Cerca

Vatican News
Barcone per migranti nel Mediterraneo centrale Barcone per migranti nel Mediterraneo centrale  (ANSA)

Ennesimo naufragio di migranti nel Mediterraneo

Nuova tragedia del mare. Sembra non possa aumentare il numero dei superstiti, che finora sono solo tre, mentre sembra destinato a salire il bilancio dei morti, per ora 21, tra quanti viaggiavano dalla Tunisia verso l'Europa su un'imbarcazione affondata al largo di Sidi Mansour. Triplicate le partenze

Fausta Speranza – Città del Vaticano

E' di almeno 21 morti - i cui corpi sono stati finora recuperati - il primo provvisorio bilancio del naufragio, avvenuto la sera del 16 aprile, di un'imbarcazione di migranti al largo di Sidi Mansour, in Tunisia. Sulla base delle informazioni iniziali, tutte le vittime provenivano dall'Africa subsahariana. Tunisi fa sapere che unità della Guardia costiera, in coordinamento con due pescherecci nella zona di mare interessata – e cioè a sud est della Tunisia - sono riuscite a soccorrere tre migranti: un uomo e due donne di Costa d'Avorio e Guinea.

Cordoglio e appello nella nota di Unhcr e Oim

L'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati e l'Organizzazione internazionale per le migrazioni assicurano di aver fatto il possibile, dalla notizia giunta ieri sera, per cercare altri eventuali superstiti. E poi, esprimendo cordoglio per l'ulteriore perdita di vite umane, le organizzazioni internazionali ribadiscono l'appello: è necessario potenziare ed espandere le operazioni di ricerca per contrastare i traffici e per assicurare soccorso in tutto il Mediterraneo centrale, dove – ricordano - circa 290 persone hanno perso la vita finora dall'inizio del 2021. "Questa tragica perdita di vite umane sottolinea ancora una volta la necessità di potenziare ed espandere le operazioni di ricerca e soccorso guidate dallo Stato in tutto il Mediterraneo centrale, dove circa 290 persone hanno perso la vita finora quest'anno", affermano.

Secondo tragico naufragio in due mesi  

"La solidarietà in tutta la regione e il sostegno alle autorità nazionali nei loro sforzi per prevenire la morte e perseguire i trafficanti dovrebbero essere una priorità”, sottolineano le due organizzazioni ricordando che, prima dell'incidente di ieri, all'inizio di marzo altri 39 rifugiati e migranti erano morti al largo della costa vicino alla città tunisina di Sfax. "Unhcr e Oim continuano a monitorare da vicino gli sviluppi della situazione e ad essere pronti a collaborare con le autorità nazionali per assistere e sostenere i sopravvissuti e i familiari di coloro che sono scomparsi", conclude la nota. Solo dalla Tunisia, finora quest'anno le partenze via mare verso l'Europa si sono più che triplicate rispetto allo stesso periodo del 2020. 

17 aprile 2021, 08:09