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Nizza, la condanna e la preoccupazione dell’Ucoii

Alle dure reazioni all'attentato di ieri a Nizza, si unisce quella dell’Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia. Non si usi il nome di Allah indegnamente, spiega il presidente dell’Ucoii, Yassine Lafram

Francesca Sabatinelli – Città del Vaticano

Una condanna senza alcuna riserva, “senza se e senza ma”, all’attentato di ieri a Nizza è arrivata dall’Ucoii, l'Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia, che, oltre ad esprimere il cordoglio per le famiglie delle vittime della strage, prende una forte posizione contro "gli estremismi violenti che nulla hanno a che vedere con gli insegnamenti” dell’islam e del suo credo.  L’Unione, che manifesta la sua “preoccupazione in merito al degenerare della situazione interna francese”, sollecita anche ad abbassare i toni “per poter agevolare una proficua collaborazione per il bene” delle società. Per questo serve uno sforzo collettivo da parte di tutti, anche a livello di istituzioni, sia francesi che europee. Nessuno, si legge nel comunicato a firma del presidente dell’Ucoii, Yassine Lafram, “usi il nome di Allah indegnamente per giustificare atti ingiustificabili, deprecabili e barbari”. Lo ascoltiamo 

Ascolta l'intervista a Yassine Lafram

R. – Le nostre parole sono di totale condanna di questo gesto atroce, di questo crimine indicibile. Come musulmani non possiamo che condannare, senza ambiguità, senza se e senza ma.  Quello che è successo a Nizza, tra l’altro, è accaduto all’interno di una chiesa, di un luogo di preghiera, e questo è una bestemmia per ogni religione, per ogni fede che si rispetti. Come musulmani non ci stancheremo di condannare questi atti violenti e di continuare nel nostro lavoro di prevenzione all’interno della comunità perché questo non accada mai più.

Sono state molto forti le parole dell’imam di Nizza, Otmane Aissaoui, quando ha detto: “Oggi vi dico che sono cristiano”…

R. – Ho letto le dichiarazioni dell’imam di Nizza che sicuramente vive sulla sua pelle le reazioni e le conseguenze di questo atto criminale. La comunità islamica di Nizza è una grande comunità, è una città molto plurale, sotto vari profili, è una città colpita, ferita, che cerca sicuramente di rialzarsi. La comunità islamica giocherà, e sta giocando, un ruolo importante per la ripresa.

Il Papa ha espresso il suo profondo dolore e, ancora una volta, ha invocato la fratellanza per reagire uniti al male con il bene …

R. – Sì, quello che è importante per noi, in questi momenti di grande paura, di confusione, ma anche di grande dolore, è di riscoprire i nostri valori comuni, valori universali, e uno di questi è quello della fratellanza umana, perché abbiamo bisogno di recuperare maggiormente la nostra dimensione umana, perché prevalga su ogni violenza, su ogni maldicenza. Questo per noi è importante  in un momento come questo perché abbiamo bisogno di parole che possano riconciliare gli animi.

Secondo lei i cristiani, come hanno detto i vescovi francesi, sono diventati davvero un bersaglio da uccidere?

R. – Bisogna fare attenzione. Il nostro mondo oggi vive attacchi su diversi fronti, gli atti di terrorismo non fanno  tanta distinzione. Sempre a Nizza, non dimentichiamo, c'è stato un attentato terroristico di una gravità mostruosa (14 luglio 2016 ndr) che ha colpito musulmani, cristiani, appartenenti a diverse fedi religiose e non. Quindi, i terroristi di oggi sono da una parte, il resto del mondo intero è tutto dall’altra. Abbiamo bisogno di essere compatti nel fronteggiare gli imprenditori del terrore, non possiamo fare sconti a nessuno. Non dimentichiamo che oggi abbiamo bisogno di fare fronte comune. La questione non è se i cristiani sono sotto attacco, o se lo sono gli ebrei o i musulmani, siamo tutti quanti sotto attacco, e questo deve essere chiaro per tutti noi per riuscire veramente a fare fronte comune.

Come Ucoii state portando avanti diverse iniziative, tutte mirano al dialogo e alla fratellanza. Questo vostro percorso, questo vostro cammino, quando accadono questi fatti lo sentite vanificato?

R. – Assolutamente no, perché come credenti sappiamo che la vita degli esseri umani è fatta anche di questi momenti di grande disgrazia che ci colpiscono e che, magari delle volte, ci fanno sentire in difficoltà, questo lo riconosciamo. Ma siamo consapevoli del fatto che abbiamo una responsabilità sulle spalle che dobbiamo portare avanti come uomini di fede, come esseri umani, e quindi il carico di responsabilità diventa maggiore, soprattutto quando si consumano vicende come queste. Quindi, sicuramente ripartiamo con ancora più forza e vigore per poter fronteggiare quelli che oggi portano avanti discorsi di odio. Io ieri sono stato in cattedrale (a Bologna ndr) a portare le condoglianze al cardinale Matteo Zuppi, l’arcivescovo, lo sentivo come un dovere, ma non dimentichiamo che l'anno scorso il cardinale è venuto a trovarci in moschea, sempre a Bologna, per portarci le condoglianze, quando un suprematista bianco è entrato in due moschee in Nuova Zelanda sparando all'impazzata, uccidendo 50 fedeli musulmani raccolti in preghiera. Quindi, il male che oggi ci colpisce, ci colpisce tutti, ed è per questo che bisogna cercare di far abbassare i toni, di disarmare coloro che continuano ad usare il terrore e l'odio per portare avanti il loro progetto malsano. Come uomini di fede, abbiamo molto da fare.

30 ottobre 2020, 15:59