato

Le richieste dei leader della regione sono state avanzate ieri sera dopo che venerdì la Corte costituzionale del Mali ha dichiarato il colonnello Assimi Goïta nuovo presidente, con una sentenza che di fatto avalla il potere dei militari. Proprio i militari lo scorso agosto hanno deposto il presidente Keita e poi hanno accettato, sotto pressione internazionale, la nomina di un esecutivo di transizione. Intanto anche Onu, Ue e i principali Stati occidentali hanno condannato l’arresto dei vertici istituzionali, mentre resta ancora fuori controllo la ribellione dei gruppi jihadisti nelle zone desertiche.

Nuovo attacco jihadista

Uno degli obiettivi dei militari era proprio riportare la sicurezza e sconfiggere le milizie integraliste, ma la violenza non accenna a fermarsi e in questi mesi si è estesa anche al centro del Paese e ai vicini Burkina Faso e Niger. Domenica un attacco attribuito ai jihadisti da un funzionario della sicurezza nel sud, vicino al confine ivoriano e guineano, ha provocato almeno cinque morti e ha rafforzato i timori di una rafforzata capacità di azione dei gruppi armati.

31 maggio 2021, 10:56