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Il suolo, tesoro e scrigno di biodiversità

Puntata di "Doppio Click", programma della Radio Vaticana in onda tutti i venerdì in diretta alle 12:40, dedicata alla Giornata mondiale del suolo, un patrimonio da tutelare e custodire come sottolinea Papa Francesco nell’enciclica Laudato si’

Andrea De Angelis, Silvia Giovanrosa, Alessandro Guarasci, Amedeo Lomonaco – Città del Vaticano

“Manteniamo il suolo vivo, proteggiamo la sua biodiversità”. È questo lo slogan dell’odierna Giornata per il suolo, istituita dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (Fao) con l’obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza di un suolo sano. Si celebra il 5 dicembre perché in questo giorno è nato nel 1927 il re della Thailandia Bhumibol Adulyadej. Il sovrano, morto a Bangkok nel 2016, durante il suo regno ha promosso diverse iniziative in difesa delle risorse del suolo, in particolare per lo sviluppo dell’agricoltura.

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La Giornata è dedicata quest’anno agli organismi presenti nel suolo. Se è vero che si registra nel mondo una crescente consapevolezza del valore della biodiversità per la sicurezza alimentare e la nutrizione - ricorda la Fao - non si può dire altrettanto per la biodiversità che si trova sotto i nostri piedi.

Il suolo è la "casa" di molte creature
Il suolo è la "casa" di molte creature

Il suolo è vita

Sono molti i piccoli “lavoratori” del suolo, tra cui batteri, millepiedi e lombrichi. Si tratta di preziosi alleati della natura che contribuiscono al compimento di processi indispensabili per la vita sulla Terra. La crescita delle piante, l’immagazzinamento del carbonio e un vasto serbatoio per farmaci e medicine dipendono da questi processi. Il suolo ospita più un quarto della biodiversità del nostro pianeta. Ma conosciamo solo l’1% di questo universo. Ci sono più microrganismi viventi in un cucchiaino riempito con terra sana che esseri umani sulla Terra. Il suolo è una risorsa insostituibile da tutelare. Suoli sani producono cibo più nutriente e più sicuro. Il suolo è anche vitale per la disponibilità d’acqua potabile, per la resilienza contro inondazioni e piogge torrenziali, per il ciclo di molti elementi minerali.

Manteniamo il suolo vivo

Infertilità del suolo

Il suolo è formato da minerali, acqua, aria e organismi viventi. La fertilità del suolo è legata alla presenza di sostanza organica. È povero, destrutturato e degradato un suolo che ne contiene meno del 2%, come si riscontra spesso nei Paesi occidentali. Sono molteplici i fattori che possono rendere un suolo non più sano. Tra questi, l’industrializzazione dell’agricoltura che ha compromesso la biodiversità e la varietà delle colture. L’eccesso di irrigazione ha causato inoltre la salinizzazione in molti terreni danneggiando anche i microrganismi presenti nel suolo. Altri fenomeni che compromettono il suolo, spesso in modo irrimediabile, sono l’erosione, la deforestazione e la desertificazione. A questi si aggiunge un processo irreversibile, quello della impermeabilizzazione. Si stima che oltre il 33% del suolo mondiale oggi sia altamente degradato.

Desertificazione
Desertificazione

Il suolo e la Laudato si’

Nell’enciclica Laudato si’ Francesco sottolinea, in diversi passaggi, l’importanza del suolo per la vita. “Suolo, acqua, montagne, tutto è carezza di Dio”. Il Papa ricorda, innanzitutto, che “l’uso irresponsabile e l’abuso dei beni” disponibili sulla Terra feriscono la nostra casa comune. “La violenza che c’è nel cuore umano ferito dal peccato - scrive il Santo Padre - si manifesta anche nei sintomi di malattia che avvertiamo nel suolo, nell’acqua, nell’aria e negli esseri viventi. Per questo, fra i poveri più abbandonati e maltrattati, c’è la nostra oppressa e devastata terra, che geme e soffre le doglie del parto”. L’inquinamento, aggiunge Francesco, è anche un peccato. Un fenomeno dannoso, che colpisce tutti, “causato dal trasporto, dai fumi dell’industria, dalle discariche di sostanze che contribuiscono all’acidificazione del suolo e dell’acqua, da fertilizzanti, insetticidi, fungicidi, diserbanti e pesticidi tossici in generale”. Si è costruito un “modello di sviluppo basato sull’uso intensivo di combustibili fossili”. Una delle facce di questo modello, si legge nell’enciclica, è “l’aumento della pratica del cambiamento d’uso del suolo, principalmente la deforestazione per finalità agricola”.

Laudato si’ e biodiversità

Nell’enciclica Laudato si’, Francesco ricorda anche l’insostituibile apporto dato da microrganismi e da creature che abitano il suolo. “Quando si analizza l’impatto ambientale di qualche iniziativa economica - scrive il Papa - si è soliti considerare gli effetti sul suolo, sull’acqua e sull’aria, ma non sempre si include uno studio attento dell’impatto sulla biodiversità, come se la perdita di alcune specie o di gruppi animali o vegetali fosse qualcosa di poco rilevante”. “Le strade, le nuove colture, le recinzioni, i bacini idrici e altre costruzioni, vanno prendendo possesso degli habitat e a volte li frammentano”. La cura degli ecosistemi richiede “uno sguardo che vada aldilà dell’immediato, perché quando si cerca solo un profitto economico rapido e facile - sottolinea infine il Pontefice - a nessuno interessa veramente la loro preservazione”. Contrastare la perdita di biodiversità non significa solo avere cura del creato, ma anche dell’uomo.

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Prendersi cura della Casa comune

Il suolo ha dunque una valenza insostituibile per la produzione di cibo, ma anche per la mitigazione del mutamento climatico e per la tutela della biodiversità. Sono molteplici le sfide legate alla salubrità degli ecosistemi. In questo tempo scosso dalla pandemia, in particolare, diventa ancora più urgente custodire la fertilità del suolo, prestare attenzione alle destinazioni d’uso della terra, arginare il fenomeno del land grabbing - l’accaparramento di terra da parte dei soggetti con maggior disponibilità economica - e garantire il diritto di accesso alla terra e alle risorse ittiche e forestali. Secondo la Fao, una gestione sostenibile dei suoli potrebbe aumentare la produzione di cibo fino al 58%. Difendere la biodiversità del suolo, ricorda l’organizzazione delle Nazioni Unite, può essere una delle soluzioni a molti problemi che l'umanità deve affrontare.

Dalle Sacre Scritture al grande schermo

La terra è stata sempre il simbolo per eccellenza della vita, del nutrimento, della fecondità. Per alcuni popoli ha anche un valore curativo: camminare scalzi, stendersi sulla nuda terra è un modo per riequilibrare le forze. Scaricare la tensione. La lunga e costante ricerca, a volte ossessiva, della terra e la relativa conquista ha fatto da sfondo a molte pellicole cinematografiche: dagli storici film western di Sergio Leone fino al più moderno "Cuori ribelli" di Ron Howard, essa è un miraggio, un sogno a cui tendere. Purtroppo, il passo è stato breve per farla diventare una risorsa da sfruttare, fino al limite, con tragiche conseguenze. Basti pensare al celebre film "Mission", dopo si parla di popoli indigeni privati della loro terra. La terra è un dono che viene concesso all'uomo, come si legge nella Genesi. Essa è simbolo della fatica e del lavoro. Come esseri viventi siamo intimamente legati alla terra, e infine, per i cristiani esiste una terra legata alla speranza, immagine di ogni cosa rinnovata dall'amore, così come si trova scritto nell'Apocalisse: "Nuovo cielo e nuova terra, perchè il primo cielo e la prima terra sono passati".

Ascolta la scheda di Silvia Giovanrosa

La prevenzione

Amare la terra, rispettare ciò che è sotto i nostro piedi vuol dire anche conoscerla. Una conoscenza che è presupposto fondamentale per prevenire quelli che possono e già sono stati dei veri e propri disastri. In tal senso è importare formare le nuove generazioni al rispetto della Casa comune, partendo proprio dal suolo. Il costo in termini di vite, così come quello economico dinanzi alle emergenze è enormemente superiore agli investimenti nella prevenzione. Nel corso della puntata di Doppio Click ne abbiamo parlato con il geologo Filippo Cappotto, vice presidente del Consiglio Nazionale Italiano dei Geologi.

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Tra i frutti della terra, anche il riscatto sociale

Il terreno è il cuore della cooperativa agricola Capodarco, a Grottaferrata, in provincia di Roma. Questa impresa nasce più di trent’anni fa e oggi conta anche una fattoria sociale inserita nella Tenuta della Mistica, alle porte della Capitale, su terreni pubblici assegnati dal Comune. La missione aziendale è quella di favorire l’inclusione e l’integrazione lavorativa attraverso gli strumenti dell’agricoltura sociale, impiegando lavoratori con disabilità fisiche e mentali, immigrati ed in generale persone a rischio di esclusione sociale. Nei punti vendita di Grottaferrata e della Mistica si vendono al pubblico ortaggi certificati biologici, olio, miele, vino e prodotti da forno, come le ciambelle castellane al vino. Lavorare il terreno, dunque, è una forma anche di riscatto sociale, sottolinea il presidente della cooperativa Salvatore Stingo.

Ascolta l'intervista a Salvatore Stingo

Dal terreno, prosegue Salvatore Stingo, ricaviamo cibo e prodotti ma anche benessere e valori. Come metodo di coltivazione, aggiunge, usiamo quello biologico attraverso un sistema di rotazione delle colture prevendo anche momenti di riposo della terra. Questo permette di conservare il terreno sempre nella sua forma migliore e di dargli il tempo di rigenerarsi. Noi, conclude Salvatore Stingo, ci sentiamo più custodi che coltivatori.

Un terreno fertile
Un terreno fertile

Come il terreno buono

Anche noi possiamo essere come i terreni, aridi, o fertili. Riferendosi al Vangelo incentrato sulla parabola del seminatore, Papa Francesco all'Angelus dello scorso 12 luglio, ha ricordato che "ognuno di noi è un terreno su cui cade il seme della Parola” e “nessuno è escluso”. Possiamo ricevere il seme della Parola “come il terreno buono”: Qui, e soltanto qui il seme attecchisce e porta frutto. La semente caduta su questo terreno fertile rappresenta coloro che ascoltano la Parola, la accolgono, la custodiscono nel cuore e la mettono in pratica nella vita di ogni giorno.

Ognuno di noi è un "terreno"

Dopo aver ricordato i diversi tipi di terreno - quelli sterili e quello che invece porta frutto - Papa Francesco all'Angelus dello scorso 12 luglio ha posto una domanda cruciale. Che tipo di terreno sono? 

Se vogliamo, con la grazia di Dio possiamo diventare terreno buono, dissodato e coltivato con cura, per far maturare il seme della Parola. Esso è già presente nel nostro cuore, ma il farlo fruttificare dipende da noi, dipende dall’accoglienza che riserviamo a questo seme. Spesso si è distratti da troppi interessi, da troppi richiami, ed è difficile distinguere, fra tante voci e tante parole, quella del Signore, l’unica che rende liberi.

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Biodiversità del suolo
05 dicembre 2020, 08:00