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Vatican News
Culle in una clinica ucraina specializzata in maternità surrogata Culle in una clinica ucraina specializzata in maternità surrogata  (AFP or licensors)

Scienza e Vita e Forum famiglie: fermare le pubblicità dell’utero in affitto

I presidenti delle due realtà cattoliche chiedono al premier Conte di sollecitare l’intervento dell’AgCom per bloccare i siti web che pubblicizzano le agenzie per la maternità surrogata. Gambino (Scienza e Vita): "le autorità hanno i mezzi per intervenire"

Marco Guerra – Città del Vaticano

“Ricercando con motori di ricerca su Internet termini quali ‘maternità surrogata’ o ‘utero in affitto’, i primi risultati che appaiono sono inserzioni pubblicitarie […]. Ci sembra paradossale che si ritenga ‘incompetente’ l’AgCom, che vigila sulle comunicazioni e si occupa di pubblicità di gioco d’azzardo e di copyright, come pure di comunicazioni informative sanitarie. Riterremmo più corretto che fosse l’Autorità preposta a garantire i diritti nelle comunicazioni e in Internet a fare i passi previsti dalla legge”. Lo si legge nella lettera inviata al premier Conte, alla  vigilia della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, da Gigi De Palo e Alberto Gambino, presidenti rispettivamente del "Forum delle associazioni familiari" e di “Scienza e Vita”. Una missiva per chiedere che l’AgCom oscuri in Italia i siti web che pubblicizzano la pratica dell’utero in affitto, mercimonio punito penalmente dalla legge 40 del 2004 sulla procreazione assistita.

La condanna della Consulta

L’iniziativa di De Palo e Gambino arriva dopo due mesi della presentazione in Commissione Giustizia della Camera di due disegni di legge, a firma Carfagna-Meloni, volti a sancire la punibilità del reato di maternità surrogata anche se compiuto da un italiano all’estero. L’iniziativa legislativa mira ad allargare il raggio di azione della magistratura fuori dal territorio nazionale e a dare un riferimento alla giurisprudenza dei tribunali locali che da diversi anni stanno formulando sentenze spesso in contrasto l’una con l’altra. Un riferimento giurisprudenziale è stato offerto dalla Corte Costizionale nel 2017 ed ha riconosciuto la surrogazione della maternità come qualcosa che “offende in modo intollerabile la dignità della donna e mina nel profondo le relazioni umane” attribuendogli un “elevato grado di disvalore”.

Il fronte anti surrogata

A livello globale la lotta a questa pratica è stata abbracciata anche da molti movimenti femministi che denunciano la mercificazione della donna e del nascituro e la rottura del legame biologico e antropologico tra madre e figlio. Le pressioni degli ambienti cattolici e laici hanno portato molti Paesi a rivedere legislazioni che consentivano questa pratica. Tra questi l’India che nell’agosto del 2019, tramite un apposito provvedimento della Camera bassa, ha vietato in tutto il Paese l’utero in affitto a fini commerciali. La legge autorizza la maternità surrogata solo nel caso di scelta altruistica, tra persone della stessa famiglia, e solo per le coppie di indiani sposate da almeno 5 anni che non abbiano altri figli viventi. Indigna e mostra il volto più disumano di questa pratica, invece, il recente caso di decine di bambini nati in Ucraina da madri surrogate e bloccati in una struttura a causa delle restrizioni attuate per la pandemia di coronavirus. 

Gambino: tema sociale aberrante

“Il capo dello stato Mattarella ha ricordato che la violenza sulle donne può essere anche di tipo economico e psicologico, sullo sfondo c’è un tema sociale aberrante, donne che vengono a volte addirittura schiavizzate per prestarsi a questa pratica che consiste nel mettere un ovulo fecondato nel loro utero, farlo crescere per nove mesi e poi una volta nato il bambino sradicarlo dall'alveo naturale del seno materno per darlo alla coppia committente”, cosi il presidente di Scienza e Vita spiega a Vatican News la brutalità della maternità surrogata.

Ascolta l'intervista al presidente Gambino

AgCom vigili sui diritti inviolabili

“Nei siti italiani ci sono pubblicità di questa pratica e ci siamo rivolta all’AgCom che è stata creata per vigilare il mercato delle comunicazioni ma si deve occupare anche dei diritti inviolabili della persona altrimenti questa autorità a cosa serve? Ritengo che abbia tutti gli strumenti per intervenire” afferma ancora Gambino, motivando così l’appello al premier Conte e la sollecitazione rivolta anche alle procure italiane “che sono ancora silenti”.

Violenza sulla donna e sul bambino

Secondo il presidente di Scienza e Vita per perseguire un reato praticato all’estero si dovrebbero aumentare le sanzioni penali già esistenti “perché al quel punto le procure sarebbero obbligate a perseguirlo anche all’estero come già avviene per il turismo sessuale”, altrimenti il fascicolo rimane nei meandri delle procure. “È un tema di civiltà che deve stare a cuore a tutti, credenti e non credenti, – conclude Gambino – c’è lo sfruttamento della donna come tema sociale e poi tanti esperti hanno dimostrato che nel grembo materno si attivano delle relazioni psicologiche e biologiche tra il feto e la mamma che creano un legame indissolubile, quindi c’è una doppia violenza sulla madre e sul bambino”.

26 novembre 2020, 13:18