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Educare alla salute: ci pensa un progetto al via a Genova

Insegnare ai giovani stili di vita corretti come forma di prevenzione alle malattie: è l'obiettivo dell'iniziativa che dalla Liguria si propone di coinvolgere le scuole dell'intero territorio nazionale. In tempi di Covid-19, i corsi sono stati pensati in modalità online, con il vantaggio di poter raggiungere numeri molto alti di accessi, e affronteranno il tema delle dipendenze oggi maggiormente diffuse

Dino Frambati - Genova

L'attuale, grave crisi sanitaria non deve far dimenticare, o far passare in secondo piano, altre patologie anche molto serie, che sono tante. E, nello stesso tempo, deve far meditare su come risposte efficaci a pandemie e malattie possano derivare da stili di vita corretti e quindi, soprattutto, dalla prevenzione. Sono questi i principi a cui si è ispirato il primo progetto nazionale di corsi e istruzioni online per la prevenzione, creato a Genova, presso il Dipartimento patologie delle dipendenze ed epatologia e centro alcologico regionale ligure dell'ospedale San Martino, in collaborazione con l'Ufficio scolastico regionale ligure del Miur.

Il progetto è rivolto ai docenti e ai ragazzi 

L'inedita iniziativa è stata ideata dal direttore del Dipartimento, Gianni Testino, considerato uno dei maggiori epatologi italiani, e dall'operatrice sanitaria Patrizia Balbinot. Per la prima volta, in tempi di forzato distanziamento sociale, si svilupperà tutta attraverso video di insigni docenti, esperti e figure istituzionali. Due i corsi online: uno diretto a docenti e operatori sanitari che dovranno trasmettere ai giovani le indicazioni per i corretti stili di vita; un altro dedicato proprio alle scuole, agli studenti stessi. Due i book virtuali che potranno essere consultati da tutti i ragazzi, trasformando i corsi in una grande platea nazionale, cui accedere per comprendere che, se è importante curare, prevenire può essere una terapia in grado di bloccare eventuali patologie.

Uno stile di vita corretto si impara da giovani

“Le scuole – afferma Gianni Testino, per far comprendere lo spirito dell'iniziativa – dedicano normalmente tempo a lezioni di prevenzione per i giovani e per illustrare i rischi. Ma raggiungono pochi ragazzi. In questo modo creiamo una piattaforma per un numero altissimo di persone. Il progetto può entrare in tutte le aule, può essere raggiunto a distanza. I book virtuali illustrano tutti gli elementi topici per la qualità di vita dei giovani. Tematiche importanti che possono però essere illustrate in maniera semplice, facile”. Titolo emblematico del progetto è “La prevenzione per i ragazzi non può fermarsi in epoca Covid-2” e la prevenzione, afferma Testino, “ha molto valore se viene raggiunto il numero più elevato possibile di ragazzi. Si cambia la cultura della società partendo proprio da loro, perché senza la conoscenza di uno stile di vita corretto, non c'è nemmeno la visione di come ci si deve comportare”.

Obesità, fumo e uso di sostanze tra i fattori di rischio

Il primario spiega che la necessità ineludibile di fare prevenzione parte dai numeri impressionanti degli eccessi da parte di molti giovani che, osserva, “non si rendono forse conto della conseguenze cui vanno incontro con droga, alcol ed altro”. Giovani e non solo perché gli adulti, secondo indagini recenti, sono in sovrappeso per il 45% del totale e la stessa situazione si propone per il 14% della fascia d'età tra i 18 ed i 24 anni, dove il 9% è persino obeso, e per il 20% dei bambini. E tra i cattivi comportamenti non sfugge il dato del 22% di giovani che, in età scolare, hanno fatto uso di cannabis, almeno una volta, mentre il 10% ha provato, nel medesimo periodo, le Nuove Sostanze Sintetiche. Il fumo poi appare come un male endemico, con diffusione al 16% tra le ragazze, raggiungendo il 21% nei maschi in fascia di età 15-24 anni.  Soltanto il 15% dei ragazzi delle medie sa cos'è l'Hiv, mentre l'80% conosce l'esistenza dell'Aids percependolo però non come problema che li possa riguardare.

La diffusa dipendenza da alcol e internet

Nota dolente l'alcol: troppo presente in età inadeguate ad assumerlo: nei minori sotto i 18 anni ha diffusione nella quasi metà dei maschi (45%), calando ma restando alto, al 35%, nel mondo femminile minorenne. Età nelle quali il consumo è persino illegale. E, ammonisce Testino, in questo ultimo periodo di Covid si prevede un aumento notevole di sovrappeso ma anche di dipendenza tecnologica, pure questa una situazione cui fare attenzione, in caso di eccesso. Sono invece pericolosi per tutti, giovani e meno giovani, abusi o eccessivo uso di quelli che Testino ricorda essere “i primi cinque fattori di rischio oncologico: fumo, alimentazione scorretta, sovrappeso, ipomobilità, alcol. Fa riflettere il dato che, sottolinea l'epatologo, “i primi due fattori di rischio di morte e disabilità sotto i 24 anni sono alcol, sostanze e comportamenti scorretti quali, ad esempio, i disturbi alimentari”.

Le modalità per accedere alla piattaforma sono presenti nel sito Miur – Ufficio Scolastico Regionale Ligure, ma è anche possibile inviare una email a patrizia.balbinot@asl3.liguria.it per ottenerne l'accesso.

16 novembre 2020, 10:18