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Vatican News
La maglia di Maradona con il 10 La maglia di Maradona con il 10  (AFP or licensors)

Maradona: scompare un artista del calcio

Il presidente argentino Alberto Fernandez è arrivato in elicottero alla Casa Rosada, dove è stata allestita la camera ardente, per rendere omaggio a Diego Armando Maradona. Sarà sepolto in un cimitero privato a 35 chilometri da Buenos Aires. Il ricordo di don Rosario Accardo, delegato per lo Sport dell'arcidiocesi di Napoli, "era un uomo con un grande spirito di solidarietà"

Luca Collodi - Città del Vaticano 

La camera ardente di Diego Armando Maradona è stata allestita alla Casa Rosada, il palazzo presidenziale argentino a Buenos Aires, e resterà aperta al pubblico fino alle 20 (ora italiana). Migliaia le persone accorse per salutare il campione, morto ieri per un infarto. In serata,  Maradona sarà seppellito con i genitori nel cimitero di Bella Vista. Intanto il sindaco di Napoli De Magistris ed il presidente del club De Laurentiis hanno manifestato l'intenzione di avviare l'iter burocratico per dedicare lo stadio San Paolo a Maradona. I tifosi hanno tuttavia già appeso alle transenne una targa con la scritta "Stadio Diego Armando Maradona".  

Stasera alle 20.45 Napoli ricorderà Diego Armando Maradona. Prima della partita di Europa League tra il club partenopeo ed i croati del Rijeka, i cittadini di Napoli metteranno alle finestre luci e candele e alle 21, dopo il minuto di silenzio, partirà un grande applauso che unirà tutta la città. 

Figlio di Napoli

"Una delle caratteristiche di Maradona, una sua qualità, afferma don Rosario Accardo, delegato per lo Sport dell'arcidiocesi di Napoli, è stata quella di sentirsi parte di una città, parte di questo popolo, un figlio di Napoli. In tutte le sue vittorie, anche dopo ogni rete, non metteva mai la sua persona al centro del successo ma la squadra e la città".

R.- Non ha rappresentato solo un riscatto. Ha  restituito a Napoli la dignità, la consapevolezza di essere un bel popolo, una bella comunità. Erano anni socialmente difficili e scoprirsi al centro delle attenzioni, sentire la benevolenza degli altri, ha regalato alla città il desiderio di un riscatto enorme. Il riprendersi un valore, una dignità, che per vari motivi si era smarrita.

Don Accardo, Maradona era sempre alla ricerca di un senso dell’esistenza con un attenzione particolare per i poveri…

R.- E’ vero. Al riguardo ci sono storie scoperte anni dopo la sua partenza da Napoli. Maradona era una persona di grande umanità, con un grande senso di attenzione per gli altri. Dopo anni abbiamo scoperto storie che nessuno conosceva ma che stanno emergendo nelle testimonianze. Dopo 20 anni, abbiamo saputo che ad ogni Natale andava all’orfanatrofio di Pompei a portare giocattoli, a fare donazioni. Abbiamo conosciuto la sua umanità anche verso i compagni di squadra. Quando il suo capitano Bruscolotti doveva passare una notte in ospedale, lui passò la notte vicino al suo compagno di squadra per non lasciarlo solo. Così come è stato ambasciatore dell'Unicef. Poi la famosa partita giocata nel fango ad Acerra senza l'appoggio della società. Lui pagò il viaggio per tutti e le assicurazioni per giocare una partita nel fango e aiutare un bambino ammalato. Lo abbiamo visto giocare e cantare con i bambini di colore a Soweto. E tante altre piccole cose che faceva di nascosto per rispondere alle tante necessità di Napoli.  

Nello spogliatoio non ha fatto mai pesare la sua forza e la sua fama di calciatore…

R.- Mai, mai, mai. Aveva sempre una parola di ringraziamento per i compagni che gli avevano passato la palla o per i compagni che gli avevano permesso di segnare. Eppure erano reti una più bella dell'altra, gol uno più straordinario dell'altro che lo rendevano famoso, ma lui non metteva mai avanti se stesso. Era sempre la squadra. Ringraziava sempre i compagni. Andava sempre a festeggiare con gli altri, era parte integrante di un gruppo, di una comunità.

Maradona, però, non ha avuto un’esistenza facile…

R.- Dicevamo che è sempre stato alla ricerca di un senso della vita. Forse il senso era quello del calcio giocato in campo. Sottovalutando che fuori potevano esserci altri rischi e significati. Ma in alcune interviste, nei momenti di tranquillità nei quali si curava e stava meglio, Maradona riconosceva questi errori, che forse gli avevano  limitato la carriera. Direi che questo lato umano, al quale, giustamente, dobbiamo guardare, potrebbe diventare un esempio, una testimonianza per le nuove generazioni per non cadere, per non sprecare cedendo alle debolezze, i doni di Dio. E Maradona riconosceva di averli in parte sprecati. Forse più che commentare ciò, impariamo dai suoi errori a rialzarci ma soprattutto impariamo ad evitarli. Forse anche questo ci fa sentire Maradona più umano e più vicino a noi.

26 novembre 2020, 16:09