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Il trasporto urbano mosso da uno spirito comunitario

Il coordinatore del settore Ecologia e Creato del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, don Joshtrom Isaac Kureethadam, è intervenuto in questi giorni al simposio formativo digitale MobilitARS, momento di riflessione sulla trasformazione della mobilità e dello spazio urbano alla luce della Laudato si’

Giada Aquilino - Città del Vaticano

Il messaggio “fondamentale” della Laudato si’, l’enciclica di Papa Francesco sulla cura della casa comune, “è che siamo un’unica famiglia”. Dobbiamo allora pensare “come comunità” anche nel campo dei trasporti: “dai calcoli che abbiamo a disposizione, quel settore provoca quasi un quarto delle emissioni di gas serra da cui dipendono i cambiamenti climatici”. 

È la riflessione di don Joshtrom Isaac Kureethadam, coordinatore del settore Ecologia e Creato del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale. Con Vatican News il salesiano riprende il proprio intervento tenuto questa settimana in occasione di MobilitARS, simposio formativo digitale organizzato da Bikenomist con il supporto di Selle Royal per parlare del ruolo dell’enciclica Laudato si’ nella discussione sulla trasformazione della mobilità e dello spazio urbano.

Cambiare rotta

Di fronte ai cambiamenti climatici in atto, spiega don Joshtrom, “non c'è molto tempo per cambiare rotta”, tenendo presente che il “grido della terra” è anche “quello dei poveri”. Il concetto di comunità diventa quindi “importante soprattutto nel campo del trasporto”: in una città come Roma - osserva - “capita spesso di vedere tantissime macchine con a bordo una sola persona”. 

Va invece “rafforzata e incoraggiata la mobilità comunitaria: i mezzi di trasporto pubblico, il car pooling per condividere i viaggi, le biciclette, il tutto animato da uno spirito comunitario”.

Sobrietà ed essenzialità

Soffermandosi sull’enciclica del 2015, il coordinatore del settore Ecologia e Creato del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale torna alle sollecitazioni del simposio MobilitARS, il cui ultimo evento on line si terrà il prossimo 24 febbraio sul tema della ‘città resiliente’. “Che mondo lasceremo ai figli, ai bambini che stanno crescendo, alle future generazioni?”, chiede il salesiano. La risposta, dice ancora, passa per un “io” che lasci il posto ad un “noi”, perché anche nel trasporto urbano “la comunità è la categoria che riassume e ingloba tutto”. E la Quaresima che stiamo vivendo, aggiunge, è il tempo propizio per “abbracciare” e vivere “la sobrietà e l’essenzialità” ispirateci da Papa Francesco.

19 febbraio 2021, 09:06