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Il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov in visita in Belarus Il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov in visita in Belarus  (ANSA)

Belarus: Lukashenko ipotizza nuova costituzione e un processo di transizione

Il leader politico della Belarus, dopo mesi di contestazioni, annuncia che non sarà più presidente dopo il varo di una nuova costituzione. Si tratta però di un processo ancora tutto da definire che incontra lo scetticismo delle opposizioni. D’Amato: ora anche la Russia sembra volere un cambio della guardia

Marco Guerra – Città del Vaticano

Lo ha annunciato ieri, stando alle fonti della stampa: Aleksandr Lukashenko, non sarà più presidente dopo che il Paese avrà adottato una nuova Carta Costituzionale. Il capo dello Stato al potere da 26 anni non ha però specificato òla tempistica delle modifiche e dunque del suo futuro.

La preoccupazione della Russia

"Non plasmerò la Costituzione perché risponda alle mie esigenze. Non sarò presidente, quando la nuova Costituzione sarà in vigore", ha affermato Lukashenko ieri, nel corso di una visita ad un ospedale. Il giorno prima, il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, in visita a Minsk aveva espresso preoccupazione per l'instabilità del Paese confinante: “E' nostro interesse che la situazione sia calma, stabile, pensiamo che avviare una riforma costituzionale contribuirebbe". Il capo della diplomazia russa era tornato sul tema delle interferenze dell'Occidente negli affari interni della Belarus anche col "sostegno alle forze che sono apertamente antigovernative". 

Le manifestazioni di piazza 

E proprio le proteste di piazza antigovernative non cessano anzi si animano ogni fine settimana. Solo la scorsa domenica, stando ai dati forniti da alcune Ong, la polizia ha arrestato almeno 379 dimostranti e di cui una decina portati poi in ospedale. Le repressioni dei cortei sono state condannate più volte dall’Unione Europea che per questo ha anche imposto sanzioni a Lukashenko e ad altri funzionari di alto rango. Anche gli Stati Uniti tengono alta la pressione su Minsk e il presidente eletto, Joe Biden, ha invitato l’esponente dell’opposizione Sviatlana Tikhanovskaya alla cerimonia di inaugurazione del suo mandato.

D’Amato: la Russia ha cambiato atteggiamento

“Le opposizioni parlano di mossa tattica perché anche in passato Lukashenko ha fatto promesse che poi non ha mantenuto” spiega a Vatican News il giornalista esperto dell’area Giuseppe D’Amato, il quale però evidenzia un elemento di novità nella richiesta della Russia di trovare una soluzione a questa situazione di instabilità. “Mosca si trova in grossa difficoltà e probabilmente ha chiesto a Lukashenko un passaggio di poteri”. Secondo D’Amato la riforma costituzionale è quindi uno strumento che potrebbe consentire a  Lukashenko di garantirsi l’immunità, mentre Mosca vorrebbe mantenere la Belarus nel suo spazio strategico. “La soluzione - spiega - è che Lukashenko trovi un nuovo ‘delfino’ e si metta a punto una nuova costituzione”.

Ascolta l'intervista a Giuseppe D'Amato

La gente vuole cambiare

Il giornalista esperto di Europa dell’Est ritiene che non sono solo le opposizioni a scendere in piazza ma tutta la popolazione civile. “La gente dopo i  26 anni vuole cambiare, anche alla luce di quello che vede nella vicina Polonia e nelle fiorenti economie oltre confine”. “Poi ci sono gli statali, i militari e gli anziani – osserva - che hanno paura di questo cambiamento, perché sanno che c’è un costo sociale alto da dover pagare”  e questo è il motivo della contrapposizione che si è venuta a creare.

Manca classe dirigente alternativa

“Attualmente non c’è una classe dirigente alternativa”, ricorda inoltre D’Amato, “ci sono giovani e imprenditori che sono andati all’estero, ma gran parte dell’economia della Belarus è ancora nella mani dello Stato”. Per tutti questi motivi il passaggio di poteri non sarà semplice “ma se la transizione sarà gestita correttamente con l’aiuto dell’Europa e della Russia, il Paese potrà superare queste difficoltà”.

28 novembre 2020, 15:14