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Al Parma Jazz, lo Stabat Mater che attraverso Maria narra il dolore del mondo

L'opera del Maestro Roberto Bonati mette in musica la sequenza generalmente attribuita a Iacopone da Todi e lo fa per dare voce al dolore grande di una madre che perde suo figlio, ma che ha in sè anche la forza e la certezza della resurrezione. Un messaggio di speranza cristiana che l'autore rivolge al mondo piagato e piegato dalle sofferenze della pandemia che ha spezzato vite e famiglie in tutto il mondo

Gabriella Ceraso - Città del Vaticano

La sera del 4 ottobre, la XXV edizione del ParmaJazz Frontiere Festival (www.parmafrontiere.it) intitolata quest'anno "In muta vece, invoco”, ha in programma una nuova produzione del suo direttore artistico Roberto Bonati. Si tratta dello Stabat Mater - Declinazioni di un dolore affidato alla ParmaFrontiere Orchestra e un omaggio del compositore, contrabbassista e direttore d'orchestra parmense, che vi ha lavorato a lungo.

"Una nuova struggente composizione per orchestra dedicata al dolore per antonomasia, quello di una madre che perde suo figlio": Roberto Bonati ci racconta questa, che è l'idea alla base del suo Stabat Mater, prendendo spunto anche da vicende personali, sublimate in un lavoro che si nutre della fede dell'autore.

Ascolta l'intervista al maestro Bonati

L'omaggio a Maria Desolata

“Tra i dolori umani quello di una madre di fronte alla sofferenza e alla perdita di un figlio - ci spiega - credo sia il più profondo, il più terribile". L'omaggio a Maria Desolata sotto la croce, evocata dai versi di Iacopone da Todi, forti e difficili, c'è questo ma anche altro. ll tema della preghiera è la sofferenza di Maria durante la crocifissione di Cristo, con accento sul nesso tra sofferenza, dolore da una parte, e la redenzione, la speranza e la gloria del Paradiso dall'altra. 

Ma come esprimere il dolore e la speranza in musica? Come esprimerlo nello Stabat Mater? La parte finale - ci spiega Bonati - è struggente ma con in sè un aspetto di speranza resa dalla scrittura tonale: quella sorta di "canzone finale" è intrecciata al tema ricorrente dello Stabat Mater. Così, dopo la distensione e il lieto fine, resta un punto di domanda nel messaggio musicale. E' l'uomo che lo pone: la speranza ha in sè la nostalgia del figlio perduto.

Ne deriva uno Stabat "molto umano" che in sintesi lascia un segno positivo, nostalgicamente positivo. Uno Stabat Mater probabilmente interrogatvo, come - spiega - è la fede che è continua ricerca, anelito di Dio.

Un testo poetico puro

L'attrazione e l'interesse del compositore di Parma sono anche per il testo e la "meravigliosa musica gregoriana, una delle realizzazioni più alte di questa poesia." L'operazione compiuta da Bonati è stata quella di musicare non tutto il testo, ma solo le prime sei stanze e l'ultima, relative proprio all'immagine di Maria. Un lavoro musicale che si sforza di essere "il più asciutto possibile perchè - dice- l'originale, gregoriano nella sua purezza, meglio di tutti riesce ad esprimere questo sentimento di dolore e lacerazione materna". 

“Stava Madre dolorosa a la croce lagrimosa, dov'era il suo Filio; la cui anima piangente, abattuta e dolente trapassò il gladio.”

La fede di chi fa musica oggi


Bonati ci parla anche del suo modo di concepire la musica, del suo valore di "accompagnamento e di sostegno spirituale nelle nostre vite", della sua sacralità. "E la musica dedicata a un simile testo si propone, in qualche modo, di andare ad affrontare l'essenza delle cose della vita, la loro radice religiosa".

“Quando il corpo será morto, fa' che l'anima abbia porto di Paradiso e gloria”

Ci vuole certamente coraggio per portare avanti tematiche di riflessione e di fede nella musica d'oggi, è ancora la riflessione del Maestro Bonati. "Io credo - confessa  - che sia complesso il mondo del musicista, io  - rimarca - ho voluto presentare quanto sono lontano dagli stili assimilabili. Lo sforzo è stato quello di rendere musicalmente giustizia a questo testo importante della letteratura italiana e della storia del cristianesimo".

L'omaggio alle tante vittime del coronavirus

Infine la pandemia: anche questo entra nello Stabat Mater di Bonati. Dopo aver parlato del dolore di Maria, delle madri e dei genitori in generale che sono costretti a staccarsi dai loro figli, il suo sguardo si estende all'attualità, ad una pandemia che ha spezzato famiglie e generazioni strappando via e chiudendo nel silenzio tante persone senza che i loro cari potessero neanche salutarli. "Ho voluto - ci spiega Bonati - dare un segnale di speranza nei confronti di chi sta soffrendo e rendere omaggio al cordoglio di tante famiglie che hanno subito perdite e tragedie legate alla situazione che stiamo vivendo. Mi sembrava il momento giusto per farlo con un'opera del genere".

03 ottobre 2020, 09:00